
I tempi di riapertura potrebbero non essere brevissimi, perché l'impianto dovrà fare una serie di interventi per provare a ri-superare il collaudo quindicennale.
Allo stato, infatti, non è stato superato, come comunicato alla società che dal 2020 lo ha in gestione, la Iperstaroil Srl di San Gennaro Vesuviano. A farlo il settore Attività produttive del Comune di Cuneo, che ha notificato il provvedimento lo scorso martedì 20 gennaio.
Arpa Piemonte lo ha infatti giudicato non collaudabile e ne è stata quindi disposta la temporanea sospensione.
La procedura era stata avviata nell’agosto 2024, come previsto dalla normativa regionale, e aveva portato a un sopralluogo della Commissione comunale di collaudo il 21 maggio 2025.
In quella sede, l’impianto era stato giudicato “collaudabile in subordine”, ovvero a condizione che venissero superate una serie di criticità e difformità riscontrate, in particolare sul piano della sicurezza ambientale e impiantistica.
Nonostante l’invio di numerose integrazioni documentali nel corso del 2025, trasmesse agli enti competenti per le valutazioni di merito, ARPA Piemonte ha segnalato, con nota del 31 dicembre 2025, che le criticità evidenziate nel verbale di collaudo non risultavano completamente superate.
In particolare, è stata ribadita la mancata risoluzione di alcuni aspetti legati alla sicurezza ambientale, condizione ritenuta essenziale per la collaudabilità dell’impianto.
Ulteriori rilievi sono arrivati anche da ACDA S.p.A., che ha evidenziato incongruenze e non conformità tra la documentazione tecnica recente e quella storica relativa al piano di prevenzione e gestione delle acque meteoriche, sulla base del quale erano stati rilasciati i precedenti provvedimenti autorizzativi.
Il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco non aveva invece riscontrato motivi ostativi alla prosecuzione dell’attività, limitatamente agli aspetti di prevenzione incendi.
La società potrà ovviamente presentare ricorso al Tar del Piemonte, ma nel frattempo l'impianto rimarrà chiuso. E dovrà ripartire la procedura di collaudo.
Un disagio non da poco per i tanti automobilisti che quotidianamente si servivano presso il distributore, uno di quelli "no logo", posizionato in un'area commerciale ad alta frequentazione e con prezzi competitivi.
















