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Attualità | 22 gennaio 2026, 17:02

Collaudo negativo e stop temporaneo all'attività per il distributore di via Margarita a Cuneo

E' stata Arpa a "bocciare" l'impianto sito nell'area commerciale "Grande Cuneo". Stamattina era in funzione

Dovrebbe essere chiuso, in attesa di riavviare la procedura e, soprattutto, di aver risolto le criticità per le quali, con determinazione dirigenziale dello scorso 15 gennaio, notificata in data 20, è stato dichiarato negativo il procedimento di collaudo quindicennale dell’impianto di distribuzione carburanti ad uso pubblico situato in via Margarita 8, all’interno del centro commerciale “Grande Cuneo”. 

Stamattina, però, l'impianto è aperto e attivo, con il solito via vai di auto che fanno rifornimento, grazie alla posizione sicuramente strategica e a prezzi concorrenziali. 

Una decisione, quella del Comune di Cuneo, che ha disposto la non collaudabilità dell’impianto e la conseguente sospensione temporanea dell’attività, frutto di lunghi mesi di confronto. 

Tutta la procedura si è protratta per un anno e mezzo e i tempi concessi per sanare le criticità, normalmente di 120 giorni, sono stati prorogati di ulteriori 90. 

Parliamo dell’impianto gestito dalla società Iperstaroil Srl, con sede legale a San Gennaro Vesuviano (Napoli), titolare dell’autorizzazione dal dicembre 2020. La procedura di collaudo quindicennale era stata avviata nell’agosto 2024, come previsto dalla normativa regionale, e aveva portato a un sopralluogo della Commissione comunale di collaudo il 21 maggio 2025.

In quella sede, l’impianto era stato giudicato “collaudabile in subordine”, ovvero a condizione che venissero superate una serie di criticità e difformità riscontrate, in particolare sul piano della sicurezza ambientale e impiantistica. 

Alla società era stato concesso un termine di 120 giorni per presentare la documentazione necessaria a dimostrare l’adeguamento, termine poi ulteriormente prorogato di tre mesi per favorire la continuità dell’attività.

Nonostante l’invio di numerose integrazioni documentali nel corso del 2025, trasmesse agli enti competenti per le valutazioni di merito, ARPA Piemonte ha segnalato, con nota del 31 dicembre 2025, che le criticità evidenziate nel verbale di collaudo non risultavano completamente superate. In particolare, è stata ribadita la mancata risoluzione di alcuni aspetti legati alla sicurezza ambientale, condizione ritenuta essenziale per la collaudabilità dell’impianto.

Ulteriori rilievi sono arrivati anche da ACDA S.p.A., che ha evidenziato incongruenze e non conformità tra la documentazione tecnica recente e quella storica relativa al piano di prevenzione e gestione delle acque meteoriche, sulla base del quale erano stati rilasciati i precedenti provvedimenti autorizzativi.

Il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco non aveva invece riscontrato motivi ostativi alla prosecuzione dell’attività, limitatamente agli aspetti di prevenzione incendi. 

E' stato quindi il permanere delle criticità ambientali a portare al verdetto attuale: l’impianto non è idoneo, in questo momento, a garantire le necessarie condizioni di sicurezza ambientale.

Il Comune, nello specifico il settore delle Attività Produttive, ha formalizzato la chiusura negativa del procedimento di collaudo quindicennale e disposto la sospensione temporanea dell’impianto, notificando il tutto alla società Iperstaroli srl. L'impianto potrà riaprire solo dopo il superamento delle criticità e l’esito positivo di una nuova procedura di collaudo, di cui dovrà fare richiesta l'azienda stessa. 

Ovviamente, è possibile presentare ricorso al Tar del Piemonte entro 60 giorni dall'avvenuta notifica. 

Ma, nel frattempo, l'attività deve - o dovrebbe - essere sospesa. Perché, così è stato sentenziato da Arpa Piemonte, non è collaudabile nelle attuali condizioni. 

Barbara Simonelli

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