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Economia | 26 febbraio 2026, 07:00

Automotive piemontese e logistica dell’ultimo miglio: perché ritiro e consegna dei veicoli stanno ridisegnando il post-vendita

Dalle concessionarie di Torino alle officine della provincia di Cuneo, il servizio di movimentazione professionale dei veicoli è diventato un elemento competitivo irrinunciabile. Come la logistica dell’ultimo miglio sta trasformando il rapporto tra operatori del settore e clienti in Piemonte.

Automotive piemontese e logistica dell’ultimo miglio: perché ritiro e consegna dei veicoli stanno ridisegnando il post-vendita

Il Piemonte e l’industria automobilistica condividono una storia lunga oltre un secolo. Torino è stata il cuore pulsante della motorizzazione italiana, e ancora oggi l’intera regione mantiene un legame profondo con il comparto: dalle linee di assemblaggio alle reti di concessionarie, dalle officine meccaniche indipendenti ai fornitori di componentistica di precisione. La filiera automotive piemontese rappresenta circa il 34% della produzione nazionale di componentistica e impiega oltre 70.000 addetti diretti, un dato che restituisce la misura del peso economico e occupazionale del settore.

Eppure, se la dimensione produttiva resta un pilastro dell’economia locale, negli ultimi anni è emersa con forza una questione che ridefinisce le priorità di chi opera nel settore: la gestione del post-vendita e, in particolare, la logistica dei veicoli orientata alla customer experience. Non basta più vendere un’auto o eseguire un intervento tecnico a regola d’arte. Bisogna accompagnare il servizio con soluzioni che semplifichino concretamente la quotidianità del cliente, dal privato cittadino all’azienda con una flotta di mezzi commerciali. È in questo contesto che stanno emergendo con forza i servizi di pickup and delivery per aziende, capaci di gestire la movimentazione professionale dei veicoli con copertura capillare su scala nazionale, offrendo a concessionarie, officine e flotte aziendali una risorsa operativa strutturata e affidabile.

L’ultimo miglio nell’automotive: che cosa significa davvero

Quando si parla di “logistica dell’ultimo miglio”, il pensiero corre immediatamente ai corrieri che consegnano pacchi a domicilio. Nel settore automotive, tuttavia, l’espressione assume un significato diverso e più articolato. Si riferisce alla movimentazione dei veicoli tra il cliente e il punto di assistenza: ritirare l’auto dal proprietario, portarla in officina per la manutenzione ordinaria o straordinaria, e riconsegnarla una volta completato l’intervento. Un concetto legato a doppio filo con il tema del sistema logistico integrato, applicato però a un contesto di servizio e non di mera distribuzione merci.

Fino a qualche anno fa, questo tipo di servizio era considerato un’esclusiva riservata ai segmenti premium: clienti di marchi di lusso che potevano contare su un trattamento dedicato. Oggi, il paradigma è cambiato radicalmente. Le aspettative dei consumatori si sono evolute sotto la spinta della digitalizzazione e dell’abitudine a servizi on-demand in ogni ambito della vita quotidiana. Nessuno vuole più sacrificare mezza giornata lavorativa per portare l’auto al tagliando, né tanto meno un’azienda può permettersi che i propri collaboratori interrompano le attività produttive per accompagnare i mezzi aziendali in officina.

Il peso crescente della customer experience nel post-vendita

La centralità dell’esperienza cliente nel post-vendita automotive non è una novità teorica, ma si sta traducendo in scelte operative concrete. Le concessionarie e le officine del Nord Italia, e del Piemonte in particolare, hanno compreso che la fidelizzazione non dipende soltanto dalla qualità dell’intervento tecnico, ma dall’intera catena del valore percepita dal cliente. Chi offre comodità, trasparenza e puntualità ottiene un vantaggio competitivo tangibile in un mercato dove la concorrenza si gioca sempre più sui dettagli del servizio.

Un aspetto fondamentale riguarda le flotte aziendali. Le imprese piemontesi che gestiscono decine o centinaia di veicoli commerciali si trovano di fronte a una sfida organizzativa rilevante: coordinare le manutenzioni senza bloccare l’operatività dei dipendenti. In questo scenario, la possibilità di affidare la movimentazione dei mezzi a soggetti esterni specializzati diventa una leva strategica, perché consente di ridurre i tempi morti e di mantenere la flotta sempre efficiente. La crisi del settore automotive, con il calo produttivo che ha colpito duramente il Piemonte, rende ancora più urgente la necessità di differenziarsi attraverso servizi ad alto valore aggiunto.

Come funziona il modello della movimentazione professionale

Il modello operativo dei fornitori specializzati nella logistica dei veicoli è strutturato e replicabile. Driver certificati ritirano l’auto direttamente presso il domicilio del cliente o la sede aziendale, la trasportano in officina e la riconsegnano al termine dell’intervento. Tutto il processo viene gestito attraverso piattaforme digitali che garantiscono tracciamento in tempo reale, coperture assicurative complete e una comunicazione costante con il committente.

Non si tratta di un servizio di nicchia. Dalle piccole officine indipendenti che puntano sulla differenziazione territoriale, alle grandi concessionarie multi-brand, passando per le società di noleggio a lungo termine: la domanda attraversa trasversalmente tutto il comparto. Il punto di forza di questo approccio risiede nella scalabilità: un operatore con una rete estesa di driver può coprire sia le aree metropolitane come Torino e Milano, sia i centri di dimensioni medie dove la domanda sta crescendo ma dove è più difficile organizzare il servizio in autonomia.

I vantaggi operativi ed economici dell’esternalizzazione

Per una concessionaria o un’officina, collaborare con un fornitore specializzato nella logistica dei veicoli significa innanzitutto evitare investimenti strutturali. Personale dedicato al trasferimento delle auto, automezzi aggiuntivi, gestione delle polizze assicurative, piattaforme di coordinamento: sono tutti costi fissi che l’esternalizzazione consente di trasformare in costi variabili, legati esclusivamente al volume di servizio effettivamente richiesto.

Per le imprese con flotte commerciali, il beneficio più immediato è il risparmio di tempo. Nessun dipendente deve interrompere la propria attività per accompagnare un veicolo in officina, nessun responsabile di flotta deve coordinare spostamenti e sostituzioni temporanee. Il fornitore gestisce l’intero processo attraverso la propria piattaforma digitale, garantendo trasparenza su ogni fase: dalla presa in carico alla riconsegna.

Per il cliente finale, il vantaggio è evidente: l’auto viene ritirata sotto casa o in ufficio e restituita senza alcun disagio. Un servizio che, una volta sperimentato, diventa parte integrante delle aspettative e contribuisce alla fidelizzazione verso la struttura che lo offre. Secondo i dati dell’ANFIA, la qualità del servizio post-vendita influenza la scelta del cliente nella grande maggioranza dei casi di riacquisto presso la stessa concessionaria.

Mobilità elettrica e veicoli aziendali green: l’evoluzione in corso

L’integrazione tra logistica dell’ultimo miglio e transizione alla mobilità elettrica rappresenta uno snodo cruciale per i prossimi anni. L’aumento dei veicoli elettrici in circolazione comporta nuove complessità gestionali: i tempi di ricarica, la pianificazione degli interventi di manutenzione, diversi rispetto ai motori endotermici, e la necessità di ottimizzare ogni spostamento per massimizzare l’autonomia residua della batteria.

In questo scenario, disporre di partner logistici in grado di gestire la movimentazione di veicoli elettrici con competenze specifiche diventa un fattore differenziante. La pianificazione del ritiro e della consegna deve tenere conto dello stato di carica della batteria, dei punti di ricarica disponibili lungo il percorso e delle tempistiche di intervento in officina. Una complessità che richiede professionalità e strumenti digitali adeguati, elementi che solo operatori strutturati possono garantire.

Le prospettive per il Piemonte: dai capoluoghi ai centri medi

Il modello della logistica dell’ultimo miglio applicato al settore automotive è destinato a espandersi ben oltre i confini dei grandi centri urbani. Se Torino e Milano rappresentano oggi i mercati più maturi, la domanda sta crescendo con rapidità anche nelle città medie del Piemonte: da Cuneo ad Asti, da Novara ad Alessandria. In queste aree, la concentrazione di officine, concessionarie e aziende con flotte commerciali crea le condizioni ideali per l’adozione su larga scala di servizi di ritiro e consegna professionale.

Un fattore di accelerazione arriva dalla digitalizzazione dei processi. Le piattaforme di gestione flotte basate su telematica avanzata e analisi predittiva consentono di programmare gli interventi di manutenzione con precisione, riducendo i fermi macchina e ottimizzando i percorsi di movimentazione. L’adozione di questi strumenti da parte degli operatori piemontesi è in costante crescita, trainata dalla consapevolezza che l’efficienza logistica si traduce direttamente in vantaggi competitivi.

Il Piemonte, con la sua solida tradizione industriale e la capacità dimostrata di innovare senza perdere identità, ha tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio di riferimento in questa trasformazione. Le aziende che sapranno integrare la logistica dell’ultimo miglio nella propria offerta di servizi si posizioneranno come leader di mercato, non solo per la qualità dei prodotti e degli interventi tecnici, ma per l’eccellenza complessiva dell’esperienza offerta al cliente.

Un nuovo standard che ridefinisce il mercato


Per le concessionarie, le officine e le società di noleggio del Piemonte, investire nella logistica dell’ultimo miglio significa investire nella soddisfazione del cliente, nell’efficienza operativa e nella competitività di lungo periodo.

Il settore si sta muovendo con decisione in questa direzione, e il Piemonte, terra che ha sempre saputo coniugare tradizione manifatturiera e apertura all’innovazione, ha le carte in regola per guidare il cambiamento a livello nazionale.

I.P.

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