Ventiquattr'ore dopo la vittoria di Tadej Pogačar, domenica 8 marzo è stato il turno del Team OMCC di lasciare il segno su uno dei percorsi più affascinanti del ciclismo mondiale.
Quattro atleti sul podio, tra Granfondo e Mediofondo, su quella che sempre più si candida ad essere la sesta Monumento del ciclismo. A rappresentare il Team OMCC alla Granfondo Strade Bianche 2026: Massimiliano Barbero Piantino, Michele Bertaina, Federico Borella, Nicholas Calipa, Martina Cavallo, Anna Ceoloni, Enrico Logica, Mattia Magnaldi, Matteo Raimondi, Silvia Visaggi, Alex Worsdale.
Martina Cavallo ha dominato la Granfondo femminile dall'inizio alla fine tagliando il traguardo di Piazza del Campo con 1.07 sulla Canadese Gagnon Michelle.
Stessa storia sulla Mediofondo, dove Massimiliano Barbero Piantino ha fatto gara a sé sin dai primi chilometri staccando di 3.46 Carrer Vittorio e Cigala Matteo, conquistando il primo posto assoluto con grande distacco.
A completare il quadro, la splendida doppietta femminile sulla Mediofondo firmata da Silvia Visaggi e Anna Ceoloni, prima e seconda assoluta tra le donne.
Una giornata storica per il Team OMCC che vince tre delle quattro gare in programma con grande soddisfazione della dirigenza che puntava molto su questo evento vista la sua importanza a livello internazionale.
La gara La Granfondo Strade Bianche è molto più di una gara amatoriale: è l'opportunità di vivere un giorno da professionista sullo stesso palcoscenico WorldTour, percorrendo gli stessi settori simbolo che hanno consacrato Strade Bianche come la candidata naturale a diventare la sesta Monumento del ciclismo mondiale. 137,7 km con 2.000 metri di dislivello complessivo, di cui ben 42,6 km su sterrato, distribuiti in 10 settori con 1.050 m di dislivello solo sulle strade bianche.
Partenza e arrivo a Siena, zona Fortezza Medicea, con il traguardo finale nella leggendaria Piazza del Campo. Il tracciato non presenta nessuna salita interminabile, ma una sequenza incessante di colline, curve cieche e strappi che superano il 12% di pendenza, soprattutto sui settori in terra battuta. Le strade bianche sono curate, scorrevoli ma tecniche, dove il grip e il controllo della bici fanno la differenza tanto quanto le gambe. I tratti asfaltati tra un settore e l'altro non sono mai davvero recupero: rampe e falsopiani si susseguono senza sosta. Dall'uscita dell'ultimo sterrato restano poco più di 12 km di asfalto ondulato e infine la rampa conclusiva di via Santa Caterina che porta a Piazza del Campo. Nata nel 2007, in meno di vent'anni questa classica sulle Crete Senesi si è guadagnata un posto nell'immaginario collettivo del grande ciclismo, accostata per durezza e fascino alla Roubaix e al Fiandre. Lo stesso Wout Van Aert è stato tra i primi a evocare apertamente lo status di Monumento, colpito dalla magia di settori come Le Tolfe e dall'arrivo mozzafiato in Piazza del Campo. Il Direttore di corsa Mauro Vegni la definisce già «epica»: manca soltanto il peso di una lunga tradizione storica, che la gara sta costruendo anno dopo anno.










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