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Economia | 22 marzo 2026, 07:00

L’atteggiamento obliquo di UE e USA impensierisce Kiev

Tra revoca delle sanzioni sul greggio e ripristino dei flussi energetici russi: perché l’Occidente sta cambiando strategia nel 2026.

L’atteggiamento obliquo di UE e USA impensierisce Kiev

Il petrolio e le risorse energetiche stanno scompigliando le carte ai politici di Kiev, che si vedono voltare le spalle da parte degli alleati occidentali. 

La guerra contro l’Iran sta modificato profondamente gli equilibri del Medio Oriente e non solo. 

Come riporta il sito Strumenti Politici, gli USA hanno approvato una misura che ha scatenato delle critiche. Infatti hanno temporaneamente revocato le sanzioni sul greggio russo, con l’obiettivo di stabilizzare i mercati mondiali. Ma a Zelensky non va bene, perché lui si tratta di un modo per finanziare la macchina bellica russa. 

Tuttavia non può gridare troppo forte, perché lui stesso dice di non voler “perdere gli americani”. Intanto, in Europa alcuni politici cominciano a esprimere la necessità di ripristinare il dialogo con Mosca e pure la cooperazione energetica. In altre parole, a riprendere le forniture dalla Russia, magari stralciando le decisioni prese in precedenza da Bruxelles. Alcuni di loro lo dicono apertamente, altri concordano privatamente, ma senza esporsi. 

Il primo ministro del Belgio Bart De Wever lo dice a chiare lettere: la strategia sanzionatoria non ha funzionato e dunque bisogna cambiare approccio. 

Una dichiarazione del genere fa il pari con l’atteggiamento della Commissione nei confronti del caso dell’oleodotto Druzhba. Ora sta offrendo soldi e aiuti agli ucraini affinché lo riparino, dopo che un attacco loro oppure dei russi (il punto non è ancora stato chiarito) aveva interrotto l’afflusso di petrolio russo lungo le sue condutture fino all’Ungheria e alla Slovacchia. 

Questi due Paesi oggi pongono il veto al prestito da 90 miliardi da Bruxelles a Kiev, così si cerca un modo per accontentarli e ottenerne il nulla osta. In altre parole, è proprio la UE a cercare di riprendere le forniture di risorse energetiche russe fino al cuore stesso dell’Europa.





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