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Agricoltura | 31 marzo 2026, 12:57

Incentivi tagliati, costi alle stelle e latte a prezzo bloccato: il nuovo direttivo di Cia Piemonte si riunisce il 7 aprile sulle emergenze del settore agricolo

Il presidente regionale Carenini lancia l'allarme: "Molte aziende hanno investito confidando in regole certe, ora quelle regole cambiano. Serve un intervento urgente del Governo"

Carenini all'assemblea elettiva di Cia Piemonte e Valle d'Aosta

Carenini all'assemblea elettiva di Cia Piemonte e Valle d'Aosta

Prima riunione operativa per il nuovo direttivo di Cia Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta, convocato il prossimo 7 aprile dal presidente regionale Gabriele Carenini, rieletto sabato scorso a Torino. Al centro dell’incontro, tre emergenze prioritarie per il comparto: il ridimensionamento degli incentivi del piano Transizione 5.0, l’impennata dei costi di gasolio e materie prime e il nuovo accordo sul prezzo del latte.

"Apriamo questo nuovo mandato – dichiara Carenini – con un’agenda già segnata da criticità urgenti che rischiano di compromettere la stabilità e la competitività delle nostre imprese. Serve un cambio di passo immediato".

Sul fronte del piano Transizione 5.0, il presidente regionale parla di “una scelta grave che penalizza chi ha già investito confidando in regole certe”: "Molte aziende – spiega – hanno programmato interventi, sottoscritto impegni economici e avviato percorsi di innovazione sulla base di condizioni che oggi vengono ridimensionate. Così si incrina la fiducia tra istituzioni e sistema produttivo e si mette a rischio la propensione a investire".

Carenini sollecita quindi “un intervento urgente del Governo e del ministro Francesco Lollobrigida per ristabilire condizioni eque e tutelare chi ha già fatto la propria parte”.

Altro tema centrale sarà quello dell’aumento dei costi energetici e delle materie prime, aggravato dalle tensioni internazionali: "Il rincaro del gasolio – sottolinea Carenini – pesa in modo diretto sulle attività quotidiane delle aziende agricole, proprio in una fase cruciale come quella primaverile. A questo si aggiunge l’aumento dei fertilizzanti, con effetti a catena su tutta la filiera".

Da qui, la richiesta di “misure straordinarie per contenere i costi e garantire continuità produttiva, a partire dall’estensione del credito d’imposta anche al settore agricolo”.

Infine, il nuovo accordo sul prezzo del latte, fissato a 47 centesimi al litro per un periodo limitato, che – pur rappresentando un passo necessario – non soddisfa pienamente i produttori: "È fondamentale – evidenzia Carenini che quanto concordato venga rispettato lungo tutta la filiera. Chiediamo responsabilità e compattezza tra gli attori coinvolti. La tenuta del comparto lattiero-caseario è strategica non solo per il territorio, ma per l’intero sistema agroalimentare nazionale. Servono regole chiare, equità nei prezzi e una visione condivisa per il futuro del settore".

cs

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