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Attualità | 22 aprile 2026, 15:46

Sant’Anna di Vinadio dove la fede ad alta quota incontra l’accoglienza manageriale

Il 14 giugno riapre il Santuario più alto d’Europa tra spiritualità, accoglienza internazionale ed economia circolare

Il complesso del Santuario di Sant'Anna di Vinadio

Il complesso del Santuario di Sant'Anna di Vinadio

E' meta incontrastata di pellegrinaggi, escursioni e visite culturali sia da parte di italiani che da turisti in arrivo dall'estero, in particolare d'Europa. Proprio d'Europa è anche il Santuario più “alto”, collocandosi a più di 2000metri di altitudine.

Il 14 giugno prossimo riaprirà il Santuario di Sant'Anna di Vinadio, fiore all'occhiello della valle Stura, nato come luogo di preghiera in omaggio alla madre di Maria, la Madonna a cui inizialmente era stato dedicato per poi diventare successivamente quello che conosciamo tutti ancora oggi. 

Un luogo che nel silenzio delle montagna, con i tratti strutturali tipici dei santuari di montagna, come il suo pavimento in legno in salita e la reliquia di Sant'Anna conservata nella teca di vetro all'interno del braccio d'argento, trasmette pace e contribuisce a entrare in connessione con sé stessi, calarsi nell'interiorizzazione dei propri pensieri: chi nelle richieste di perdono, chi nella celebrazione della vita e la libertà da malattie, chi per i propri cari defunti, chi per gratitudine o semplicemente per atti di fede.

Molte le lingue che si sentono parlare tutt'intorno, un luogo sempre più internazionale, che ha vissuto uno sviluppo sulla ricettività anche grazie al lavoro del rettore don Erik Turco, che ha saputo ampliare la rete dei volontari, cresciuta negli anni.

In una realtà così completa e variegata si è aggiunta da qualche stagione la crescente accoglienza del piccolo bar, che da tre anni gode di una gestione affidata a Sergio Castillo.

Castillo, 45 anni, venezuelano, ingegnere chimico con dottorato di ricerca al Politecnico di Torino, dopo aver diretto molti stabilimenti nel mondo ha scommesso sull'Italia. Da 15 anni in Piemonte è stato rapito dalla sfida che avrebbe rappresentato l'impegno di una simile attività turistica, ma forte del proprio bagaglio culturale ha trasferito le proprie conoscenze nel settore della ricezione con l'intento di affidarsi concretamente all'economia circolare. “Più prodotti del territorio, ma con una visione più europea - ha detto -. Più dipendenti professionisti per una migliore qualità nel servizio”.

Negli ultimi anni, la gestione ha intrapreso un percorso di crescita che va oltre il semplice servizio di ristoro: si tratta di un vero progetto di accoglienza, pensato per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più ampio e internazionale. Escursionisti, sportivi, famiglie, pellegrini e turisti stranieri trovano oggi un punto di riferimento capace di coniugare efficienza, qualità e attenzione umana.

Alla base di questa trasformazione vi è una visione manageriale solida, maturata in contesti internazionali e applicata con consapevolezza a una realtà locale.

Abbiamo voluto portare un approccio manageriale – ha spiegato Castillo - anche in una realtà stagionale come questa, senza snaturarne l’identità. Il nostro obiettivo è accogliere ogni persona con qualità e attenzione, valorizzando il territorio e creando rete tra imprese locali”. 

Il risultato è un modello di ospitalità che si distingue per professionalità e apertura: uno staff multilingue e un servizio strutturato dalle prime ore del mattino fino alla sera (da lunedì a lunedì dalle 7 alle 22). Particolare attenzione è dedicata ai prodotti locali e alla collaborazione con fornitori del territorio cuneese, rafforzando un’economia circolare. 

In un momento storico in cui spesso si racconta la fuga di competenze dai territori montani, esperienze come questa dimostrano come sia possibile invertire la tendenza, portando valore e visione nel territorio. Il bar del Santuario diventa così un punto simbolico di incontro tra tradizione e innovazione, tra identità locale e apertura internazionale

La stagione si concluderà come sempre la seconda domenica di settembre.

Sara Aschero

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