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Politica | 08 giugno 2026, 06:36

Ettore Paganelli, 97 anni tra due giorni, unico superstite delle prime elezioni regionali del 7 e 8 giugno 1970

Sindaco di Alba dal 1963 al 1969, entrò a Palazzo Lascaris nella storica tornata con oltre 14 mila voti di preferenza. In seguito verrà eletto parlamentare assumendo svariati incarichi di governo nelle fila della Democrazia Cristiana. Nel Cuneese, in quella consultazione, si registrò un’affluenza record ai seggi: 95%

Ettore Paganelli

Ettore Paganelli

56 anni fa, nei giorni di domenica 7 e lunedì 8 giugno 1970, si svolgevano le prime elezioni regionali in Piemonte, che segnarono l’insediamento del parlamentino a Palazzo Lascaris.

In quella storica tornata elettorale, che coinvolse contemporaneamente tutte e 15 le regioni italiane a statuto ordinario, i cittadini piemontesi furono chiamati alle urne per eleggere i 50 membri del Consiglio regionale.

Un dato che merita menzione, l'affluenza, che - se paragonata ad oggi – è da record: 94,5%, considerando l’intero ambito regionale. 

In provincia di Cuneo addirittura quale decimale in più, sfiorando d’un soffio il 95%.

L’attuale presidente, Alberto Cirio (classe 1972), non era ancora nato e l’elezione del presidente non avveniva direttamente dai cittadini-elettori ma era espressione di una maggioranza che doveva costituirsi in seno al Consiglio in base al responso delle urne.

Primo partito risultò la Democrazia Cristiana (36,7% con 20 seggi), seguita dal Pci (25,9%, 13 seggi)), Psi (10,5%, 5 seggi), Psu (8,2%, 4 seggi); Msi (3,3%, 2 seggi), Psiup (3,12%, 1 seggio) e Pri (3.10%, 1 seggio).

In provincia di Cuneo la Dc ottenne il 53,61% eleggendo quattro consiglieri: Giuseppe Giletta, Giovanni Falco, Albertina Soldano ed Ettore Paganelli; il Psi il 12,33%, mandando in Regione, da Morozzo, Aldo Viglione che cinque anni dopo diventerà poi presidente; il Pli col 9% elesse il buschese Giuseppe Fassino.

Il più votato con 24 mila 700 preferenze risultò il cavalier Giletta, di Revello, espressione del mondo Coldiretti, seguito dal cavalier Giovanni Falco, per 10 anni (dal 1960 al 1970) presidente della Provincia con 21 mila 400 preferenze. A ruota, Soldano, prima donna del Monregalese ad approdare in Consiglio regionale con oltre 14 mila consensi e, praticamente a pari merito, l’albese Paganelli.

Di quella generazione di amministratori e uomini politici, l’unico superstite tra i cuneesi è l’albese Ettore Paganelli che, per una singolare coincidenza, tra due giorni, raggiungerà il bel traguardo dei 97 anni: è nato infatti il 10 giugno del 1929.

Sindaco di Alba negli anni ’60 (1963-1969), Paganelli nel 1970 approda in Regione dove eserciterà il ruolo di capogruppo della Democrazia Cristiana anche nella legislatura successiva in occasione del “sorpasso” del Pci sulla Dc. Nel 1975 il governo del Piemonte passò infatti nelle mani delle cosiddette “giunte rosse”. Un accordo tra socialisti, comunisti e partiti laici portò alla presidenza il socialista cuneese Aldo Viglione estromettendo i democristiani dalle stanze del potere.

Dopo la lunga parentesi regionale, Paganelli verrà eletto in Parlamento per varie legislature ricoprendo rilevanti incarichi di governo.

Per tornare alle vicende elettorali da cui siamo partiti, la prima giunta della Regione Piemonte – espressione di una coalizione di centrosinistra - si insediò il 23 luglio 1970 ed ebbe come presidente l'esponente democristiano Edoardo Calleri di Sala. 

Giampaolo Testa

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