A volte succede anche ai giardinieri più esperti che scappi loro di mano la zappa e se le diano sui piedi.
Se poi Il Giardiniere si sente novello La Fontaine, si può aggiungere che anche la morale delle favole – così come le ciambelle – non sempre escono col buco.
Vincenzo Pellegrino, capogruppo di Centro per Cuneo e consigliere provinciale del Patto Civico per la Granda, ci sta regalando grandi soddisfazioni in questi tempi in cui la politica cuneese è oppressa dalla calura.
Verrebbe quasi da considerare: “Meno male che Vincenzo c’è!”
Con le sue favolette social manda messaggi sibillini, distribuisce pagelle e azzarda qualche morale.
Lo ha fatto anche recentemente mettendo nel mirino la collega di maggioranza, la mite Santina Isoardi, consigliera comunale Pd, rea di aver alzato la testa per rivendicare un merito del quale altri volevano appropriarsi.
Stavolta Pellegrino , l’uomo più alto in carica nel gruppone centrista (almeno al pari col vicesindaco Luca Serale) è incappato nei rimbrotti di Franco Civallero, consigliere comunale forzista di opposizione, già candidato sindaco per il centrodestra a Cuneo nel 2022.
“Condivido completamente – scrive Civallero - quanto affermato da Santina Isoardi. Da un po’ di mesi il Giardiniere (questo lo pseudonimo social con cui Vincenzo verga le sue perle) vuole dimostrare alla città che, oltre ad essere un geometra, è anche un politico raffinato e i suoi interventi sui social vorrebbero dare un saggio della sua universale cultura. Da povero ignorante non posso giudicare, ma una considerazione la posso fare: la sua – annota il consigliere di Forza Italia - è l’ennesima azione elettorale e non ha difficoltà ad appropriarsi di idee dei colleghi come fossero sue. In tutta amicizia, caro Vincenzo, - questo il monito dell’ex candidato sindaco - sii più modesto, ritorna nei tuoi limiti e sarò clemente: l’umiltà in politica non paga ma serve per essere apprezzati”.
Fin qui le considerazioni personali di Civallero, prima delle bacchettate politico-amministrative.
“Non è che la tua lista (Centro per Cuneo), malgrado i suoi diversi assessori – rileva Civallero - abbia dato alla città dei grandi risultati. Forse c’è stato il tuo intervento? Mi sorge un dubbio che il calo di consensi accusato dalla nostra Sindaca nel gradimento popolare sia in parte dovuto alla vostra interferenza in parecchie decisioni sbagliate. Non posso darti consigli vista la tua esperienza ma il tuo prossimo candidato Enrico Collidà ha bisogno di altro.
Continuo ad essere solidale con quanto affermato da Santina, quelle sono solo sue proposte migliorative, giù le mani”.
Civallero non ha peli sulla lingua e, incurante del fatto che tra qualche mese, potrebbe trovarsi a braccetto con centristi e pattisti civici, non rinuncia a redarguire Pellegrino.
Il dibattito politico nella città capoluogo, da qualche tempo a questa parte, si sviluppa attraverso fiabe, favolette, messaggi più o meno cifrati, dichiarazioni di guerra tutte rigorosamente a salve.
In attesa dello spettacolo che potremmo definire – considerato lo stato dell’arte e la surreale connotazione della situazione - ... “Aspettando Godot”.
Siamo solo al primo atto della tragicommedia.
Il secondo – data la canicola (e la confusione) – è rinviato all’autunno.
Enrico Collidà deve ripassare il copione e trovare il modo – a diversità del protagonista di Beckett – di arrivare finalmente in scena.














