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Politica | 09 luglio 2026, 09:59

Cuneo, Vincenzo Pellegrino risponde a Isoardi sulla pista ciclabile: "la bella e la bestia" accende lo scontro nella maggioranza

Dopo la rivendicazione della consigliera dem sui lavori alla pista ciclopedonale, il capogruppo di Centro per Cuneo replica via social. E il clima pre-elettorale si scalda

Cuneo, Vincenzo Pellegrino risponde a Isoardi sulla pista ciclabile: "la bella e la bestia" accende lo scontro nella maggioranza

Prepariamoci. Manca ancora una decina di mesi alle elezioni comunali che consegneranno Cuneo a un nuovo sindaco, ma il clima è già quello delle grandi occasioni. 

O meglio, delle grandi promesse. Quelle capaci di risolvere in pochi mesi problemi irrisolti da decenni, salvo poi sparire con sorprendente puntualità il giorno dopo l'insediamento della nuova Giunta. È il rito della politica, del resto.

Ma la vera novità è un'altra. 

La campagna elettorale non si gioca più soltanto nelle commissioni o nell'aula del Consiglio comunale: ormai il terreno di scontro preferito è Facebook. Vince chi pubblica di più, chi arriva prima e, possibilmente, chi riesce a conquistare più "mi piace". 

Il dibattito politico lascia spesso spazio alla gara di visibilità, mentre l'intelligenza artificiale, nel frattempo, offre anche un piccolo aiuto a chi desidera improvvisarsi raffinato editorialista senza troppa fatica.

Tra i protagonisti più assidui del mondo social c'è senza dubbio Vincenzo Pellegrino, capogruppo di Centro per Cuneo, una delle liste civiche che, negli equilibri della maggioranza, pesa eccome. 

Da tempo accompagna i suoi post con l'ormai celebre slogan "I ❤️ Cuneo", rigorosamente con il cuoricino al posto della parola "love", che sui social fa sempre scena, anche se qualcuno direbbe che ha un irresistibile retrogusto boomer.

Nei suoi post si passa con disinvoltura dalle fontanelle pubbliche alla Granfondo Fausto Coppi, dal Tunnel del Tenda ai taser per la Polizia locale, fino ai messaggi motivazionali degni di un coach americano: "2026-2027: determinati, preparati, pronti e soprattutto motivati. Come Sophie Cunningham!". Perché nella Cuneo social si può parlare indifferentemente di opere pubbliche e di basket WNBA, purché il messaggio arrivi.

L'ultimo post riguarda la mobilità sostenibile. 

Centro per Cuneo ha annunciato con soddisfazione l'affidamento dei lavori per la messa in sicurezza dello snodo ciclopedonale tra corso Garibaldi e la Circonvallazione Nord, all'altezza dell'ex Mercato delle Uve. Un intervento da circa 60 mila euro che prevede l'ampliamento del passaggio ciclopedonale, la sostituzione degli alberi che limitano visibilità e transito, nuove barriere lungo la scarpata e un migliore collegamento con il parcheggio.

Nel comunicato, diffuso a nome dell'intero gruppo consiliare, viene ricostruito il lavoro svolto negli ultimi mesi, dal sopralluogo con assessore, consiglieri e comitato di quartiere fino allo stanziamento delle risorse economiche.

Sembrava destinato a essere uno dei tanti post celebrativi che popolano quotidianamente i social della politica locale. Invece è bastato qualche clic per trasformarlo nell'ennesimo caso politico.

A sorprendere è stata soprattutto la reazione di Santina Isoardi, consigliera del Partito Democratico, persona generalmente poco incline alle polemiche e conosciuta per il lavoro costante sul territorio, in particolare a Borgo San Giuseppe.

La Isoardi non ha gradito che l'intervento venisse presentato come una conquista di Centro per Cuneo. Attraverso un articolo su Targatocn a firma Barbara Simonelli (LEGGI QUI), ha ricordato di seguire personalmente quella vicenda fin dal mandato precedente e ha rivendicato il lavoro svolto negli anni, sottolineando come alcuni dei consiglieri oggi citati nel comunicato allora non sedessero nemmeno tra i banchi del Consiglio comunale.

"Leggo con stupore il post condiviso su Facebook da Vincenzo Pellegrino, in cui ci si affretta a intestarsi meriti esclusivi e a festeggiare un traguardo come se fosse nato ieri", racconta la consigliera.

Quindi rivendica con decisione anche la propria identità politica: "Io non faccio parte di Centro per Cuneo, ma del Partito Democratico. Dispiace vedere che, forse presi dalla foga di fare passerella sui social e cercare visibilità, ci sia chi tenta di mettere una bandierina esclusiva su un lavoro collettivo".

Infine invita tutti ad abbassare i toni e ad aspettare i fatti: "La sicurezza delle persone è una cosa seria e non si fa con gli annunci virtuali". I lavori, ricorda, partiranno dopo l'estate e solo allora sarà possibile festeggiare.

Parole che raccontano molto più di una semplice disputa sulla paternità di un'opera pubblica. 

Raccontano di una maggioranza sempre più attraversata da nervosismi, in vista di un appuntamento elettorale che si avvicina rapidamente e di scenari ancora tutti da definire: dalla possibile ricandidatura della sindaca Patrizia Manassero fino all'eventuale investitura di Enrico Collidà da parte di Centro per Cuneo.

Naturalmente la replica di Pellegrino non si è fatta attendere. E dove, se non sui social?

Il capogruppo ha risposto con un post dal titolo "La bella e la bestia", sostenendo che il comunicato fosse stato scritto a nome dell'intero gruppo e accusando chi lo ha criticato di voler personalizzare una comunicazione politica per distogliere l'attenzione dalle difficoltà dell'amministrazione.

Secondo Pellegrino, pochi leggono davvero i comunicati e proprio su questo si costruirebbe una narrazione capace di trasformare "la buona" e "il cattivo" nei protagonisti della giornata. 

Nessun attacco personale, assicura, tanto da concludere con un affettuoso "Un pensiero di stima e un caro saluto a Santina, tvb". Salvo poi aggiungere la postilla finale: "Ah, dimenticavo... tutto ciò non aumenta il gradimento. Anzi".

La firma è quella abituale: "Il Giardiniere". Con un'aggiunta che lascia intuire il clima del momento: "Oggi cattivone".

Insomma, se questo è soltanto l'antipasto, da qui alla primavera del 2027 c'è da aspettarsi la pubblicazione di molti altri post, parecchi cuoricini e probabilmente qualche altra pista ciclabile destinata, suo malgrado, a trasformarsi in un caso politico.

Cesare Mandrile

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