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Politica | 10 agosto 2026, 11:12

Comuneroero: "Quale futuro per il teleriscaldamento albese? Pare si siano svegliati (quasi) tutti ma di concreto ci pare ci sia nulla all’orizzonte"

Il presidente Cesare Cuniberto ricostruisce la vicenda e poi invita l'Amministrazione a origanizzare in autunno un incontro pubblico per fare il punto sulla situazione. "Se no lo faremo noi"

Comuneroero: "Quale futuro per il teleriscaldamento albese? Pare si siano svegliati (quasi) tutti ma di concreto ci pare ci sia nulla all’orizzonte"

Il presidente di Comuneroero odv Cesare Cuniberto si fa portavoce di alcuni cittadini preoccupati per il futuro del teleriscalmento albese, quando verrà dismessa la centrale Alba Power come annunciato dalla Ferrero.

"È trascorso un anno da quando abbiamo portato all’attenzione dell’amministrazione il problema del teleriscaldamento - scrive Cuniberto nella nota stampa -. Sapevamo che nella primavera del 2025 la Ferrero aveva formalizzato l’intenzione di dismettere la centrale Alba Power che alimenta la rete dell’acqua calda della città. Percepimmo la scarsa volontà del Comune di occuparsi della questione in tempi rapidi e quindi nel dicembre 2025 e poi in aprile 2026 denunciammo la questione ai media arricchendola con le informazioni in nostro possesso. In questi giorni rileviamo con piacere dai media che (tutti) si sono resi conto del problema e parlano di teleriscaldamento, ma non sempre, a nostro avviso, in modo appropriato. Gli unici che continuano a rimanere silenziosi sono AbiconfConfcommercio, il sindacato territoriale albese degli amministratori di condominio: è strano che non abbiano preso posizione su questo tema, vista la sua rilevanza, il carattere di urgenza e l’ampiezza dell’utenza coinvolta! La minoranza ha sollevato il problema in Consiglio, il sindaco ha dichiarato che “La questione è farci trovare pronti”: appunto a nostro avviso sono terribilmente in ritardo, non comprendiamo perché in questo anno e mezzo da quando sanno che Ferrero chiude non si siano mossi con più solerzia. 

Sempre Gatto dichiara: “Dovremo giocare da protagonisti di una transizione tecnica e tecnologica: Alba Power ormai ha 30 anni e dobbiamo puntare sulle novità in campo energetico”, ma sono parole al vento: occorreranno anni per riorganizzare il servizio energetico agli oltre 600 condomini albesi, con grossi problemi di costi, di logistica e di tempo. Ma ci rendiamo conto che ¾ della popolazione albese è collegata al teleriscaldamento? Che è preoccupata per il buio sui costi futuri e non la tranquillizza affatto la dichiarazione del consigliere Giri quando dice “saranno pochi a rimpiangere le bollette del «teleriscaldamento più caro del mondo, impossibili da decifrare». Cioè? Come si fa a fare una simile affermazione quando non hanno la minima idea di quale impianto verrà realizzato e che cosa succederà in futuro! Cosa vuole dire l’assessore Cavallo quando dichiara che “Le soluzioni tecniche ci sono, la sfida più delicata sarà quella amministrativa"? Che ci siano le soluzioni tecniche ci pare ovvio, ma con quali tempi e con quali costi per l’utenza? Caro assessore, non è vera la sua affermazione che “il futuro del teleriscaldamento di Alba è ormai entrato nella fase decisiva”. 

Non avete fatto nulla per oltre un anno e ora vi siete limitati a fare una delibera che stanzia 48000€ per pagare un consulente che, per quello che sappiamo, non è stato ancora individuato. 

Non è certamente colpa di questa amministrazione se Ferrero ha deciso di spegnere la centrale, anche se forse in passato si sarebbero potuto prevedere maggiori garanzie contrattuali, ma guardiamo avanti e, contrariamente da quello che dice Cavallo, facciamoci “prendere dall'ansia del ritardo” e affrontiamo questo passaggio con serietà e determinazione. Qualcuno ci ha scritto: “Qualcosa bolle in pentola ma non lo dicono”, altri che “c’è un accordo sottobanco con Iren”. Noi non crediamo ad entrambe queste ipotesi. La verità è che non sanno cosa dire e fare: “Se la matassa è troppo ingarbugliata diventa difficile dipanarla, è forse quindi meglio rinviare?” scrivevamo ad aprile! Secondo noi: 1. sono colpevolmente in ritardo e non lo ammettono; 2. la soluzione sarà il mix energetico (ad esempio cogenerazione a gas e pompe di calore geotermiche o con acqua di falda), ma tutte le soluzioni sono costose, lunghe nella realizzazione e consumano energia elettrica, acqua, gas e bisognerà essere certi che il business plan reggerà la sfida, altrimenti chi potrà dovrà tornare indietro ad una soluzione condominiale; 3. sarà necessaria la proroga da parte di Ferrero di almeno un paio d’anni termici; 4. dovranno fare una gara internazionale probabilmente “aperta”, nel senso che gli operatori offriranno le soluzioni più disparate che dovranno poi essere confrontate; 5. il consulente che verrà scelto, ci auguriamo indipendente, dovrà vagliare le offerte ed accertarne la fattibilità tecnica, dei tempi e dei costi in tariffa per almeno un paio di decenni, lavoro tutt’altro che semplice. 6. non pensiamo che la gara partirà prima del prossimo anno. Queste sono solo ipotesi, ma è tutto ciò che abbiamo, in quanto dall’amministrazione non abbiamo avuto nulla al momento. 

Troppa gente ci scrive preoccupata e vuole sapere: sarebbe bene che in autunno il Comune organizzasse un incontro pubblico per spiegare che cosa intende fare e quali sono le prospettive, se non lo farà penso che lo organizzeremo noi".

c.s.

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