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Attualità | 03 settembre 2026, 19:37

Obiettivo sviluppo, cinque Regioni insieme per parlare con la Ue: "Nasce il distretto manifatturiero unico del Nord"

Vertice tra gli assessori e i rappresentanti delle industrie territoriali di Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Veneto. Un decalogo di temi da portare all'attenzione dell'Europa, con incontri mensili e un evento in programma a Bologna. Tronzano: "Superare i campanili e i confini, così si torna a crescere"

Nord ovest politico ed economico a confronto

Nord ovest politico ed economico a confronto

Un distretto manifatturiero che unisce forze, competenza ed energie di Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna. E' nato oggi, tra le mura del Grattacielo della Regione Piemonte, la grande alleanza che rafforza il dialogo non solo nel mondo della politica, ma anche in quello produttivo. E che nel menu inserisce temi caldi come le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), la Zona Logistica Semplificata (ZLS) e le Reti innovative regionali (RIR), oltre al rafforzamento delle filiere industriali e le misure di sostegno agli investimenti per andare oltre l'epoca legata al Pnrr. 
A dare vita a questa nuova, enorme Cabina di Regia delle Regioni del Nord c'erano gli assessori allo Sviluppo economico delle cinque Regioni coinvolte Andrea Tronzano (Piemonte), Vincenzo Colla (Regione Emilia-Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia) e Massimo Bitonci (Veneto, in collegamento). Con loro, anche gli esponenti del settore confindustriale. Obiettivo comune: coordinare le politiche economiche e industriali delle singole regioni e, soprattutto, rendere più strutturato ed efficace il confronto con il Governo e con la Commissione europea.

Distretto unico della manifattura del Nord

Una prima tappa di questo percorso si era già consumata lo scorso 30 giugno, a Milano. La posta in gioco "è significativa", come si legge nella nota ufficiale dell'incontro, che si è tenuto a porte chiuse. "Nel loro insieme, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto rappresentano una componente del sistema economico italiano che contribuisce a più della metà del Pil nazionale. Un peso economico che, nelle intenzioni dei promotori della Cabina di Regia, può tradursi in un contributo ancora più qualificato alla definizione delle politiche industriali, economiche ed energetiche del Paese e dell’Unione europea".

Non solo un dossier

Quel che è certo, è che ciò che si sta mettendo in moto tra le grandi aree produttive del Nord non punta a realizzare un singolo dossier. L'obiettivo è ampliare la visione Si punta piuttosto a un'agenda condivisa che contempli tutti i temi e tutti i nodi che fanno rima con competitività.

Accanto a strumenti come ZIS, ZLS, RIR e così via - dando un'accelerazione agli insediamenti e all'attrattività di capitali e progettualità - l'altro rebus cui trovare una soluzione è quello dell'accesso al credito. Dunque moratoria dei mutui, il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI e tutti gli strumenti necessari a garantire alle imprese condizioni di finanziamento adeguate in una fase nella quale costo del denaro, investimenti e transizione industriale sono strettamente collegati. Riflettori puntati sulle pmi, in particolare, che sono la spina dorsale del Paese che produce, ma che - al tempo stesso - fatica a rapportarsi con il mondo del credito.

Innovare, ancora

Non solo strumenti di sostegno e credito. La terza carta che le cinque regioni del Nord Ovest vogliono mettere sul tavolo è quella dell'innovazione. E proprio il Piemonte ne sa qualcosa, grazie alla presenza di grandi gruppi industriali, PMI, università, centri di ricerca e filiere altamente specializzate. Tutti i territori coinvolti hanno  potenzialità notevoli, ma la sfida più importante è quella di compiere l'ultimo passo: trasferire concretamente le nuove tecnologie nei processi produttivi, aumentando produttività e competitività delle imprese. 

Le regole del gioco (europeo)

Ultimo, ma non ultimo, ecco il tema delle regole, soprattutto quando si parla di Unione Europea e aiuti di Stato. Al centro delle attenzioni di Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Veneto c'è anche la possibilità di "intervenire sulle imprese, sostenerne gli investimenti e accompagnarle nei processi di trasformazione dipende quindi anche dal quadro regolatorio europeo: il confronto con Bruxelles diventa inevitabilmente parte integrante della strategia".

Il resto del decalogo

A completare il decalogo ci sono gli Ipcei nazionali, ovvero gli strumenti finanziari che sostengono la partecipazione delle imprese e dei centri di ricerca italiani nell'ambito dei progetti di Comune Interesse Europeo. La programmazione 2028-2034 della Ue, il tema dell'Energia, l'housing sociale e gli strumenti dedicati al finanziamento della Sanità.  Tra i settori coinvolti, anche il tessile e il farmaceutico avranno un posto di riguardo.

Tronzano: "Superare i campanili per parlare con la Ue"

"E' un primo passo molto importante - commenta Andrea Tronzano, chiamato a fare gli onori di casa -. Il messaggio fondamentale che deve passare è che, se si rafforza l'industria, si rafforza l'Italia nel suo insieme. Ma è fondamentale che questo avvenga superando i confini territoriali e abbandonando i campanil: bisogna puntare alla competitività, allo sviluppo econmico e alla produttività". 

Quello che prende forma, insomma, spiega l'esponente della giunta Cirio, è un "metadistretto che permetterà alle varie regioni di fare cose insieme, di portare avanti iniziative imprtanti e, non per nulla, l'interlocuzione sarà soprattutto con l'Europa. Unendo le forze e facendo massa critica possiamo essere ascoltati in un passaggio storico cruciale per la manifattura continentale". 

I primi passi? "Il credito e uno studio sulla complementarietà tra le filiere delle diverse regioni: saranno i primi due argomenti, ma ci troveremo una volta al mese per fare il punto della situazione. Si farà anche un incontro a Bologna, pensando a coinvolgere anche i diversi governatori di Regione", conclude Tronzano.

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