È stato il Teatro dei Suoni, da poco inaugurato nella ex Cascina Sordello di Costigliole Saluzzo, situata alle spalle di Palazzo Sarriod de La Tour, a ospitare, sabato 12 settembre, "Storie di uomini e di vini - Io sono il mio lavoro", lo spettacolo che ha portato in scena il profondo legame tra l'uomo, la terra e il lavoro agricolo.
In uno spazio raccolto e particolarmente suggestivo, il pubblico ha seguito il racconto di Pino Petruzzelli, voce recitante, accompagnato al pianoforte dalle composizioni del maestro Luigi Giachino.
Le dimensioni intime del teatro hanno contribuito a rendere lo spettacolo ancora più coinvolgente, creando una particolare vicinanza tra gli artisti e gli spettatori e permettendo alla parola e alla musica di arrivare con grande immediatezza.
Lo spettacolo è stato introdotto da Mattia Sismonda, presidente della 'Fabbrica dei Suoni'. Erano presenti il sindaco di Costigliole Saluzzo Fabrizio Nasi con il vice Luigi Molinengo, Milva Rinaudo dell'Organo di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo ed ex sindaca di Costigliole e Michele Scanavino, Segretario generale della Fondazione CrSaluzzo.
Al centro della rappresentazione la storia di Dionigi, un vignaiolo per il quale la vigna e la vita sono inseparabili. "Da piccoli di solito ti dicono che sei nato sotto un cavolo, mia madre invece mi partorì in vigna durante la vendemmia. La prima cosa che vidi venendo alla luce fu un grappolo d'uva. Gli studiosi lo chiamano imprinting, io invece lo chiamo destino", racconta Petruzzelli, introducendo una vicenda nella quale il lavoro diventa identità, appartenenza e scelta di vita.
Dionigi non separa il lavoro dalla propria esistenza. Per lui vigna e vita sono fuse in un rapporto d'amore, e il vino diventa il risultato di una storia fatta di sacrificio, resistenza, memoria e speranza. Non è soltanto un prodotto da degustare, ma il racconto della terra e degli uomini che l'hanno coltivata, attraversando generazioni e trasformazioni.
La sua vicenda si sviluppa tra la grandine di agosto e la siccità, la burocrazia, i declivi da dissodare, i muretti a secco da ricostruire, i vigneti e gli ulivi dei nonni, in un continuo confronto tra antiche e nuove maestrie. È la storia di un uomo che, attraverso la tenacia e la capacità di non arrendersi, riesce a trasformare una terra difficile in un'eccellenza.
Dionigi è alla vigilia del ritiro di un importante premio e, nei momenti che precedono la cerimonia, ripercorre le tappe fondamentali della propria vita. Il riconoscimento rappresenta il risultato di un percorso costruito con sapienza, tenacia e maestria, ma anche la conferma di una convinzione profonda: il vero premio consiste nel fare bene il proprio lavoro per il semplice e autentico piacere di farlo bene.
Particolarmente importante è stato il ruolo della musica del maestro Luigi Giachino, che ha accompagnato e amplificato la narrazione con le composizioni "Madre Terra", "Domani è una giornata lunga", "La bellezza, frutto del lavoro", "Devi metterci del tuo", "Il matrimonio e la sventura" e "Mio Padre". Il pianoforte si è intrecciato alla voce di Petruzzelli, creando un percorso emozionale nel quale la fatica e la poesia della terra si sono riflesse nelle note e nelle parole.
La forza dello spettacolo nasce anche dalle storie autentiche raccolte da Petruzzelli durante due anni di interviste ai vignaioli, dalle quali prende forma una riflessione più ampia sul valore etico del lavoro e sull'importanza di tramandarlo alle generazioni future. Il lavoro ben fatto diventa così una vera eredità, un ponte tra passato e futuro.

[Foto di Mauro Ravera]
"In vigna ci vogliono almeno il cinquanta per cento di vigneti vecchi", afferma Dionigi per bocca di Petruzzelli, racchiudendo in questa frase il senso di una storia nella quale l'innovazione non può prescindere dalla memoria e dall'esperienza di chi è venuto prima.
A chiudere la serata è stato un intenso appello, da parte di Petruzzelli, alla pace nel mondo rivolto da Pino Petruzzelli al pubblico, un momento che ha allargato ulteriormente il significato del racconto, partito dalla storia di un vignaiolo e arrivato a toccare temi universali.
L'evento è stato organizzato dall'associazione Antidogma Musica in collaborazione con la 'Festa del libro medievale e antico di Saluzzo', Il Teatro dei Suoni, VIVO la Tour, La Fabbrica dei Suoni, Fondazione Amleto Bertoni e Salone Internazionale del Libro di Torino, con la collaborazione dei Comuni di Costigliole Saluzzo e Saluzzo e il sostegno in Artbonus della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo.














