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Attualità | 22 settembre 2026, 08:28

A Crissolo il secondo Raduno nazionale dei Villaggi Montani certificati Cai

Il confronto ai piedi del Monviso ha riunito amministratori, tecnici e rappresentanti delle comunità alpine e appenniniche sui cambiamenti climatici, l’adattamento e il futuro delle terre alte. Con l’ingresso di Castel del Monte e San Lorenzo Bellizzi, la rete sale a nove Villaggi Montani

A Crissolo il secondo Raduno nazionale dei Villaggi Montani certificati Cai

Crissolo ha ospitato sabato 19 e domenica 20 settembre il secondo Raduno nazionale dei Villaggi Montani certificati CAI, portando ai piedi del Monviso amministratori, rappresentanti del Club Alpino Italiano centrale e delle sezioni locali, tecnici, studiosi e delegazioni delle località che fanno parte della rete nazionale. Al centro delle due giornate sono stati posti il futuro delle comunità montane, gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici e le possibili strategie di adattamento per chi vive, amministra e frequenta la montagna.

Il momento centrale del sabato è stato il convegno "Villaggi Montani e cambiamenti climatici", aperto dai saluti del sindaco di Crissolo Fabrizio Re, del presidente del Parco del Monviso Marco Dastrù, del presidente generale del Club Alpino Italiano Antonio Montani e del già vicepresidente generale Giacomo BenedettiAlberto Ghedina, responsabile del progetto dei Villaggi Montani, ha introdotto e moderato una mattinata che ha affrontato il tema climatico da differenti prospettive.

Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana e Ambasciatore europeo del Patto per il Clima, si è soffermato sul rapporto tra cambiamenti climatici e riabitazione alpina. Paola Favero, alpinista, scrittrice e già ufficiale del Corpo Forestale dello Stato, ha affrontato il tema delle possibili risposte ai cambiamenti già in atto, illustrando alcune situazioni che hanno portato al cambiamento della fruizione della montagna in chiave escursionistica e alpinistica. Daniel Ojeda ha presentato la sua ricerca condotta proprio nel territorio ai piedi del Re di Pietra, anche grazie al Parco del Monviso, dedicata agli effetti del clima sull'alpinismo e sulle modalità di frequentazione della montagna, mentre la Guida Alpina del Monviso Giancarlo Fenoglio ha approfondito le trasformazioni che interessano direttamente la professione e il ruolo delle guide.

Dagli interventi è emerso un quadro nel quale arretramento dei ghiacciai, degradazione del permafrost, instabilità dei versanti, precipitazioni più intense, siccità, incendi e modificazioni degli ecosistemi forestali sono emersi come fattori chiave a causa dei quali stanno cambiando rapidamente le condizioni della montagna. Per l'alpinismo questo significa un aumento dei pericoli oggettivi, una maggiore difficoltà tecnica di alcuni itinerari e finestre temporali più ristrette nelle quali affrontare determinate salite.

La necessità di adattamento è stata uno dei temi ricorrenti della giornata. Cambiare itinerario o periodo dell'anno, utilizzare informazioni sempre più aggiornate, modificare le tecniche e saper rinunciare quando le condizioni lo richiedono sono stati indicati come elementi destinati a diventare sempre più importanti. In questo contesto è stato sottolineato anche il ruolo delle guide alpine, chiamate non soltanto ad accompagnare, ma a trasmettere capacità di osservazione, conoscenza del territorio e una cultura della montagna fondata sulla prudenza e sulla consapevolezza dei limiti.

Il confronto ha riguardato anche la gestione dei rifugi, la mobilità e i comportamenti individuali. È stata richiamata la necessità di mantenere coerenza tra la frequentazione della montagna e la tutela dell'ambiente, evitando di trasformare i territori alpini in semplici prodotti da consumare. Anche l'utilizzo dei mezzi pubblici, dove possibile, e una maggiore capacità di autolimitazione sono stati indicati tra gli strumenti utili per ridurre l'impatto della frequentazione.

Ampio spazio è stato dedicato al significato stesso del progetto Villaggi Montani: la certificazione CAI è stata descritta non come un semplice marchio turistico, ma come un "marchio di comunità", fondato sulla collaborazione tra amministrazioni, sezioni del Club Alpino Italiano, operatori economici, associazioni e residenti. La rete non punta a rendere uguali i diversi territori, ma a metterli in relazione valorizzandone identità, caratteristiche ed esperienze.

Nel corso del pomeriggio il raduno è proseguito con momenti di conoscenza del territorio di Crissolo, e con la presentazione delle nuove candidature, due, che sono state approvate dal comitato preposto dal CAI: si tratta di Castel del Monte in Abruzzo e San Lorenzo Bellizzi in Calabria, che quindi sono entrati ufficialmente a far parte della rete, portandola a nove aderenti. La successiva tavola rotonda tra i Villaggi Montani ha permesso di condividere esperienze e problemi comuni, rafforzando una rete che vuole andare oltre la certificazione e diventare uno strumento continuativo di confronto.

Tra i temi emersi anche quello della "restanza", intesa come possibilità concreta di scegliere di vivere nelle terre alte disponendo di abitazioni, servizi, opportunità di lavoro e relazioni. Nel dibattito finale sono stati portati esempi di amministrazioni che lavorano per mettere in contatto nuovi residenti e abitazioni disponibili e per mantenere servizi essenziali anche nei piccoli centri. Un tema che ha ricondotto il confronto alla funzione più ampia dei Villaggi Montani: non soltanto richiamare visitatori, ma contribuire a costruire condizioni che permettano alle comunità di continuare a vivere e crescere in montagna.

La domenica ha completato il programma con attività dedicate alla conoscenza del territorio crissolese, confermando la volontà del raduno di affiancare alla discussione teorica l'esperienza diretta dei luoghi. Per Crissolo, che ha accolto le delegazioni dei Villaggi Montani con un programma molto ben articolato e che ha riscosso ampio gradimento anche e soprattutto in relazione agli ambienti naturali e ai panorami montani del luogo, le due giornate hanno rappresentato un'occasione di confronto nazionale sui problemi e sulle opportunità delle terre alte, ma anche un momento per mettere in relazione il Monviso con altre comunità alpine e appenniniche che affrontano sfide spesso molto simili. Unanime il coro di ringraziamento e di complimenti da parte dei delegati presenti, che hanno sottolineato in particolare il ruolo svolto dall'assessore Massimo Ombrello nell'allestire un fine settimana di grande interesse e spessore.

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