/ Cronaca

Che tempo fa

Cronaca | 14 ottobre 2026, 15:00

Pestaggio tra giovanissimi a Saluzzo, il coimputato scagiona l'amico: "Non ha preso parte alla lite, nessuna vendetta mi sono solo difeso"

Alla sbarra un ragazzo albanese accusato di aver procurato la frattura della mascella a un 19enne di origini magrebine, "reo" di aver tirato uno schiaffo un paio di settimane prima

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Una netta smentita delle accuse di concorso e una ricostruzione del tutto opposta a quella fornita dalla persona offesa. È questo l'esito dell'ultima udienza tenutasi stamani, 14 ottobre, davanti al giudice monocratico di Cuneo Amanda Coggiola, nell'ambito del processo a carico di un giovane di origini albanesi imputato per lesioni in concorso a seguito di un'aggressione avvenuta a Saluzzo nel luglio del 2023.

I fatti avevano visto coinvolto un diciannovenne di origini maghrebine che, di ritorno da un allenamento di boxe, era finito in ospedale con una grave frattura alla mandibola: un trauma che gli era costato trenta giorni di ricovero e un intervento chirurgico. All'origine del litigio ci sarebbe stato la lite avvenuta circa due settimane prima all'interno di un bar, quando la vittima era intervenuta per difendere il cugino accerchiato da più persone sferrando uno schiaffo a un conoscente.

Ad aprire l'udienza odierna è stata la testimonianza dell'autista della "gazzella" del Radiomobile di Saluzzo, intervenuto sul posto nell'imminenza dei fatti. Il militare ha descritto le condizioni in cui si trovava il diciannovenne: "Giunti sul posto abbiamo notato questo ragazzo dolorante alla mascella che parlava male in quanto aveva proprio la mascella spostata, il quale ci ha riferito che era stato aggredito senza motivo sotto casa  - ha riferito il Carabiniere - mentre stava rientrando dall'allenamento di boxe". Sull'asfalto i militari dell'Arma avevano ritrovato la borsa da palestra della vittima, mentre non erano emerse tracce di armi o altri oggetti e le perlustrazioni nelle siepi del parco vicino avevano dato esito negativo.

A ribaltare la prospettiva dell'accusa è stato poi l'esame del coimputato - all'epoca dei fatti minorenne, per il quale è in corso la messa alla prova con lavori di pubblica utilità. Il giovane ha spiegato che quel giorno si trovava in auto con l'imputato, il quale si era limitato a riaccompagnarlo a casa dopo una giornata di lavoro al bar del fratello. Lungo la strada si sarebbe verificato l'incontro con la vittima in monopattino: "Ci ha fatto segno di fermarci e ha buttato il monopattino in strada, per evitare problemi ci siamo fermati".

Secondo il teste, sarebbe stato il diciannovenne a cercare lo scontro fisico per vendicare lo schiaffo al bar: "L'ho visto indossare il caschetto che usa per la boxe. Senza motivo mi ha aggredito prima verbalmente e poi fisicamente, dicendomi 'se hai le palle seguimi e vieni vicino casa mia'". Stando alla sua versione, l'imputato albanese non avrebbe preso parte ad alcuna fase della lite: "Siamo andati, ma il mio amico non è mai sceso dall'auto. L'altro ha iniziato ad aggredirmi e mi ha tirato un colpo, io mi sono difeso e gli ho tirato un pugno. Poi ci siamo tranquillizzati e abbiamo chiarito. Io mi sono solo difeso, non volevo fargli del male. Il mio amico non è mai intervenuto nella lite". Una deposizione che smentisce quanto affermato dalla vittima ai Carabinieri circa il coinvolgimento attivo dell'imputato. 

Nel corso dell'esame, il giovane ha risposto anche sui controlli delle forze dell'ordine, spiegando che la "pistola scacciacani" trovata durante la perquisizione a casa sua veniva usata soltanto "per scacciare i piccioni onde evitare che facessero i loro bisogni sui tavoli del locale", escludendo anche qualsiasi lancio di oggetti o sostanze stupefacenti dall'auto in corsa. Durante la sua testimonianza la vittima invece, ha riferito di essere stato minacciato con la pistola: minacce rivolte anche alla sua famiglia. 

Il giudice ha rinviato il processo al mese prossimo per l'esame del fratello del coimputato, anch'egli imputato in un procedimento connesso relativo alla lite avvenuta al bar. Subito dopo la sua testimonianza è prevista la discussione di accusa e difesa. 

Angela Panzera

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium