/ Economia

Che tempo fa

Economia | 16 ottobre 2026, 09:50

La nebbia sul Sangiovese

Trentacinque gradi sono la soglia oltre la quale una vite comincia a soffrire davvero, e nelle ultime estati in collina, tra Romagna e Toscana, quella soglia è stata superata spesso.

La nebbia sul Sangiovese

Ad agosto i grappoli più esposti cominciano a cambiare colore nel modo sbagliato, perché si scottano, e il vignaiolo può fare poco più che guardare il termometro e sperare in un temporale.

A pochi chilometri da Bologna, in un vigneto sperimentale, da qualche anno si prova una risposta che sembra presa da un film: una nebbiolina sottile che parte da sola quando il caldo supera il limite e rinfresca i grappoli.

Il caldo che arriva prima della vendemmia

Secondo l’ultimo rapporto dell’IPCC, la temperatura superficiale del pianeta nel decennio 2011-2020 è stata più alta di 1,09 gradi rispetto al periodo 1850-1900, una differenza che sembra piccola e che in vigna pesa parecchio.

Un approfondimento pubblicato ad aprile da AgroNotizie spiega che l’eccesso di calore degli ultimi decenni, sommato a una radiazione solare intensa e a un’aria molto secca, mette sotto stress i vigneti italiani soprattutto dalla pre-invaiatura in poi. È il momento in cui l’acino comincia a cambiare, e le temperature in quelle settimane superano spesso la soglia critica dei 35 gradi. Poi ci sono le piogge che cadono male, tutte insieme o per niente, e le gelate di tarda primavera, sempre più frequenti e sempre più dannose.

Lo stesso articolo, che è un contenuto promosso dall’azienda di cui parliamo, ricorda anche che la viticoltura vive una stagione complicata già per conto suo, tra un export che fatica e costi di gestione che salgono, e il clima si somma a tutto questo.

Una sola linea, due mestieri

La soluzione nasce all’Università di Bologna. È stata sviluppata insieme a Rivulis Irrigation, gruppo internazionale della microirrigazione, e alla società iFarming, e la filiale italiana di Rivulis la descrive con una certa precisione. Si tratta di una linea unica, montata sotto la chioma, che fa due lavori: d’estate nebulizza acqua nella zona dei grappoli e li raffresca, mentre in primavera serve a difendere le viti dalle gelate tardive.

La parte interessante è che nessuno deve correre in campo ad aprire un rubinetto. Una rete di sensori senza fili misura la temperatura e, quando questa supera i 35 gradi, delle elettrovalvole fanno partire la nebulizzazione in automatico. Quando il caldo cala, il sistema si ferma, così l’acqua viene usata solo nelle ore in cui serve davvero.

Per capire perché serva, bisogna guardare come reagiscono le diverse uve. Alcune varietà, come il Sangiovese, continuano a «respirare» anche quando la pianta comincia a soffrire la sete. Altre, come il Montepulciano, chiudono gli stomi molto prima, e la maturazione ne risente. Se lo stress peggiora la vite rallenta la fotosintesi e le rese calano, anche per colpa della scottatura dei grappoli.

I numeri di Cadriano

Il primo prototipo è stato montato nel 2019 su viti di Sangiovese in vaso. Negli anni successivi il sistema è passato in pieno campo, in un vigneto di pianura della stazione sperimentale di Cadriano, alle porte di Bologna. Lì è stato provato su due uve di casa in Emilia-Romagna: il Sangiovese, a bacca rossa, e il Pignoletto, a bacca bianca. In entrambi i casi le viti sono state tenute a secco dalla pre-invaiatura fino alla raccolta, proprio per simulare le estati peggiori, quelle in cui la pioggia manca per settimane e l’irrigazione di soccorso diventa l’unica difesa.

I risultati riportati interessano parecchio a qualsiasi produttore. L’abbassamento della temperatura ha ridotto i danni da scottatura e ha portato le rese a circa il 20 per cento in più rispetto alle viti di controllo. Ne ha beneficiato tutta la chioma, che ha ripreso a scambiare gas con l’aria in modo più vivace. Nelle uve rosse si è vista una tendenza a un migliore accumulo del colore. Non sono emerse differenze nella maturazione tecnologica e fenolica, cioè zuccheri, acidità e polifenoli non hanno pagato il prezzo della resa in più.

Il lavoro ha avuto anche un riconoscimento. Nel 2023 il sistema ha vinto il premio New Technology all’Innovation Challenge Lucio Mastroberardino, nell’ambito di Enovitis in Campo, la rassegna tecnica che porta le macchine direttamente tra i filari. L’anno dopo Rivulis lo ha riportato alla stessa manifestazione, e il sito Omnitrattore, raccontando l’edizione 2024, ha insistito su un dettaglio: oltre il 20 per cento di produzione in più senza perdere grado Brix.

L’acqua che viene da lontano

A qualcuno piacerà meno l’ultima parte della storia. La ricerca che protegge il Sangiovese emiliano è stata fatta a Bologna, sui campi di Cadriano. Il partner industriale che la porta nei vigneti, però, è un gruppo nato in Israele, che lì tiene ancora uno dei suoi tre centri di ricerca. Per molti si tratta di un dettaglio, mentre per altri, di questi tempi, diventa quasi una colpa.

AgroNotizie elenca quello che oggi un’azienda agricola può mettere in campo con investimenti contenuti, dai sensori per l’umidità del suolo ai controller che attivano l’irrigazione, fino alle immagini satellitari per vedere dove la coltura soffre. Avverte anche che senza tecnici e assistenza agronomica la tecnologia più avanzata rischia di diventare un investimento sprecato.

Mentre in Italia si discute spesso di chi boicottare, i viticoltori hanno un problema molto concreto, che si chiama caldo, e a Cadriano qualcuno ha misurato una risposta. Le prossime estati diranno se quella nebbiolina sotto la chioma uscirà dai campi sperimentali dell’Università di Bologna per arrivare nei vigneti delle colline romagnole, dove il Sangiovese soffre di più. Molto dipenderà dai costi, dalla disponibilità d’acqua nelle singole aziende e dalla voglia dei produttori di provare qualcosa di nuovo su un vitigno che conoscono da generazioni.






Informazioni fornite in modo indipendente da un nostro partner nell’ambito di un accordo commerciale tra le parti. Contenuti riservati a un pubblico maggiorenne.

I.P.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium