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Cronaca | 20 ottobre 2026, 16:32

Borgo San Dalmazzo, rapina al distributore di sigarette: 21enne condannato

Il Tribunale riconosce la responsabilità, come richiesto dal pm, solo per un episodio. Cadono per insufficienza di prove le altre due contestazioni, tra cui la presunta rapina all'ex fidanzata

Immagine di repertorio

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Si è concluso in primo grado il processo a carico di F.M., 21enne di origine albanese, finito a giudizio per tre distinti episodi di rapina. Il Tribunale, Amato presidente con a latere Coggiola e Cota, lo ha ritenuto colpevole solo dell'episodio avvenuto nel febbraio del 2024 nei pressi di un distributore di sigarette e lo ha condannato a 2 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 620 euro. Contestualmente, il giudice ha concesso le attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena. 

Per le altre due contestazioni — una seconda rapina ai danni di un coetaneo e una rapina impropria nei confronti dell'ex fidanzata — il giovane è stato invece assolto per insufficienza di prove.

L'unica accusa che ha retto nel corso del dibattimento riguarda i fatti di via Marconi. La vittima aveva raccontato ai carabinieri di essere stata avvicinata da un individuo che le intimava di consegnare ciò che aveva. Dopo essersi liberato con una spinta, il ragazzo era fuggito spiegando di aver intravisto un'arma da taglio. Il giorno seguente aveva sporto denuncia, riconoscendo l'imputato tramite fotografia.

Sono cadute invece le altre due accuse. La prima riguardava la presunta rapina impropria denunciata dalla sua ex fidanzata, la quale ha raccontato in aula che durante alcune visite a casa dell'imputato le sarebbero spariti dalla borsa prima 5 e poi 10 euro, e che dopo aver chiesto spiegazioni sarebbe stata insultata, afferrata con forza, inseguita e colpita con un calcio. La seconda contestazione riguardava invece un presunto episodio avvenuto lo stesso giorno, della rapina al distributore, sotto i portici ai danni di un coetaneo.

In apertura d'udienza, il 21enne ha reso dichiarazioni spontanee per professarsi innocente per tutti e tre i fatti. L'imputato ha sostenuto di non aver mai preso soldi alla ragazza né di aver mai impugnato un coltello, precisando che nei filmati agli atti si vede chiaramente che aveva le mani vuote. Rispetto all'episodio sotto i portici, ha spiegato di aver solo chiesto al ragazzo di dire ai suoi amici di smetterla di insultarlo e intimidirlo, aggiungendo di ritenersi vittima di un accanimento da parte di un gruppo di persone che lo odiavano e lo prendevano di mira anche con insulti razzisti.

Nella sua requisitoria, il  procuratore aggiunto Ciro Santoriello ha sottolineato l'atteggiamento spregiudicato dell'imputato, rigettando la tesi della conspirazione e osservando che, se il giovane fosse stato davvero aggredito, avrebbe dovuto sporgere denuncia. La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione e 2mila euro di multa senza attenuanti generiche, oltre all'assoluzione per gli altri due capi d'imputazione perché il fatto non sussiste. Il giudice ha infine rideterminato la pena, concedendo le generiche e la sospensione condizionale. La difesa, che con ogni probabilità ricorerrà in Appello, ha chiesto invece l'assoluzione per tutti e tre i fatti contestati. 

Angela Panzera

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