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Politica | 20 ottobre 2026, 13:04

Enti locali, Calderoni (Pd): "Basta proroghe"

"La maggioranza continua a spostare in avanti le scadenze senza affrontare i problemi strutturali della gestione associata. Non è questo il modo di governare le autonomie locali"

Enti locali, Calderoni (Pd): "Basta proroghe"

Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge n. 170, che proroga al 31 dicembre 2027 il termine per il rispetto del requisito della contiguità territoriale da parte delle Unioni di Comuni, evitando nell’immediato ripercussioni sull’iscrizione alla Carta delle forme associative e sull’accesso ai contributi regionali. 

«Abbiamo votato a favore della proroga per evitare che i Comuni e le Unioni interessate fossero penalizzati, ma il nostro giudizio politico è netto: dopo otto anni di governo Cirio, siamo ancora di fronte a un rinvio, non a una soluzione. La maggioranza continua a spostare in avanti le scadenze senza affrontare i problemi strutturali della gestione associata. Non è questo il modo di governare le autonomie locali», dichiara Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico. 

«Proprio perché non ci limitiamo a denunciare l’inerzia della Giunta, abbiamo presentato un ordine del giorno, approvato all’unanimità, che indica una direzione precisa per la riforma della legge regionale n. 11/2012. Abbiamo scelto la responsabilità verso i territori, ma non intendiamo avallare una politica fatta di proroghe successive. Il tempo guadagnato deve servire a cambiare le regole, non a rinviare ancora le decisioni». 

La proposta impegna la giunta ad avviare una revisione organica della normativa, coinvolgendo ANCI, UNCEM e gli amministratori locali, e a fornire al Consiglio dati puntuali sulle Unioni interessate, sulle risorse coinvolte e sulle criticità emerse. 

«Serve una visione d’area vasta che superi la frammentazione e valorizzi le relazioni reali tra i territori, anche ripartendo dagli Ambiti di Integrazione Territoriale (AIT). La contiguità geografica può essere essenziale per servizi come la polizia locale e la protezione civile, ma non può diventare un vincolo automatico per le funzioni amministrative e digitali, gestibili efficacemente anche tra Comuni non confinanti». 

L’ordine del giorno propone di legare i contributi regionali all’effettivo esercizio associato delle funzioni, considerando il personale impiegato e il livello di integrazione organizzativa, con criteri adeguati alle differenze tra territori montani, collinari e di pianura. Prevede inoltre strumenti premiali per le Unioni più solide e misure per scoraggiare i recessi che compromettono la continuità dei servizi. 

«Il voto unanime sul nostro ordine del giorno è un segnale politico che la Giunta non può ignorare. Ora ci aspettiamo atti concreti e tempi certi. Le proroghe possono tamponare un’emergenza, ma non sostituiscono una riforma. Dopo otto anni, i Comuni piemontesi meritano risposte, risorse adeguate e un sistema stabile. Basta rinvii: la Giunta Cirio dimostri finalmente di avere una strategia per il futuro degli enti locali», conclude Calderoni.

cs

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