Margarita archivia con soddisfazione la 21ª Sagra d’l Coj, tre giorni di festa che dal 23 al 25 ottobre hanno riportato al centro del paese i sapori della tradizione, la voglia di stare insieme e la capacità di accogliere visitatori anche da fuori territorio. Una manifestazione riuscita, con una buona partecipazione di pubblico e un programma che ha saputo andare oltre la dimensione gastronomica, coinvolgendo il centro storico e diverse realtà della comunità.
Il protagonista, naturalmente, è stato lui: il coj, il cavolo verza che dà il nome alla sagra e che rappresenta molto più di un prodotto agricolo. È un ingrediente legato alla memoria contadina, alle ricette di casa e a una cultura del cibo che Margarita ha saputo trasformare in un appuntamento riconoscibile nel calendario autunnale della Granda.
A tavola, il richiamo più forte è stato quello della tradizione. Sono tornate le immancabili raviole ris e coj, condite con burro e salvia, affiancate da salsiccia, crauti e patate. Una proposta che racconta il carattere popolare della manifestazione e che continua a trovare nella convivialità uno dei suoi punti di forza. Accanto al pranzo, lo street food promosso dalla Pro Loco ha offerto un'alternativa più informale, mantenendo al centro i sapori del territorio.
Ma la Sagra non è stata soltanto cucina. Il mercato dei prodotti tipici e artigianali, gli appuntamenti musicali, le mostre e le visite guidate hanno contribuito ad animare le vie del paese, offrendo ai visitatori motivi diversi per fermarsi a Margarita e scoprire qualcosa in più della sua storia.
Un valore particolare ha avuto anche il programma di sabato 24 ottobre, quando l'inaugurazione della nuova pavimentazione nel cuore del centro storico si è intrecciata con le celebrazioni della Sagra. Il taglio del nastro, accompagnato dalla Banda Musicale di Morozzo e dalla presenza di numerose autorità, ha rappresentato un momento importante per la comunità. La giornata ha visto anche la presentazione della sala incontri dedicata a Guglielmo Giordano, figura di rilievo internazionale originaria di Margarita, e la consegna del tradizionale premio Cavolo d'Argento alla parrocchia locale.
Un programma che ha saputo mettere insieme presente e passato, valorizzando non soltanto le specialità della tavola, ma anche il patrimonio storico, culturale e umano del paese. Domenica, le visite al Castello Solaro e le esposizioni hanno completato un'offerta pensata per un pubblico ampio, dalle famiglie agli appassionati di storia e tradizioni locali.
Dietro il risultato c'è il lavoro della Pro Loco guidata da Marco Rossi, insieme ai volontari, alle associazioni e a quanti hanno contribuito all'organizzazione. È il lavoro spesso meno visibile, fatto di preparazione, coordinamento e disponibilità, che permette a una manifestazione di queste dimensioni di svolgersi con continuità e di accogliere il pubblico in un clima di festa.
La Sagra d’l Coj conferma così il proprio ruolo nell'autunno margaritese: non soltanto un'occasione per celebrare un prodotto simbolo, ma un appuntamento capace di richiamare persone, animare il paese e rafforzare il senso di appartenenza.
Il bilancio è quello di una festa riuscita, con tanta gente, un paese vivo e la tradizione ancora protagonista. Per Margarita, il risultato più importante è forse proprio questo: aver dimostrato che una ricetta tramandata nel tempo può continuare a riunire generazioni diverse, dare valore al territorio e trasformare un fine settimana di ottobre in un momento condiviso da tutta la comunità.










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