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Politica | 29 ottobre 2026, 16:20

Lavoro, Calderoni e Pentenero (PD) al presidio CGIL: "Non è stabile un contratto che garantisce solo 800 euro al mese"

I consiglieri regionali PD al fianco dei lavoratori della logistica di Poste Italiane: "In Piemonte un centinaio di dipendenti part-time a orari impossibili, la Regione e la Giunta Cirio intervengano"

Lavoro, Calderoni e Pentenero (PD) al presidio CGIL: "Non è stabile un contratto che garantisce solo 800 euro al mese"

Riceviamo e pubblichiamo:

“Può definirsi davvero stabile un lavoro che garantisce appena 800 euro al mese?”. È la domanda che pongono i consiglieri regionali del Partito Democratico Mauro Calderoni e Gianna Pentenero, che hanno partecipato al presidio organizzato dalla SLC CGIL per richiamare l'attenzione sulla situazione occupazionale e contrattuale di decine di lavoratrici e lavoratori della logistica.

In Piemonte sono circa un centinaio i dipendenti part-time a tempo indeterminato coinvolti in questa condizione, 24 dei quali nel centro di CUNEO. Persone che lavorano ogni giorno per appena 3 ore e 36 minuti, in turni compresi tra l'1.30 e le 5.06 oppure tra le 5.06 e le 8.42, percependo una retribuzione media di circa 800 euro mensili.

Una condizione che, pur formalmente inquadrata in un contratto a tempo indeterminato, non garantisce una reale sicurezza economica né la possibilità di programmare il proprio futuro con serenità.

La denuncia della SLC CGIL mette in evidenza una contraddizione evidente: da una parte le esigenze operative di Poste Italiane e la necessità di assicurare continuità ed efficienza al servizio; dall'altra lavoratrici e lavoratori che, dopo oltre due anni di esperienza e attività continuativa, attendono ancora la trasformazione del proprio contratto da part-time a full-time.

Secondo Calderoni e Pentenero, una situazione che rischia di avere conseguenze anche sull'organizzazione complessiva del servizio postale, aumentando le criticità nella distribuzione dei carichi di lavoro e scaricando ulteriori pressioni sul personale impegnato nei centri di recapito.

“Parliamo di una delle più grandi aziende del Paese. Non è accettabile che lavoratrici e lavoratori che contribuiscono ogni giorno al funzionamento di un servizio essenziale siano costretti a vivere con retribuzioni che non consentono una prospettiva di autonomia e stabilità. Il lavoro deve garantire dignità, salari adeguati e la possibilità di costruire un progetto di vita, non limitarsi a rispettare formalmente un contratto”.

I due esponenti del Partito Democratico chiedono l'apertura immediata di un confronto con Poste Italiane per affrontare le criticità denunciate dal sindacato e individuare soluzioni concrete, a partire dalla trasformazione dei rapporti di lavoro in full-time per il personale interessato.

“Ci chiediamo inoltre quale sia la posizione della Regione Piemonte. Il presidente Cirio e la sua Giunta intendono attivarsi per sollecitare un confronto e sostenere le ragioni di questi lavoratori oppure ritengono che questa situazione sia accettabile? La qualità dell'occupazione non può essere ignorata. Non bastano contratti apparentemente stabili quando gli stipendi restano insufficienti e le prospettive di crescita sono assenti. Difendere il lavoro significa difendere la dignità delle persone”.

cs

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