Gentile direttore,
Esistono luoghi dove la medicina non è soltanto scienza, formule e protocolli terapeutici, ma diventa un'arte sottile e profonda: l'arte di prendersi cura della persona nella sua interezza. Tra le mura del reparto di Oncologia dell'Ospedale Carle di Cuneo si respira quotidianamente questa straordinaria realtà, trasformando un luogo spesso associato alla paura e alla fragilità in uno spazio di speranza, dignità e calore umano.
Affrontare una diagnosi oncologica è una delle prove più dure che la vita possa riservare. In quel preciso istante, il mondo di un paziente e della sua famiglia sembra fermarsi. Ma è proprio in quel momento di smarrimento che l'eccellenza del reparto cuneese fa la differenza.
Non si tratta unicamente della competenza clinica di altissimo livello, dei trattamenti all'avanguardia o della meticolosa precisione scientifica che guida ogni medico. Ciò che colpisce chi varca quella soglia è la simbiosi perfetta tra rigore professionale e profonda empatia.
Nel reparto dell'Ospedale Carle, la gentilezza e l'ascolto non sono un optional, ma parte integrante del percorso
terapeutico. Gli infermieri, i medici e tutto il personale sanitario mettono al centro le esigenze umane dei pazienti, superando spesso la rigidità della solita routine ospedaliera per regalare sollievo e vicinanza.
Ne è un esempio luminoso e toccante una sensibilità d'altri tempi: la scelta di accogliere nella stessa stanza due coniugi, i miei genitori uniti e vicini anche ad affrontare patologie diverse in questi giorni in ospedale. Un gesto di profonda umanità che permette a due cuori di farsi forza a vicenda, condividendo le cure fianco a fianco e dimostrando come l'attenzione agli affetti sia essa stessa una medicina potente.
L'Oncologia dell'Ospedale Carle di Cuneo rappresenta un orgoglio non solo per la provincia Granda, ma per l'intera sanità piemontese. È la dimostrazione tangibile che la sanità pubblica può raggiungere vette d'eccellenza assoluta quando è mossa da una vocazione autentica.
Dietro ogni camice c'è la dedizione di chi ha scelto una professione faticosa e delicata, continuando a svolgerla con il sorriso, la pazienza e uno straordinario rispetto per la vita.
Un sentito e profondo ringraziamento va ai medici — in particolare alla Dott.ssa Fea, al Dott. Aimar, al Dott. Audisio, alla Dott.ssa Pallagreco e alla Dott.ssa Palmero — e un abbraccio altrettanto speciale e riconoscente va a tutto il personale infermieristico e agli operatori socio-sanitari (OSS), punti di riferimento costanti, preziosi e instancabili di ogni singola giornata. Grazie di cuore per la competenza, la straordinaria professionalità e quella delicatezza rara capace di tenere unite le famiglie anche di fronte alle tempeste più grandi.
Un presidio di eccellenza e umanità che continua a illuminare, con competenza e cuore, i giorni più difficili di tanti pazienti.
Davide Bosi













