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Attualità | 01 novembre 2026, 06:15

Agricoltura sociale, otto progetti nel Cuneese: dalla lotta al caporalato al reinserimento dei detenuti

Presentato a Perugia il programma nazionale "Coltivazioni Sociali", promosso da Filiera Futura e Fondazione Campagna Amica. Fondazione CRC sostiene otto iniziative in provincia di Cuneo, tra formazione nelle vigne, recupero dei terreni abbandonati e inclusione delle persone più fragili

I progetti di Agricoltura sociale sono stati presentati a Perugia

I progetti di Agricoltura sociale sono stati presentati a Perugia

Il lavoro nelle vigne può diventare una risposta al caporalato. I terreni abbandonati possono tornare a essere una risorsa per i piccoli Comuni. E l'agricoltura può offrire una possibilità di reinserimento a chi sta scontando una pena. Sono alcune delle sfide affrontate dagli otto progetti finanziati da Fondazione CRC in provincia di Cuneo nell'ambito di "Coltivazioni Sociali", il programma nazionale che punta a trasformare le attività agricole in occasioni di inclusione, formazione e sviluppo delle comunità.

L'iniziativa, promossa da Filiera Futura e Fondazione Campagna Amica, è entrata nella fase operativa ed è stata presentata lunedì 26 ottobre a Perugia. Complessivamente sono 13 i progetti sostenuti, otto in Piemonte attraverso Fondazione CRC e cinque in Umbria attraverso Fondazione Perugia, per uno stanziamento totale di 370mila euro. Un investimento che, nel Cuneese, mette in relazione imprese agricole, Terzo settore e istituzioni per affrontare bisogni che vanno dalla fragilità lavorativa all'isolamento sociale, fino alla carenza di servizi nelle aree rurali.

Ad Alba e nelle Langhe uno dei temi centrali è il lavoro nella filiera vitivinicola. Il progetto "Accademia della Vigna", promosso da WECO S.r.l. Impresa Sociale, prevede un percorso di 150 ore di formazione teorica e pratica, accompagnamento dei partecipanti e inserimenti lavorativi nelle aziende della rete. Accanto alla preparazione professionale sono previste attività di mediazione interculturale, sostegno all'autonomia e sensibilizzazione contro il caporalato e lo sfruttamento.

L'iniziativa affronta una delle contraddizioni del settore: da una parte la difficoltà delle imprese a reperire manodopera qualificata, dall'altra la vulnerabilità di lavoratori che possono incontrare ostacoli abitativi, condizioni di marginalità e rischi di sfruttamento. La formazione diventa così uno strumento per favorire un accesso più tutelato al lavoro agricolo.

Sempre ad Alba, il progetto "Valelapena", della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri, punta invece sul reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute attraverso le attività agricole del carcere. Il programma comprende formazione tecnica, conseguimento di abilitazioni per l'utilizzo dei prodotti fitosanitari, attività in vigna e quattro tirocini semestrali presso aziende del territorio. Sono previsti anche incontri e iniziative aperte alla comunità, per rafforzare il collegamento tra il percorso svolto all'interno dell'istituto penitenziario e le opportunità successive.

In Alta Langa, a Bergolo, l'agricoltura sociale diventa anche uno strumento per recuperare terreni abbandonati. Il progetto "Bergolo Comunità Agricola", promosso dal Comune, prevede il recupero di circa due ettari di proprietà comunale attraverso coltivazioni di cereali e legumi, attività di trasformazione con Biolanga, colture mellifere, apicoltura e orti comunitari. L'obiettivo è contrastare la perdita delle attività agricole minori, coinvolgendo la popolazione in iniziative educative e intergenerazionali.

Il rapporto tra agricoltura e inclusione delle persone con disabilità caratterizza diversi altri interventi. A Ceva, il progetto "C.E.V.A.", dell'Unione Montana Valli Mongia e Cevetta, prevede la realizzazione partecipata di un giardino pensile multisensoriale presso la Comunità alloggi per l'autonomia. Il programma comprende laboratori di semina e cura del verde, attività intergenerazionali alla Bocciofila e iniziative di educazione ambientale, con l'intento di aprire maggiormente la struttura alla comunità.

A Bene Vagienna, "Radici Inclusive", promosso da A Proposito di Altri Mondi ETS, propone 24 giornate inclusive in fattoria, attività di ortoterapia, percorsi multisensoriali e interventi assistiti con gli animali. Sono previsti anche un programma estivo di nove settimane, attività per le famiglie e supporto psicologico, per rispondere alla carenza di opportunità educative e terapeutiche di prossimità nelle aree rurali.

A Boves, il progetto "Cura, socializzazione, coltivazione", dell'ASD Le Terre di Wendy, si rivolge a giovani in condizioni di vulnerabilità attraverso un percorso che unisce agricoltura sociale, gestione della fattoria e della scuderia, equitazione e interventi assistiti con gli animali. Dopo la formazione sono previste esperienze lavorative e borse lavoro, con l'obiettivo di sviluppare competenze, autonomia e capacità relazionali.

A Villafalletto, il Comune promuove "Semi di Comunità", una rete di agricoltura sociale che comprende orti destinati a famiglie fragili, distribuzione dei prodotti, attività per anziani e minori, ortoterapia e formazione agricola per donne migranti. Il programma prevede anche otto eventi pubblici, con l'obiettivo di rafforzare i legami tra persone e realtà locali in un territorio caratterizzato da insediamenti diffusi e servizi di prossimità non sempre facilmente accessibili.

Completa il quadro "Latte di Terra", promosso a Cervasca dalla cooperativa agricola e sociale I Tesori della Terra. Il progetto sviluppa le opportunità di inclusione all'interno di una filiera agricola e lattiero-casearia già esistente. I partecipanti, organizzati in piccoli gruppi e accompagnati da tutor, saranno coinvolti nelle attività agricole, zootecniche, logistiche e di supporto alla trasformazione dei prodotti.

Gli otto progetti cuneesi affrontano bisogni differenti, ma condividono l'obiettivo di costruire opportunità attraverso attività agricole reali, coinvolgendo persone che incontrano maggiori difficoltà nell'accesso al lavoro, alla formazione o ai servizi.

Il programma nazionale, sviluppato con il contributo tecnico-scientifico di Fondazione Campagna Amica, prevede anche attività di accompagnamento e formazione per i partenariati. La prospettiva è favorire iniziative capaci di proseguire nel tempo, facendo delle aziende agricole non soltanto luoghi di produzione, ma anche punti di riferimento per il benessere e la coesione delle comunità.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.filierafutura.it.

d.v.

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