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Sanità | 03 novembre 2026, 18:35

Emergenza 118, Riboldi sulla carenza di medici nell'Asl Cn1: “Al lavoro per individuare soluzioni organizzative e strutturali”

La Regione corre ai ripari e per il 2026 stanzia ulteriori 3,8 milioni di euro per le prestazioni aggiuntive del personale. L'assessore alla Sanità ribadisce inoltre: “Nessuna interruzione del servizio”

Immagine di repertorio

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Trentanove milioni di euro per garantire il funzionamento del servizio di emergenza-urgenza 118 in Piemonte nel 2026, otto milioni in più rispetto al 2025. È questo lo stanziamento complessivo annunciato dalla Regione, ma non sufficiente alla copertura necessaria alle Asl. Secondo i dati dell'Azienda sanitaria locale Cn1, al 1° settembre il fabbisogno di medici per il servizio 118 nella Granda era di 77 unità, ma i posti effettivamente coperti erano soltanto 29. Ne risultavano quindi vacanti 48. Un dato che fotografa una carenza significativa, confermata anche dalla scarsa adesione alle procedure di reclutamento: dei dieci posti disponibili pubblicati nell'ultimo avviso pubblico, soltanto un medico ha presentato la propria candidatura.

Da qualche giorno si è riacceso il faro sulla grave criticità del servizio, persino configurando il rischio di una paralisi. Situazione per la quale la Regione è corsa ai ripari stanziando recentemente ulteriori 3,8 milioni di euro destinati alle prestazioni aggiuntive del personale. Saranno ripartiti tra le quattro aziende sedi di centrale operativa del 118: l'Irccs di Alessandria, la Città della Salute di Torino, l'Asl Cuneo 1 e l'Azienda ospedaliera Maggiore della Carità di Novara con l'invito a monitorare e garantire un utilizzo appropriato delle risorse assegnate.

Risorse che arrivano in una fase delicata per il sistema regionale dell'emergenza, da mesi al centro del dibattito pubblico per la riorganizzazione del servizio e la persistente carenza di personale.

La questione è tornata d'attualità nei giorni scorsi proprio a partire dal Cuneese, dopo una corrispondenza interna tra il direttore generale dell'Asl Cn1, Giuseppe Guerra, e la Regione. Uno scambio che rientrerebbe nell'attività di “ordinaria amministrazione” di comunicazione del fabbisogno di personale, ma che ha riportato l'attenzione sulle difficoltà del servizio, assumendo anche toni che hanno alimentato preoccupazioni sulla sua continuità.

A intervenire per rassicurare cittadini e operatori è stato l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che esclude qualsiasi rischio di interruzione delle attività. “Voglio ribadire con assoluta chiarezza che non ci sarà alcuna interruzione del servizio di emergenza-urgenza 118 e dell'elisoccorso in Piemonte. La continuità di questi servizi essenziali rappresenta una priorità assoluta della Regione e lo dimostrano anche le risorse che abbiamo recentemente individuato: ulteriori 3,8 milioni di euro destinati alle prestazioni aggiuntive del personale del 118, che portano lo stanziamento complessivo per il 2026 a 39 milioni di euro, 8 milioni in più rispetto al 2025”.

Le rassicurazioni dell'assessore non nascondono, tuttavia, le criticità sul fronte degli organici, particolarmente evidenti nell'Asl Cn1.

“La ricognizione effettuata dall'Asl Cn1 evidenzia una carenza di medici che conosciamo e che non intendiamo sottovalutare, ma sulla quale stiamo lavorando insieme alle aziende sanitarie e ad Azienda Zero per individuare soluzioni organizzative e strutturali”, prosegue Riboldi.

L'assessore richiama anche l'intesa firmata da Regione Piemonte, Azienda Zero, dalle quattro aziende sanitarie sedi delle Centrali Operative 118 e dalle organizzazioni sindacali Cisl FP, Fials, NurSind e Nursing Up, sottoscritto il 27 ottobre, che punta a rafforzare le tutele del personale e a rendere più omogenee le condizioni di lavoro sul territorio regionale.

“L'attenzione verso il sistema dell'emergenza-urgenza e i suoi professionisti è dimostrata anche dall'accordo quadro sottoscritto il 27 ottobre con le organizzazioni sindacali del comparto, che rafforza le tutele dei lavoratori e pone le basi per condizioni di lavoro più omogenee in tutto il Piemonte”.

Infine, Riboldi ribadisce: “Il nostro impegno è garantire ai cittadini un servizio sempre pienamente operativo, ringraziando ancora una volta tutte le donne e gli uomini del 118 per la professionalità e la dedizione con cui svolgono quotidianamente il proprio lavoro”.

Sara Aschero

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