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Eventi | 04 novembre 2026, 18:15

Fondazione E. di Mirafiore: nei prossimi appuntamenti Aldo Cazzullo, Mario Calabresi e Angelo Polimeno Bottai

Gli incontri venerdì 6, sabato 7 e sabato 14 novembre nell'ambito del tema della XVII edizione del Laboratorio: #RITROVARSI

Il Laboratorio di Resistenza Permanente della Fondazione E. di Mirafiore prosegue con due protagonisti del giornalismo e della cultura italiana: venerdì 6 novembre alle 19 Aldo Cazzullo sarà ospite con Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento, mentre sabato 7 novembre alle 18.30 Mario Calabresi porterà alla Fondazione una riflessione su La pazienza e l’arte dell’ascoltare nel giornalismo.

Sabato 14 novembre, ore 18.30, protagonista invece Angelo Polimeno Bottai: giornalista parlamentare, già vicedirettore del Tg1 e curatore della rubrica Tg1 Libri, Angelo Polimeno Bottai affianca da anni al racconto della politica la ricerca storica.

Venerdì 6 novembre, Aldo Cazzullo, storico amico della Fondazione, tornerà alla scrivania del Laboratorio per accompagnare il pubblico dentro una stagione che ha cambiato il modo in cui l’umanità guarda a sé stessa. Al centro dell’incontro sarà il suo nuovo libro, Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento, pubblicato da HarperCollins, che intreccia arte, letteratura, vicende politiche e storia delle idee per raccontare un’Italia capace di esercitare un’influenza culturale universale. Accanto ai grandi artisti e ai navigatori, il racconto restituisce spazio anche alle protagoniste di quell’epoca, da Vittoria Colonna a Lucrezia Borgia. La saga dei Medici, tra ambizioni, congiure e mecenatismo; Leonardo da Vinci e la sua capacità di immaginare ciò che ancora non esiste; Raffaello e l’umanità delle sue figure; Michelangelo e la potenza del Giudizio Universale: il viaggio di Cazzullo attraversa opere e biografie, avventure intellettuali e conflitti. Incontra Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci, la fantasia di Ludovico Ariosto, fino alle vicende drammatiche di Giordano Bruno, Galileo e Caravaggio, che accompagnano il tramonto del Rinascimento e il passaggio alla modernità.

A emergere è soprattutto una nuova fiducia nelle possibilità dell’essere umano. Nella lettura di Cazzullo, l’Umanesimo e la centralità della persona offrono così una chiave per interrogare anche il nostro tempo, mentre tecnologia e intelligenza artificiale aprono nuove domande sull’autonomia, sulla creatività e sul destino dell’uomo. Nato ad Alba nel 1966, giornalista del Corriere della Sera e conduttore di Una giornata particolare su La7, Cazzullo unisce il racconto dei grandi avvenimenti alla ricerca delle radici culturali del Paese.

Sabato 7 novembre lo sguardo si sposterà dalla storia collettiva alle persone e alla possibilità di comprenderne le esperienze. Con La pazienza e l’arte dell’ascoltare nel giornalismo, Mario Calabresi affronterà una questione che riguarda l’informazione e, insieme, la qualità delle nostre relazioni: quanto tempo siamo ancora disposti a dedicare a qualcuno prima di formulare un giudizio? Il punto di partenza sarà il nuovo libro Le voci degli altri, pubblicato da Mondadori: un viaggio tra persone che si sentono dimenticate e altre che provano a ricucire i legami spezzati dalla solitudine e dall’indifferenza. Storie diverse che riportano al centro la possibilità di riconoscere chi abbiamo davanti, oltre le categorie e le distanze nelle quali tendiamo a rinchiuderlo. In un sistema dell’informazione sempre più veloce, la pazienza diventa una competenza da recuperare: fare una domanda e aspettare davvero la risposta, lasciare emergere le contraddizioni, accogliere un punto di vista lontano dal proprio. È un esercizio essenziale per il giornalismo, ma anche un modo per contrastare la diffidenza che attraversa il dibattito pubblico e i comportamenti quotidiani.
Già direttore de La Stampa e de la Repubblica, cofondatore di Chora Media, Calabresi ha attraversato le trasformazioni del mestiere, dalla carta stampata ai linguaggi digitali e al podcast e oggi è protagonista della vicenda pubblica con la candidatura a Sindaco della Città di Milano.. La sua esperienza offrirà l’occasione per riflettere su ciò che rende un racconto capace di restituire la complessità della realtà: l’attenzione, lo sguardo e la disponibilità a lasciarsi sorprendere dalle parole degli altri.

Sabato 14 novembre. Angelo Polimeno Bottai sarà ospite del Laboratorio di Resistenza Permanente della Fondazione E. di Mirafiore con Come nasce una dittatura, un incontro che ripercorre l’esperienza dei regimi nazifascisti per interrogare i processi che portano all’affermazione del potere autoritario e all’indebolimento delle libertà. A questo lavoro Polimeno Bottai porta anche una prospettiva familiare: è nipote di Giuseppe Bottai, gerarca e intellettuale fascista, tra i diciannove membri del Gran Consiglio che il 25 luglio 1943 votarono l’ordine del giorno che contribuì alla caduta di Mussolini. Una vicenda che attraversa il suo libro Il traditore. La vera storia dei due dittatori e di un patto costruito sull’inganno, pubblicato da Utet, dal quale prenderà avvio l’appuntamento. Il volume ricostruisce in parallelo le vicende di Hitler e Mussolini, concentrandosi sulle ambizioni, sugli inganni e sugli squilibri di potere dell’alleanza nazifascista. Al centro è il Patto d’Acciaio, l’accordo nel quale, secondo l’interpretazione dell’autore, si consumano le premesse della progressiva subordinazione di Mussolini all’alleato tedesco, destinata a produrre conseguenze devastanti per l’Italia. Il rapporto tra i due dittatori viene così indagato attraverso le decisioni politiche e militari, le reciproche convenienze e le responsabilità verso il proprio Paese.

Il titolo introduce la questione intorno alla quale si sviluppa la ricerca: chi tradì davvero? Dopo la propria caduta, Mussolini indicò come traditori i gerarchi che avevano votato contro di lui. Polimeno Bottai mette in discussione questa lettura, tornando ai passaggi che portarono al voto del 25 luglio e spostando l’attenzione sugli inganni dell’alleanza con Hitler. Una ricostruzione che accompagna il pubblico dentro la crisi del regime e gli ultimi, drammatici mesi della guerra in Italia, distinguendo le accuse di tradimento dalle responsabilità politiche e dalle conseguenze delle scelte compiute.

Da queste vicende l’incontro allargherà lo sguardo alle condizioni che rendono possibile la nascita e il consolidamento di una dittatura: la concentrazione del potere, la progressiva riduzione degli spazi di dissenso, il prevalere delle ambizioni personali sugli interessi collettivi. Il confronto con il Novecento offrirà l’occasione per riflettere anche sulle vulnerabilità dei sistemi democratici contemporanei, in un presente attraversato da nuovi populismi, polarizzazioni e sfiducia nella rappresentanza.

È in questo esercizio di conoscenza e discussione che l’appuntamento incontra #RITROVARSI, il tema della XVII edizione del Laboratorio. Ritrovarsi intorno alla storia significa condividere strumenti per leggere il presente, confrontare interpretazioni e tornare a riconoscere il valore delle libertà e delle istituzioni democratiche. Un percorso coerente con la vocazione della Fondazione: dedicare tempo all’approfondimento e fare dell’incontro uno spazio nel quale affrontare insieme le domande del nostro tempo.

Saggista di politica interna e internazionale e di storia, Polimeno Bottai è anche presidente dell’associazione EURECA, idee per l’Italia e l’Europa. Tra le sue precedenti pubblicazioni figurano Alto tradimento, Non chiamatelo Euro, Repubblica atto terzo e Presidente ci consenta.

comunicato stampa

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