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Attualità | lunedì 28 dicembre 2015, 17:07

Quale futuro per la Cuneo-Nizza? Se lo chiede il Comitato Ferrovie locali di Cuneo

Una breve storia delle vicissitudini della linea dal 2013 ad oggi

Breve riassunto delle vicende che hanno messo e mettono tuttora in pericolo la Cuneo-Nizza  

All’inizio del 2013 cominciano a circolare voci su una possibile chiusura della linea Cuneo-Ventimiglia. Ad aprile del 2013 l’Amministratore Delegato di Trenitalia dichiara che la linea è un ramo secco. I passeggeri sulla linea, dati Trenitalia, sono 900 circa al giorno.

Nei mesi successivi nel Consigli Regionali del Piemonte e della Liguria sono numerose sono le interrogazioni dei consiglieri che chiedono notizie. Nello stesso periodo iniziano mobilitazioni di comitati di cittadini. Alla fine dell’anno sono quasi 25.000 le firme raccolte a sostegno della linea.

La linea richiede importanti lavori di manutenzione che, sulla base della vigente convenzione italo-francese, dovrebbero essere in buona parte a carico dell’Italia. Ovviamente è un trattato da rivedere e c’è disponibilità da parte francese. Le trattative per la revisione, tuttavia, non decollano.

A novembre del 2013 in un importante vertice sui trasporti, Letta e Hollande citano esplicitamente la linea Cuneo-Ventimiglia-Nizza e ne dichiarano l’importanza. Italia e Francia assumano l’impegno di rivedere la vecchia Convenzione del 1970, molto penalizzante per l’Italia. Nonostante questa presa di posizione ai massimi livelli, pochi giorni dopo, a dicembre, la Regione Piemonte, con la presidenza Cota, assieme a Trenitalia, riduce da 16 a 4 le corse sulla linea.

Diventano quasi inesistenti le coincidenze a Cuneo dei treni provenienti da Torino e liguri e francesi non possono più recarsi in giornata a Cuneo. Tale situazione permane fino ad oggi.

Nel 2014 si susseguono manifestazioni di cittadini e interessamenti da parte dei rappresentanti locali e nazionali. Il Governo per bocca dell’allora ministro ai Trasporti Lupi promette più volte finanziamenti per i lavori da fare sulla linea che non arrivano. Si tengono numerosi incontri fra le tre Regioni confinanti al fine di sbloccare la situazione.

Solo a settembre del 2014 il decreto Sblocca Italia prevede 29 milioni per la linea. I tempi imposti dal decreto rischiano di far perdere questo finanziamento. La Regione Piemonte e il nuovo Assessore ai trasporti Balocco riescono a far dilatare i tempi, ma solo il 30 marzo 2015 viene finalmente firmato il protocollo per l’inizio dei lavori tra le Ferrovie francesi e italiane e la Regione Piemonte. Intanto la Francia (Governo, PACA, RFF) stanzia 20 milioni, che portano la cifra totale per i lavori a 49 milioni. Il 31 Luglio 2015 vengono approvati i bandi di affidamento dei lavori, che comunque non si concluderanno prima della fine del 2018, se tutto va bene. Intanto i pochi treni rimasti sono sempre pieni e si dà un pessimo servizio ai cittadini. Trenitalia non si dimostra certo collaborativa nel far funzionare il trasporto.                    

Le richieste del Comitato Ferrovie Locali di Cuneo  

A fine Settembre 2015 il Comitato Ferrovie Locali, il settimanale La Guida e il giornale on-line Targato CN hanno lanciato una seconda raccolta firme per aumentare da 4 a 8 le corse, 4 da Cuneo e 4 da Ventimiglia (e al 6 ottobre le firme erano già 1800). E’ il minimo per la sopravvivenza della linea, essendo ancora lontani dalle 16 corse presenti prima dei tagli.  

La Regione Piemonte dichiara di non avere le disponibilità finanziarie per questa operazione. L’ipotesi di far arrivare i treni francesi a Limone, da noi fortemente sostenuta, non fa passi avanti per la poca disponibilità delle ferrovie francesi e italiane a rendere compatibili i due diversi sistemi di sicurezza. In una visione integrata dei trasporti una linea ferroviaria più efficiente sarebbe, tra l’altro, in questo momento più che auspicabile, visti i rallentamenti sulla statale per i lavori del raddoppio del tunnel stradale di Tenda che dureranno almeno 8 anni con gravi disagi per gli utenti in ragione della regolazione alternata del traffico.

Nello stesso tempo il Comitato Ferrovie Locali di Cuneo sollecita il Ministro dei trasporti Del Rio e il Ministro agli esteri Gentiloni, affinché si arrivi rapidamente ad una revisione della Convenzione del 1970, che definisca un’equa ripartizione dei costi fra i due Stati sia per interventi strutturali sulla linea tali da renderla stabilmente efficiente con un’ulteriore finanziamento di 40-45 milioni sia per interventi gestionali per il miglioramento del servizio e, in particolare, per l’aumento del numero delle corse (anche inizialmente attraverso la connessione dei treni francesi con Limone).

Infine si dovrà procedere alla elettrificazione del tratto mancante da Limone a Ventimiglia: si ricorda che la linea era gia elettrificata (col sistema trifase) prima della guerra, ma che la ricostruzione non intervenne su questo. Si ricorda anche che la chiusura delle linee Cuneo-Mondovi, Cuneo-Saluzzo-Savigliano (servizio passeggeri), Ceva-Ormea, Alba-Castagnole, la mancata ricostruzione dopo l'alluvione del 1994 della Brà-Ceva ha indebolito l’intera rete ferroviaria cuneese con ripercussioni sulla parte rimasta.

In ultimo l’Assessore Regionale Balocco ha ricordato la proposta delle Regione Piemonte di spostare alcuni km/treno dagli Intercity Torino-Genova alla Cuneo-Ventimiglia, proposta che sembra essere osteggiata dall’attuale ministro ai trasporti, ma che dovrebbe essere riportata all’attenzione del ministero. Si fa presente che la linea ferroviaria ha una grande valenza economica sia sul piano turistico che commerciale oltre a rappresentare un’opera di alto valore intrinseco (10 miliardi) e ingegneristico.

Come noto, essa rappresenterebbe poi la spina dorsale di accesso e di transito per il sito Unesco “Alpi del mare”. Ma sicuramente, anche in vista della Conferenza di Parigi contro i cambiamenti climatici, deve essere posta in primo piano la valenza ecologica del trasporto ferroviario (in virtù della minor emissione di sostanze climalteranti) e di un sistema di trasporto pubblico ben strutturato così come rivendicato dal progetto Alternatitrain- Alternatiba, che stiamo portando avanti come Comitato franco-italiano per la Cuneo-Nizza.

Il Comitato Ferrovie Locali di Cuneo                            

rg

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