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Cronaca | lunedì 15 ottobre 2018, 16:23

Appicca il fuoco nella sua cella dopo una rissa: domenica di tensione all'interno del carcere di Saluzzo

Lo rende noto il segretario generale della FNS-CISL di Cuneo Vincenzo Ricchiuti. Il personale di Polizia penitenziaria è prontamente intervenuto. Alcuni agenti sono finiti in ospedale dopo esser riusciti a bloccare il detenuto

L'esterno del carcere di Saluzzo

L'esterno del carcere di Saluzzo

Ancora un episodio di violenza a caratterizzare la giornata di ieri (domenica) all'interno del penitenziario "Rodolfo Morandi" di Saluzzo.

Lo rende noto il segretario generale della FNS-CISL di Cuneo Vincenzo Ricchiuti.

Intorno alle ore 15.30, nella sezione comune, un detenuto di nazionalità albanese ha avuto una colluttazione con un altro di origine africana, per poi inscenare una protesta ed appiccare il fuoco nella sua cella.

Il personale di Polizia penitenziaria è prontamente intervenuto per sedare le fiamme e far defluire così tutti i detenuti fuori dalla propria stanza.

L’albanese, quindi, ha deciso di continuare con la sua violenza, scagliandosi contro il personale, che però ha fatica è riuscito a contenerlo.

"Successivamente però è dovuto ricorrere alle cure del sanitario dell’istituto e poi essere inviato in ospedale - continua Ricchiuti - è una situazione inammissibile con un’Amministrazione che resta ferma al palo".

La situazione viene definita "bollente" dal segretario generale: i sindacati stanno chiedendo a gran voce all’Amministrazione, oltre che i trasferimenti per ordine e sicurezza, anche d’iniziare la sperimentazione dell’uso del teaser come arma di prevenzione.

"Si ricorda che ormai solo la Polizia penitenziaria è rimasta esclusa da detta sperimentazione - conclude il sindacalista - speriamo che almeno i direttori di quei carceri, avanzino la proposta di ricompensa prevista dal nostro regolamento di servizio, almeno per ringraziare tutto quel personale che ancora una volta si è distinto per spirito di abnegazione e sacrificio".

Sulla vicenda interviene anche l'Osapp, Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria.

"Da tempo, il Carcere di Saluzzo è nel ‘caos’ più totale. - dichiara il segretario generale Leo Beneduci - In data 14 ottobre due si rendevano protagonisti di una violenta colluttazione che scaturiva dal diniego dovuto al prestito del tabacco.

Successivamente, tutti i detenuti della sezione detentiva, forse in segno di solidarietà, sbattevano blindi e suppellettili, creando rumore assordante nel penitenziario e come se non bastasse lanciavano cibo ed altro nel corridoio della sezione detentiva in segno di protesta.

Da li a poco, uno dei due detenuti appicava fuoco nella propria cella e uno degli agenti che interveniva per salvarli veniva aggredito a calci e pugni tanto da essere accompagnato in Ospedale.

Purtroppo - prosegue il leader del sindacato - le condizioni del carcere di Saluzzo sono tra le peggiori sul territorio nazionale e l’Istituto in particolari giornate si presenta come un vero e proprio girone dantesco per il personale di Polizia penitenziaria che vi presta servizio e soprattutto per le qualifiche più basse in servizio nelle sezioni detentive.

A tale situazione si aggiunge poi la generale incuria che contraddistingue l’inerzia della Dirigenza Penitenziaria, in particolare della sede centrale dell’amministrazione, rispetto ai crescenti disagi degli addetti della Polizia Penitenziaria.

Non ci nascondiamo - conclude Beneduci – la notevole preoccupazione per situazioni quali quelle dell’Istituto di Saluzzo rispetto alla possibilità, tutt’altro che remota che la constatata indifferenza dell’amministrazione centrale possa determinare condizioni di pericolo per il Personale di Polizia Penitenziaria ancora maggiori in tutti gli Istituti del distretto del Piemonte - Liguria e Valle d’Aosta".

comunicato stampa

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