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Scuole e corsi | 22 gennaio 2019, 09:45

“Il nuovo Itis sulla collina di Verzuolo non è una scelta che guarda al bene della città": “Se non vi piace ditelo, i soldi andranno ad altre scuole”

È scontro tra la Provincia di Cuneo e la cittadinanza che si identifica nel Comitato “Itis-Agraria: parliamone!”. Sollevati dubbi su viabilità, tempi di costruzione e costi. Ma il progetto definitivo (praticamente esecutivo) è stato finanziato da un bando e non può subire modifiche

Il consigliere Rinaudo con i funzionari della Provincia

Il consigliere Rinaudo con i funzionari della Provincia

Rimangono decisamente inconciliabili, e assolutamente distanti tra di loro, le posizioni della Provincia di Cuneo e del Comitato “Itis-Agraria: parliamone!”, in merito alla costruzione del nuovo Itis di Verzuolo.

Da un lato, infatti, la Provincia continua a sostenere con forza la scelta fatta, optando per la collina del paese che già ospita l’Istituto agrario. Dall’altro, una larga fetta di popolazione chiede invece di realizzare la scuola nell’area di via XXV Aprile, sul terreno di proprietà comunale.

Sullo sfondo rimane, però, un progetto definitivo, praticamente quasi esecutivo, premiato da un bando nazionale con un finanziamento di 7milioni e 500mila euro, che difficilmente può esser modificato.

Ieri sera (lunedì) la Provincia, con il consigliere Milva Rinaudo ed i funzionari che hanno seguito l’iter, ha incontrato il Comitato, a Palazzo Drago di Verzuolo. Un incontro durato oltre due ore, durante il quale non sono mancati momenti di tensione.

La Rinaudo ha ripercorso le tappe che hanno portato alla scelta di realizzare un nuovo Itis: prima l’ampliamento sull’edificio esistente, poi i controlli sullo stabile di via don Orione, i risultati “disastrosi” e la successiva soluzione temporanea.

Siamo autorizzati a mantenere l’Itis così com’è oggi per un anno scolastico più un altro anno, soltanto qualora vi sia l’inizio dei lavori di costruzione” ha detto.

Il consigliere ha poi contestato le modalità di comunicazione del Comitato: “Ho appreso con amarezza della sua esistenza alle 22.15 del 5 novembre del 2018, quando la Cgil ci ha comunicato che avrebbe disertato la riunione del giorno successivo proprio sull’Itis di Verzuolo, allegandoci il documento in questione”.

“COMUNICAZIONE MAI ARRIVATA ALLA PROVINCIA”

Proprio sulla lettera del Comitato, sottoscritta da tanti cittadini verzuolesi, si è aperto il primo dibattito della serata. “L’abbiamo consegnata a mano al sindaco e poi inviata a Provincia e Regione” dirà Aldo Galliano, primo direttore dell’Istituto agrario di Verzuolo e promotore del Comitato. “Controllerò al protocollo della Provincia – ha invece ribadito la Rinaudo – perché a me non è mai arrivato nulla”.

“IL VECCHIO ITIS POTREBBE CROLLARE IN CASO DI TERREMOTO”

L’edificio di via don Orione – queste le parole di Galliano – è stato abbandonato quasi dovesse crollare da un giorno all’altro: ci sono una piazza, una via e uffici pubblici a fianco, senza il minimo avviso alla popolazione”.

Su questo aspetto i funzionari hanno rimarcato come l’edificio non sia in pericolo di crollo imminente, ma anche che “i numeri e le percentuali del calcestruzzo, dove il minimo è fissato a 200, in alcune parti dell’edificio arrivano appena a 30. I materiali utilizzati – è stato detto testualmente – fanno proprio schifo.

Se l’edificio fosse in pericolo di crollo sarebbe già stato transennato, ma di certo se ora si verificasse un terremoto leggermente più forte la struttura può venir giù

PERCHE’ NON IN VIA XXV APRILE?

È il punto su cui Comitato ed i cittadini hanno insistito per tutta la sera: l’area di via XXV Aprile, di proprietà comunale, avrebbe potuto esser ceduta alla Provincia, in modo tale da partecipare al bando (per ottenere punteggio il terreno deve esser di proprietà diretta dell’Ente provinciale).

Gianfranco Marengo, ex sindaco e docente dell’agrario da 32 anni: “A dir tanto entro 60 giorni il Comune poteva approvare una cessione alla Provincia.

Una nuova scuola sulla collina dell’Agrario porta con sé problematiche legate a viabilità, fognatura, acquedotto, tempi più lunghi di costruzione, maggiori costi (costruire in collina costa di più che costruire in pianura), senza contare il grave danno all’Istituto agrario, privato di terreni che sono strumento di didattica.

Entrambi gli Istituti sono penalizzati nei rispettivi sviluppi futuri”.

“L’ITIS DI VERZUOLO NON È SOTTO RICATTO”

Non siamo davanti ad un ricatto. L’Itis non rischia di esser portato via da Verzuolo: la programmazione della rete scolastica compete alla Provincia. Dobbiamo però garantire strutture scolastiche che abbiano funzioni igienico sanitarie a norma” ha detto la Rinaudo, rumorosamente contestata dalla platea.

Il consigliere provinciale però ha aggiunto: “Se non va bene questa progettualità, con i soldi del bando finanzieremo altri Istituti, abbiamo l’imbarazzo della scelta, consapevoli che se entro due anni non troviamo soluzioni alternative l’Itis verro spostato da Verzuolo”.

“NON POSSIAMO PRENDERE IL PROGETTO E SPOSTARLO SU VIA XXV APRILE”

Ciò che i funzionari hanno rimarcato con forza è che non si può “prendere il progetto e sbatterlo sull’area di via XXV Aprile: l’opera è stata pensata, studiata e calcolata per il tipo di terreno della collina.

Se si cambiasse l’area dovremmo procedere con un nuovo progetto”.

“CONTESTIAMO LA SCELTA, NON IL PROGETTO”

Le contestazioni maggiori da parte della cittadinanza e del comitato sono state rivolte alla scelta della Provincia di realizzare la scuola in collina. “Non abbiamo nulla da eccepire sul progetto, fatto bene. - è stato detto – Ma la Provincia ha assunto una decisione, in piena autonomia, che ha pesanti ripercussioni sul paese

I COMMERCIANTI: “VERREMO FORTEMENTE PENALIZZATI

Alberto Anello, ex Amministratore verzuolese, ex consigliere provinciale e titolare di un esercizio commerciale in pieno centro, ha parlato a nome dei commercianti: “Non ci rimetteranno di certo coloro che vendono lavatrici o gioielli, come me.

Ma pensiamo a cartolibrerie o panetterie: chi verrà a scuola all’Itis di Verzuolo verrà portato in collina, e da qui ripartirà per andare a casa, senza più vedere il centro paese. Non metto in dubbio che tu, Milva, hai fatto il tuo dovere di consigliere provinciale, ma questo non coincide con il bene di Verzuolo.

Bisognava fare programmazione e progettazione a suo tempo, ma in questo Comune la programmazione latita”.

“GIOCHIAMOCI L’ULTIMA CARTA CON LA REGIONE”

I cittadini hanno chiesto di tentare il tutto e per tutto, con un incontro in Regione Piemonte, per vagliare la possibilità di un cambio di terreno sul quale erigere il nuovo Itis.

Lo ha chiesto Marengo: “Quando due litigano ci va un arbitro, la Regione”. Lo ha chiesto Anello: “Giocherei la carta della Regione”.

Con questo bando non si gioca – la risposta della Rinaudo – e ripeto: se cambiamo i dettagli del progetto, perdiamo il finanziamento, che andremo a utilizzare per i 19 altri Istituti della Provincia che ne hanno bisogno”.

Dal pubblico, i cittadini si sono rivolti al sindaco, Giancarlo Panero (presente in sala ma mai intervenuto nel dibattito): “Sindaco, ci affidiamo a lei. Capiamo la scelta del Comune di accodarsi al progetto pur di non perdere l’Itis, ma ora valuti la possibilità con la Regione: se ci sono delle possibilità, facciamocene carico”.

 

Nicolò Bertola

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