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Ad occhi aperti | 23 febbraio 2019, 14:00

Lasciamo fare agli artisti - Nijole

Cosa voglio dire, forse che per gestire bene un paese è necessario lasciar fare a chi capisce e pratica l’arte? No, sarebbe una follia. In teoria

Nijole e Antanas

Nijole e Antanas

Nijole” è un docu-film del 2018 di produzione italo-lituana realizzato dal regista cuneese Sandro Bozzolo.

Il documentario presentato in anteprima alla 61^ edizione del Festival di Leipzig per documentari e film animati racconta la figura - purtroppo tutto tranne che conosciuta - di Nijole Šivickas, importante artista della ceramica lituana emigrata a Bogotà, madre del sindaco Antanas Mockus, autore di una vera e propria rivoluzione culturale e legale nella capitale della Bolivia. 

Non sarebbero pochi gli argomenti specifici di cui parlare, alla fine di questa (per me) pesante ma soddisfacente settimana, e praticamente tutti hanno come sottofondo l’attuale situazione politica del nostro paese. Quindi, perché non parlare - senza farlo davvero, nella migliore tradizione della nostra rubrica - dell’attuale situazione politica del nostro paese?

Problema: come spesso succede TUTTI hanno già detto di TUTTO sulla condizione politica, quasi clinicamente stupefacente, in cui versa l’Italia da un po’ di tempo a questa parte (scegliete voi da quanto). 

Il punto, per me, è diventato quindi il come parlarne. E una serie di coincidenze mi ha portato a scoprire questo documentario e la mostra collegata al Museo della Ceramica di Mondovì (sempre con protagonista Nijole Šivickas), ma soprattutto al peso che il pensiero e la produzione artistica della lituano-boliviana ha avuto nella vita politica del figlio Antanas Mockus. 

Quello di Mockus - specchio del modo di vivere e di essere di Šivickas - è un esempio di amministrazione davvero peculiare, soprattutto in una città come quella che era Bogotà verso la fine degli anni ‘90... a cui guardare però con interesse. 

Nel corso della sua esperienza come sindaco, Bogotà ha affrontato una riduzione del tasso di omicidi di oltre il 70% e di quello degli incidenti stradali di oltre il 50%; inoltre ha permesso l’arrivo in tutte le case dell’acqua potabile e il 95% di esse ha raggiunto un servizio di fognatura funzionante. Quando si è trovato a dover chiedere ai residenti di Bogotà di pagare il 10% di tasse in più, circa 63mila persone hanno accettato di buon grado. 

Durante i suoi due mandati Mockus ha sostituito alcuni membri corrotti della polizia locale con un vero e proprio esercito di mimi e attori teatrali assunti proprio per gestire il traffico in sicurezza ed esprimersi in libertà; inoltre, ha istituito una “Notte Senza Uomini” in cui ai cittadini di sesso maschile veniva chiesto espressamente di rimanere a casa a badare alla famiglia e organizzati eventi specificamente dedicati alla popolazione femminile. 

Insomma una rivoluzione artistica nella capitale di un paese che nel corso della sua storia ne aveva già viste diverse. 

Cosa voglio dire, forse che per gestire bene un paese è necessario lasciar fare a chi capisce e pratica l’arte? No, sarebbe una follia. In teoria.

simone giraudi

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