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Bra e Roero | 13 marzo 2019, 21:16

A Pollenzo si rinnova l'impegno di aziende, enti e istituzioni sostenitrici delle borse di studio

Università di Scienze Gastronomiche: “Un impegno quindicennale di 9,5 milioni di euro per garantire il diritto allo studio a studenti di tutto il mondo: 3 milioni grazie all’impegno dei sostenitori”

A Pollenzo si rinnova l'impegno di aziende, enti e istituzioni sostenitrici delle borse di studio

L’Università di Scienze Gastronomiche si conferma un piccolo ateneo ad alto tasso di biodiversità studentesca, attenta alla passione e al merito dei propri studenti provenienti da tutti i continenti.

Lo si è nuovamente evidenziato mercoledì 13 marzo sotto le volte neogotiche dell’Aula Magna di Pollenzo, che ha ospitato la Cerimonia per i Sostenitori delle Borse di Studio dell’ateneo e l’incontro con gli studenti borsisti beneficiari.

Ad aprire il pomeriggio è stato il rettore Andrea Pieroni: “Il filantropismo è il motore vero che tira le fila di tante cose nel mondo. Ma le borse di studio dell’UNISG sono una cosa che va oltre il filantropismo. Nel SDG n° 4 delle Nazioni Unite (Sustainable development goals) relativo all’educazione c’è una parola importante: l’inclusione. Questo perché allarga l’orizzonte e porta nella piattaforma educativa visioni altre. Oggi l’università ha bisogno di essere una sinfonia che si crea tutti insieme in maniera coordinata: dove si faccia spazio a tutte le voci altre. Inoltre importante è il concetto di lifelong learning: ovunque voi siate in altri paesi o altri percorsi, ricorderete di aver avuto la possibilità di studiare qui in Europa. Questo sarà dirimente nei vostri rapporti futuri e per poter contribuire ad aiutare altri nell’accesso allo studio”.

Gabriele Cena, responsabile delle Relazione Esterne UNISG ha quindi illustrato i dati chiave: “In 15 anni più di 260 studenti di oltre 40 nazionalità hanno beneficiato delle Borse di Studio create dall’Università di Scienze Gastronomiche: il 10% del totale degli iscritti. Dal 2004, anno della fondazione, ad oggi l’UNISG ha investito oltre 9,5 milioni di euro – di cui il 30% grazie al contributo di aziende, fondazioni istituzioni e privati – in Borse di Studio”.

L’impegno e la volontà dei 47 sostenitori sono dunque fattori fondamentali per consentire l’accesso ai corsi UNISG a nuovi studenti, contribuendo alla formazione di una nuova generazione di gastronomi: protagonisti dello sviluppo locale nel proprio paese d’origine e promotori di un cambiamento culturale e politico realizzato attraverso il cibo.

Nell’anno accademico 2018-2019 il progetto delle Borse di Studio conta un totale investimento di oltre 865.000 € per 62 studenti borsisti (con 42 sono le borse di studio totali erogate e 20 quelle parziali) provenienti da 29 paesi così suddivisi in percentuale: 34% dall'Italia, 21% da altri paesi d'Europa, 19% dall'Africa, 16% dall’America e il 10% dall'Asia.

In particolare i borsisti provengono da 29 nazioni: Albania, Argentina, Austria, Brasile, Bulgaria, Cile, Cuba, Danimarca, Ecuador, Etiopia, Germania, Giappone, India, Israele, Italia, Kenya, Messico, Perù, Russia, Senegal, Siria, Stati Uniti, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Tanzania, Turchia, Uganda, Venezuela.

Sono quindi intervenuti alcuni giovani borsisti, studenti attuali e passati, che hanno portato la loro testimonianza.

Dal Senegal, ha preso la parola Cheikhna Thiam, iscritto al terzo anno del corso di Laurea Triennale, con una precedente esperienza di imprenditore nel campo dello sviluppo sostenibile e dell’agricoltura e produzione locale nel suo paese d’origine: "Sono grato perla vostra generosità, che mi ha permesso di realizzare il mio sogno in un luogo che promuove una visione del mondo coerente con la mia. La sovranità in generale comincia da quella alimentare: poter produrre e avere accesso al cibo di cui hai bisogno. Venire qui a Pollenzo mi dà gli strumenti per fare queste cose. E’ una università che mette al centro l’umano: si studia il diritto, l’ecologia del diritto, la produzione agricola e l’agroecologia, le relazioni tra il cibo e le persone. Questo per me non è solo l’opportunità di avere una educazione, ma mi apre il cuore e mi dà speranza. I ragazzi che passano da Pollenzo dopo tre anni sono cambiati. Pollenzo ti fa diventare migliore. Ti fa vedere il mondo in un altro modo”.

 

Quindi è stato il turno di Valeria Merlo, dall’Ecuador, che ha beneficiato di una borsa di studio e attualmente lavora da Eataly a Torino: “Sin da ragazzina ero interessata all’agricoltura e al cibo. A 16 anni sono andata a studiare nel Collegio del Mondo Unito in Costarica. Qui ho saputo dell’Università di Pollenzo, una realtà che racchiudeva tutto quello che cercavo. Per me è meraviglioso che ci sia una università internazionale in Italia dedicata al cibo. Dopo la laurea sono andata in Germania dove ho aperto un ristorante con altri miei compagni di corso e ora, da un anno e mezzo, sono da Eataly come food buyer e lavoro con chef di tutta Italia e Europa. Qui posso utilizzare le conoscenze acquisite all’Università per cercare e valorizzare i prodotti”.

Con un collegamento video dal Brasile Diego Silva Dos Santos, laureato nel 2018, dove è rientrato ed opera come docente in una scuola di cucina con finalità di recupero sociale per giovani in difficoltà, ha salutato i presenti e ringraziato per il supporto ricevuto.

Abdallah Khezraji,  presidente della cooperativa Hilal di Treviso che si occupa gestione di servizi sociali e culturali orientati all’accoglienza, ha ricordato come sia importante restituire quanto si è avuto, aiutando a proprio turno gli altri.

Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC: “La nostra provincia ha una ricchezza in più: poter contare sulle fondazioni bancarie. Noi quindi abbiamo il dovere di ridistribuire la ricchezza del nostro notevole patrimonio. L’UNISG è destinataria di contributi importanti, ma non solo: è una partner importante coinvolta in tanti dei nostri progetti, come quello sull’agroalimentare. Pollenzo ospita scambi di culture e progettualità. Questo è il suo valore più grande”.

Ha quindi preso la parola Marta Cotarella, direttrice e co-fondatrice della scuola di alta formazione Intrecci: “Spesso si pensa allo studio come un dovere. Ma prima di tutto è invece un diritto. In Italia dove l’enogastronomia è così rilevante è important il coraggio di intraprendere nuovi percorsi formativi e nuove professioni in questo campo".

Ha chiuso l’incontro Silvio Barbero, vice presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche: “Chi sostiene le borse di studio deve vedere questo anche come un investimento. Certo ci deve essere una visione etica, del dono. Ma investire su questi giovani è investire nel futuro nostro e dei nostri figli. I ragazzi che sono qui sono quelli che possono cambiare il mondo del cibo. In questo mondo della finanza non così facile, è importante investire sulla formazione. A chi dice che siamo l’Università più cara in Italia, vorrei ricordare i numeri che abbiamo presentato oggi. Non credo ci siano molte altre università private che investano così tanto, pur prendendo come contributi statali solo un 2%. Noi puntiamo sulla qualità e l’eccellenza della didattica. Questo costa e noi non rinunciamo a garantire il diritto allo studio, anche grazie all’aiuto di molti sostenitori. Noi convintamente vogliamo portare avanti questa proposta educativa.”.

L’impegno dell’ateneo e dei sostenitori ha permesso e continua a permettere di avere a Pollenzo una comunità internazionale e multiculturale: un valore che completa e arricchisce l’esperienza didattica di tutti gli studenti!

In virtù di questa grande rappresentanza di nazionalità, gli studenti borsisti sono stati gli ideatori di una cena conviviale per i Sostenitori delle Borse di Studio e realizzata dagli chef delle Tavole Accademiche, che ha chiuso la giornata.

Il menù è stato pensato per rappresentare le identità e le storie degli studenti e facilitare l’incontro e lo scambio tra sostenitori e studenti.

I ragazzi hanno accolto gli invitati nelle Tavole Accademiche illustrando la scelta e il significato dei piatti che rappresentano i vari continenti da cui provengono gli studenti stessi.

Si è aperta la cena con l’Asia, portando in tavola una zuppa, il Dashi, a base di funghi e verdure. Quindi è stata la volta di un piatto in condivisione con varie piccole portate che raccontava l’America, dal sud al nord: empanadaspao di queijomanioca fritta e tater tots.

Successivamente è stato il turno dell’Africa, con riso Jolof, speziato e aromatico, accompagnato da pesce.

Infine si è chiuso con l’Europa, racchiusa in un dessert: il Baumkuchen con mousse di frutti rossi.

Redazione

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