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Altri sport | 28 marzo 2009, 10:07

Cuneo: incontro con il celebre alpinista Walter Bonatti

Cuneo: incontro con il celebre alpinista Walter Bonatti

Oggi alle 17, nell'ambito del 'Festival della Montagna 2009', sarà a Cuneo (Sala B della Provincia) Walter Bonatti, uno dei maggiori esponenti dell'alpinismo classico del XX secolo: nell'incontro “Un grande alpinista si raccontaâ€, con il giornalista Sandro Filippini (capo redattore 'Varie' de La Gazzetta dello Sport e vice capo redattore di Sportweek), Bonatti parlerà della sua formazione, le imprese, le esplorazioni e proporrà riflessioni sulle derive dell'alpinismo contemporaneo.

 

Nato a Bergamo il 22 giugno 1930, Walter Bonatti si afferma, fin da giovanissimo come uno dei più grandi alpinisti del suo tempo. A 19 anni ripete la parete Nord-Ovest del Pizzo Badile, la Ovest dell'Aiguille Noire de Peuterey e la via Cassin sulla Nord dello Sperone Walker nelle Grandes Jorasses. Nel 1951 conquista, insieme a Luciano Ghigo, con una scalata che rivoluziona i concetti di arrampicata artificiale la parete Est del Grand Capucin. Nel 1953, scala con Carlo Mauri la Nord della Cima Ovest di Lavaredo in prima invernale e con Roberto Bignami, sempre in prima invernale, apre la diretta della Cresta Fürggen sul Cervino. Partecipa quindi, nonostante la giovane età, alla spedizione al K2 (1954) destinata a lasciare una traccia amara nella sue vita con polemiche e discussioni che si sono trascinate per anni, anche nei tribunali, e chiarita definitivamente soltanto lo scorso anno.

 

Dopo il K2, per Bonatti ecco la mitica solitaria (sei giorni) sul Petit Dru (da allora i francesi hanno chiamato Bonatti il Pilone da lui salito) e, dopo la drammatica invernale allo Sperone Moore, sul Monte Bianco, con Mauri nel '58 compose la cordata di punta nella spedizione guidata da Riccardo Cassin che realizzò la prima ascensione al Gasherbrum IV (7.929 m), fantastica vetta del Karakorum (Pakistan). Alternò quindi l'attività sul Monte Bianco con le spedizioni extraeuropee (Patagonia e Ande Peruviane). Dopo l’ascensione del Pilone Centrale del Frêney (Monte Bianco), nel luglio del 1961, che riporta l’alpinista al centro di nuove polemiche, nel 1965 il capolavoro che chiuse, per sua decisione, la carriera di Bonatti: una impressionante via nuova, diretta, invernale e in solitaria, sulla Nord del Cervino. Bonatti si è poi dedicato ai reportage fotogiornalistici di viaggi avventurosi (per molti anni ha collaborato con il settimanale Epoca, costituendone un vero punto di forza) e ha scritto una ventina di libri di grande successo.

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