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Motori | 18 agosto 2011, 09:12

Tour delle Alpi Marittime con le moto d'epoca per una due giorni da ricordare

Parecchi i colli attraversati, da una quindicina di amici in sella ai loro vecchi mezzi

Remo Sarale, con il motocarro Moto Guzzi Ercole 500

Remo Sarale, con il motocarro Moto Guzzi Ercole 500

Un appassionato di moto d’epoca di Vignolo, Flavio Chiapale, da alcuni anni covava l’idea di effettuare un tour lungo i passi delle Alpi cuneesi con le vecchie signore a due ruote.
Si è allora dato da fare, studiando minuziosamente percorsi e tappe finché, finalmente, quest’anno è riuscito nel suo intento, organizzando quanto da lui sognato, negli ultimi giorni del mese di luglio e precisamente il 30 e 31.
Si tratta di una due giorni, per la quale Chiapale aveva previsto cena e pernottamento ad Elva, calcando con le amate due ruote le panoramiche strade che offrono le montagne del cuneese, con un piccolo sconfinamento nella vicina Francia.

Peccato solamente che la risposta degli appassionati di moto d’epoca sia stata un po’ debole, costringendo il volenteroso vignolino a cercare rinforzi tra gli amici in possesso di moto più recenti, per poter raggiungere il numero di partenti che si era prefissato: quindici, non molto impegnativo da gestire. Terminati i saluti di rito, la partenza è avvenuta puntuale alle ore 9,00 del sabato a Borgo San Dalmazzo, dove era stato fissato il luogo dell’appuntamento, in una giornata dalle condizioni atmosferiche buone, con direzione Valdieri, dove è stata affrontata la salita alla Madonna del Colletto, al cui culmine è stata effettuata una breve sosta, prima di buttarsi nella discesa che porta a Festiona, da cui ci si è diretti verso Demonte dove, voltando a destra, si è imboccata la salita che porta, attraverso una strada stretta e tortuosa, ma molto panoramica, al Colle Fauniera.
Qui giunti è stata effettuata una breve sosta per poter ammirare il monumento dedicato a Pantani e le montagne che lo circondano, anche per poter permettere il riordino del gruppo.
E’ poi iniziata la lunga discesa verso Castelmagno, dove i motociclisti hanno trovato ristoro presso il bar del Santuario, nei cui pressi il gruppo si è fermato per il pranzo al sacco, allietato dalla fisarmonica di Domenico, più conosciuto come “Principe”.
Inforcate nuovamente le moto, i protagonisti del tour si sono diretti verso Valgrana, affrontando la salita che porta a Montemale e la successiva discesa verso Dronero, con meta San Michele di Prazzo, luogo dove era previsto l’appuntamento con un amico comune per un buon bicchiere di vino. Nell’avvicinarsi alla meta le condizioni atmosferiche sono purtroppo precipitate: è iniziato a piovere violentemente ed è anche caduta la grandine, mettendo a dura prova conduttori e motociclette.

Nonostante il maltempo, dopo la sosta, i motociclisti, risaliti sui loro mezzi, sono tornati indietro e, giunti al bivio di Stroppo, essendo la strada del Vallone chiusa per lavori, hanno preso la lunga e tortuosa strada che porta sino ad Elva, raggiunta verso le ore venti, dove li aspettavano i gestori della Locanda San Pancrazio per la cena ed il pernottamento.
I motociclisti erano tutti infreddoliti ed anche la fisarmonica, che aveva purtroppo subito le intemperie, non ne voleva sapere di suonare ma dopo parecchie cure e riscaldamenti lo strumento ha deciso di riprendere a funzionare, accompagnando tutti gli astanti sino a tarda notte.
Al mattino della domenica, verso le 7,30, ora prevista per la partenza,  faceva molto freddo, con temperature di pochi gradi sopra lo zero, tanto che l’olio occorrente per il rabbocco dei motori delle moto più vecchie, non ne voleva sapere di uscire dai recipienti.
Si è allora provveduto facendosi consegnare dalla gestrice della locanda una bacinella contenente acqua calda, per poter ovviare all’inconveniente.
Rimessisi tutti in marcia, si è affrontata l’ulteriore salita che porta al Colle di Sampeyre (2.284 metri), per poi scendere, attorniati dalla nebbia, lungo la strada, quasi tutta in sottobosco e con visibilità ridotta, che porta a Sampeyre, dove i motociclisti hanno effettuato una sosta.
Naturalmente la loro presenza ha destato molta curiosità da parte dei turisti presenti in occasione della festa locale (alla quale era presenta anche la banda musicale), i quali hanno tempestato di richieste di informazioni e di fotografie, soprattutto con il motocarro Ercole della Moto Guzzi, gli ancora infreddoliti protagonisti, che si sono prestati di buon grado.

Prima di poter concludere degnamente la “due giorni”, è stato richiesto ai protagonisti ancora un lungo sforzo, per dover affrontare altre salite, con l’arduo Colle dell’Agnello (2.748 metri), la discesa verso Guillestre, l’ascesa al Vars ed in seguito al Colle della Maddalena, dove il gruppo ha effettuato una sosta per il pranzo, consumato presso il Ristorante del Lago.
Poi il ritorno verso casa, conclusosi verso le 17,30 presso il punto di ritrovo del sabato, stanchi ma con gli occhi pieni degli scenari da favola che ha offerto il panoramico percorso, che al termine sfiorava i quattrocento chilometri, affrontati da un motocarro Ercole 500 della Moto Guzzi, da una Airone Sport 250, da tre Superalce 500, da una V7 e da due Bianchi MT61, alle quali si sono affiancate alcune moto più recenti: Honda, Yamaha, Suzuki ed Harley Davidson e da un gruppo di motociclisti che ha rinsaldato, in questa occasione, la  propria amicizia.
Un gruppo eterogeneo, proveniente da diverse località della Provincia di Cuneo, che ha visto tra i protagonisti Giovanni Bossa, di Demonte che, nonostante le settantatré primavere, ha retto alla grande la dura due giorni, meritandosi i complimenti da parte di tutti mentre tra le moto, che hanno affrontato, insieme ai loro conduttori un elevato dislivello altimetrico, non si è verificato alcun inconveniente, se non il surriscaldamento della frizione di una delle moto meno datate.  

Dario Malabocchia

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