Si espande a macchia d’olio lo scandalo “Calcio Scommesse” che sta facendo tremare il mondo del pallone nostrano dalla A alla Lega Pro.
Dopo gli arresti illustri di Cristiano Doni (ex Atalanta), Luigi Sartor (ex Inter, Parma,Roma), Filippo Carobbio (giocatore dello Spezia) e Carlo Gervasoni sono stati tirati in ballo nomi di altri giocatori di serie A e B.
E’ stato proprio il “superpentito” Gervasoni, deponendo davanti al PM Roberto Di Martino, a vuotare il sacco raccontando di alcune combine e facendo i nomi dei presunti giocatori coinvolti.
Nell’elenco compare anche il cuneese Simone Bentivoglio, attualmente tesserato per la Sampdoria in serie B, che secondo Gervasoni sarebbe stato contattato da Carobbio per pilotare il risultato di Palermo-Bari dello scorso campionato (Bentivoglio giocava nel Bari, ndr) insieme ad altri compagni di squadra.
Queste le parole agli atti del PM rilasciate da Carlo Gervasoni nell’interrogatorio: “Secondo quanto mi riferì Gegic (ex giocatore del Chiasso e considerato uno dei capi dell’organizzazione, ndr), era stato Carobbio a mettersi in contatto con i giocatori del Bari o con qualcuno vicino. Mi riferì che erano stati corrotti Padelli, Bentivoglio, Parisi, Andrea Masiello e Rossi. Il risultato concordato non venne raggiunto in quanto Miccoli sbagliò il rigore che era stato volutamente provocato. Miccoli non sapeva della combine”.
Occorre precisare, dunque, che Gervasoni pronuncia il nome del centrocampista cuneese solamente su parole riferitegli da Gegic, senza essere certo del suo reale coinvolgimento.
In quella partita Bentivoglio portò in vantaggio la compagine barese, ma la sfida viene ricordata per il clamoroso errore dal dischetto di Fabrizio Miccoli che tentò il ‘cucchiaio’ con il portiere fermo immobile a centro porta. Secondo Gervasoni, dunque, dietro a quella partita ci sarebbe molto di più.
Non bisogna, però, giungere a conclusione affrettate e dar tempo alla magistratura di svolgere le indagini di routine. E’, comunque, possibile che Bentivoglio venga interrogato dal PM per sapere la sua versione dei fatti.














