Vignolo, 27 maggio. Una giornata non propriamente bella, minacciata dalla pioggia, caduta brevemente nel pomeriggio, non ha scoraggiato i partecipanti all’undicesima edizione del Raduno Vignolino, riservato ad auto e moto d’epoca con almeno venti anni sulle ruote, organizzata dalla Pro Loco di Vignolo. Automobilisti e motociclisti hanno iniziato ad affluire sulla Piazza Grande di Vignolo già verso le 8,30 ed ancora prima della partenza per il giro turistico in Valle Stura, c’era ressa al tavolo delle iscrizioni, complici anche alcuni problemi "tecnici”, che hanno costretto alcuni alla rinuncia.
All’atto dell’iscrizione, i partecipanti, che sono stati omaggiati di un portachiavi e di una giacchetta impermeabile messa a disposizione dalla Mobili Bensa di Vignolo, erano invitati a sorseggiare il caffè offerto dagli organizzatori.
Poco prima delle undici, il serpentone multicolore di auto e moto si è diretto verso Demonte, dove la locale Pro Loco aveva allestito, come già avvenuto negli scorsi anni, un rinfresco, apprezzato da conduttori ed accompagnatori. Dopo il pranzo, preparato dall’attivissimo staff della Pro Loco Vignolo, al quale erano presenti un centinaio di persone, sono stati estratti a sorteggio numerosi gadget messi a disposizione da alcuni sponsor, poi è stata la volta delle premiazioni.
I premi sono stati assegnati alle moto ed alle auto più vecchie presenti sulla piazza, tutte perfettamente funzionanti, iniziando dalla più vecchia in assoluto, una Moto Guzzi 500 GT 16 del 1931, di proprietà di Bruno Pettavino di Robilante, al quale è stato consegnato da Fabrizio Massa, suscitando attimi di emozione tra i presenti, il “Memorial Diego Massa”, dedicato al fratello, prematuramente scomparso due anni or sono.
Altre coppe sono andate ad una Sertum 250 del 1935, appartenente a Giovanni Bossa di Demonte ed a due Moto Guzzi 500 Superalce, entrambe del 1951, condotte dai vignolini Flavio Chiapale e Pietro Porcu.
Si è poi passati alle auto, con la consegna del trofeo del Comune di Vignolo da parte dell’Assessore Fiorentino, alla FIAT 1100 A del 1939, appartenente a Valerio Dalmasso di Boves e di una coppa andata ai fratelli Valter e Gianpiero Brondello, che hanno esposto due FIAT 500 C Belvedere: una del 1951 e l’altra del 1952.
Un altro riconoscimento è stato consegnato alla Lancia Appia del 1958 condotta da Bruna Isoardi di Cuneo, mentre un premio speciale è stato infine consegnato agli sfortunati coniugi Anna e Giobatta Damonte, provenienti da Cogoleto, giunti sulla Piazza di Vignolo a bordo di un carro attrezzi, in quanto la loro FIAT 500 ha avuto un problema meccanico nei pressi di Confreria.
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