Gent.mo direttore,
La riforma Fornero è riuscita ad affossare chi quotidianamente vive il disagio della disabilità.
Non solo chi ha svolto attività di solidarietà donando il sangue dovrà aspettare qualche mese in più per godersi la pensione ..ma chi ha ottenuto dei “benefici” ( di cui ne ne faremmo veramente a meno….) ai sensi della Legge 104 per poter stare vicino ai propri figli dovrà aspettare altri anni prima di andare in pensione. Altro che pensione anticipata, per la quale ci siamo da sempre battuti, a favore di quelle persone che oggi risultano sempre più invisibili davanti a queste istituzioni che continuiamo a mantenere …senza che questi sappiano dare risposte alle persone maggiormente esposte , ancor di più in un periodo drammatico come quello attuale.
Per un genitore con un figlio disabile, significa che se lo stesso ha fruito di due anni di congedo dovrà lavorare due anni in più per maturare quel diritto, e se non lo fa incorre in penalizzazioni di trattamento.
Il lavoratore, di età inferiore ai 62 anni, per non subire penalizzazioni, deve raggiungere i 42 anni e 2 mesi di contribuzione effettiva (41 e 2, se donna). Se i permessi lavorativi, i congedi o altre assenze, non consentono di raggiungere quel limite minimo, dovrà proseguire il servizio effettivo fino al raggiungimento del limite prescritto o attendere il raggiungimento dell’età utile per il pensionamento di vecchiaia. (fonte Handylex)
Oltre il danno di dover vivere le difficoltà giornaliere della disabilità di un figlio, la beffa , in quanto alla fine quello che era ipotizzato come un aiuto, viene fatto pesantemente ripagare.
Adesso solo un intervento normativo potrà sanare questa situazione, non c’è altra strada.
Invito i parlamentari cuneesi ad affrontare con energia questa situazione, dando risposte a chi non chiede privilegi, ma cerca di far valere i propri diritti…quelli che fino ad oggi sono stati calpestati !!
Cordiali saluti,
Fabio Di Stefano (Consigliere provinciale gruppo misto )













