Un 31enne, Andrea Momberto, eletto sotto la bandiera di “Città democratica”, addirittura presidente del Consiglio Comunale. Una 18enne Giulia Maccagno, studentessa al quarto anno del liceo classico “Bodoni” di Saluzzo, eletta nella lista “Una città da amare” con una messe (stante l’età) di consensi personali, che raggiunge i banchi di maggioranza della stessa assise cittadina. E poi le affermazioni personali di Davide Debernardi (19 anni e ben 114 preferenze), Paolo Demarchi (31 anni, 97 preferenze), Francesca Chiara (25 anni, 75 preferenze) e Giulia Coccolino (20 anni, 69 preferenze). C’è indubbiamente un voglia di “giovani” a Saluzzo. Dove peraltro ci sono giovani che hanno voglia di Politica(la scriviamo volutamente con la P maiuscola), di occuparsi della cosa pubblica.
La maggioranza che fa quadrato intorno al neo sindaco Mauro Calderoni ne ha “premiati” due. Saprà fare lo stesso anche la coalizione che ha sostenuto e sostiene Carlo Savio oppure cadrà nella tentazione quando non nel “vizietto” (in passato comune a tutti) di farli… maturare per altri 5 anni, peraltro dopo averli ritenuti “maturi” candidandoli e sfruttandone le loro "borracce" elettorali?
Saranno i prossimi giorni a dirlo. Giorni in cui verranno decisi i nomi di coloro che daranno corpo ed anima alle Fondazioni cittadine: l’Amleto Bertoni e la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale (la cui presidenza parrebbe ormai essere assegnata al 48enne Luca Ellena, di “Città democratica”).
Se si considera che la prima delle due è palesemente la più legata e vicina al mondo giovanile, ecco che allora potrebbe prendere corpo – per il posto che al suo interno spetta di diritto alle minoranze – la candidatura di Davide Debernardi.
Diciannove anni, studente del corso di Laurea in Filosofia a Torino, diplomatosi al Liceo Scientifico Bodoni di Saluzzo, ex Presidente della consulta provinciale degli studenti della circoscrizione Saluzzo-Savigliano, membro attivo dell’Associazione “Liberalmente giovani”, come Giulia Maccagno radici ben piantate nel mondo parrocchiale dove da sempre collabora con le attività dell'Oratorio don Bosco, del Duomo e dell'Azione Cattolica a livello diocesano. Sportivo e appassionato di basket, tifosissimo dell’Inter è membro del Circolo filatelico- numismatico di Saluzzo, uno dei più vecchi e prestigiosi d'Italia, dove milita come appassionato collezionista di monete antiche e cimeli storici.
Davide Debernardi pare insomma avere tutte le peculiarità per entrare a pieno titolo nel CdA della Fondazione Bertoni: a cominciare dall’età, per continuare con la passione, la voglia di fare e, forse il gradimento dell’opposizione. E per finire con un dato numerico non certo di secondo piano: le 114 preferenze ottenute (appena 4 in meno di quel mostro sacro che era e resta il capolista Danilo Rinaudo) che lo rendono il primo escluso “disponibile” a ricoprire tale incarico, stante la non eleggibilità di Fulvio Bachiorrini, stoppato da quella “Legge Severino” che vieta l’accesso a Enti e Società partecipate a chi ha ricoperto ruoli da assessore o consigliere comunale negli ultimi 2 anni.
“Mi sono candidato affinché, vincendo, vedessi realizzate le idee che avevo in mente per i giovani saluzzesi. Non ho vinto, non abbiamo vinto, ma le idee mi son rimaste e sono ancora li che aspettano di essere realizzate! Se ci fosse bisogno, io ci sono” ci dice dopo mille insistenze. Ma sa che la scalata sarà irta e difficile. E che in un mondo – quello della politica - fatto di vecchi marpioni, a volte, neppure sgomitando ci si riesce a farsi largo.













