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Al Direttore | 05 febbraio 2026, 18:10

Sturlese su emergenza casa: "A Cuneo 6.500 alloggi vuoti. La proprietà deve avere una funzione sociale"

Il consigliere di Cuneo per i Beni Comuni: "Incentivi, strumenti autoritativi e patti di collaborazione per superare l'inerzia dei proprietari"

Il consigliere comunale Ugo Sturlese

Il consigliere comunale Ugo Sturlese

Riceviamo e pubblichiamo:

"In molte città, specialmente grandi e medie, il 20% degli alloggi rimane inabitato: a Cuneo circa 6.500 gli alloggi non abitati su un totale di 32.200.

Siamo quindi in presenza di un'emergenza a lungo dimenticata, che giustamente il nostro Comune ha deciso di affrontare.

Sappiamo che il 70% degli italiani vive in casa di proprietà, ma rimangono fuori i cittadini più marginalizzati, i disabili, gli immigrati.

Si aprono su questo tema delicate questioni di diritto, o meglio, dei diversi diritti, che, anche in tempi di negazione o addirittura di fosche affermazioni di morte del diritto, dobbiamo saper contemperare da una parte il diritto di proprietà, tutelato dall’Art.42 della Costituzione, ma con precisi limiti (modifiche alla Costituzione 2022) (l'iniziativa economica privata è libera ma non deve contrastare con l'utilità sociale, né arrecare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana),e dall’altra il diritto ambientale, in accordo con l’Art.9 modificato (tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell'interesse delle future generazioni).

Ovvio quindi che dobbiamo porre l’indicazione di uno sviluppo del parco abitazioni che sia centrato sul recupero della vasta area del non uso, piuttosto che su un’espansione del consumo di suolo dedicato alle nuove abitazioni. In questo senso vanno previsti sostanziosi aiuti ai proprietari in condizioni economiche di debolezza.

In questo contesto, al di là dei necessari interventi strutturali e quindi di un Piano Casa adeguato sia del punto di vista dei finanziamenti che della rapidità delle procedure, si pone la questione dell’intervento dell’ASLO (Agenzia Sociale per la locazione) nel fare incontrare le esigenze dei proprietari e degli inquilini ad alto rischio di morosità (50-60%) attraverso la definizione di canoni concordati e garantiti.

Per altro verso deve essere affrontata la questione del diritto al non uso da parte del proprietario.

Dal punto di vista giuridico su tale dibattuta questione ci soccorre, almeno sul piano speculativo, una tesi di Laurea, discussa nel 2021 all’Università Luiss (relatore il professor Paolo Urbani) dal titolo 'Tecniche giuridiche per la rigenerazione urbana degli immobili abbandonati: il caso del PGT di Mi':

'Il proprietario di un bene immobile ha il diritto di esercitare il c.d. ius excludendi, indipendentemente dalla circostanza di usare o meno la proprietà. Ciò in quanto è pacificamente ammesso che la scelta di non esercitare poteri e facoltà dominicali, id est la situazione di non utilizzo del bene, rientri nella sfera di autonomia del proprietario, essendo il diritto di proprietà imprescrittibile. Tuttavia, il rapporto fra la facoltà del proprietario di non uso del suo immobile e gli effetti negativi che ciò può comportare per la collettività vengono presi in considerazione dal legislatore, il quale non può garantire il potere di usare le risorse in modo irresponsabile. A tal fine il Comune può mettere in atto strumenti incentivanti, autoritativi o collaborativi (compreso l’affidamento temporaneo a terzi o i patti di collaborazione in attuazione del Regolamento dei Beni Comuni)'. 

L’oggetto pare essere quello della rigenerazione delle città , superando “l’inerzia del proprietario” e quindi estensibile anche a multiple unità immobiliari.

A sostegno di tale tesi in un recente OdG sul diritto alla casa, presentato dal nostro Gruppo Consigliare e dal Gruppo Cuneo Mia nel Luglio 2024 e approvato dal consiglio comunale, si parlava dell’esigenza di  creare un canale di comunicazione fra domanda e offerta con i proprietari di case, facendo riferimento al ruolo del Comune, in caso di conflitti o inadempienze delle parti, in attuazione di un fondamentale principio costituzionale prescritto dalll’Art.42, che così recita: 'La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti'.

La domanda che si pone è: le esperienze fin qui realizzate di contrasto al non uso quali risultati hanno dato e, in caso, possono costituire una raccomandazione rivolta agli Enti Locali?

Ugo Sturlese, consigliere comunale (Cuneo per i Beni Comuni)"

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