Altro che Buona Scuola, è davvero il caso di dirlo, se un migliaio di dirigenti scolastici italiani si prende la briga di preparare un documento di protesta così circostanziato sulla situazione nella quale, ogni giorno, si trovano ad operare.
Tra i presidi coinvolti anche la dirigente dell'istituto Oltrestura, Mariella Rulfi, assieme ad altri dell'area cuneese.
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Esiste anche una versione video
Il documento è stato redatto, appunto, da un gruppo di dirigenti del tutto trasversale per composizione. Scrivono: "Qui dentro c’è la nostra condizione, c’è il nostro stipendio da rivendicare, ma c’è soprattutto la scuola. La scuola avvilita e tormentata, ammazzata dalla burocrazia e dalle incombenze inutili. Ma anche quella che vorremmo e che speriamo sarà, se qualcuno ci aiuta. Cerchiamo di non restare soli nel nostro brodo".
Si chiede di liberare la scuola dalla burocrazia, di ridefinire le responsabilità di presidi e docenti, di rivedere la normativa sulla sicurezza applicata agli edifici scolastici e si fanno proposte concrete.
Concludono: la scuola italiana è paralizzata da norme e procedure che non appartengono alla sua cultura. Deve essere LIBERATA e LIBERA di sperimentare e innovare: un luogo nel quale si possa finalmente ottenere un nuovo rapporto tra pubblica amministrazione e cittadino, basato sulla SEMPLIFICAZIONE e la FIDUCIA.












