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Politica | 03 maggio 2018, 14:01

Savigliano, il sindaco Giulio Ambroggio preso tra due fuochi

Persiste una reciproca insofferenza tra il primo cittadino e il suo partito, il Pd. 5 Stelle e centrodestra affilano le armi. Riuscirà un fragile centrosinistra a reggere l’onda d’urto o si arriverà ad una nuova crisi in municipio?

Savigliano, il sindaco Giulio Ambroggio preso tra due fuochi

E’ trascorso circa un mese dalle dimissioni dell’assessore tecnico del Comune di Savigliano, Isabella Botta e il sindaco Giulio Ambroggio non ha ancora deciso chi chiamerà a sostituirla.

L’argomento è uno dei tanti oggetto di braccio di ferro tra il Pd e il primo cittadino. Tra Ambroggio e il suo partito non è mai corso buon sangue, da quando, vincitore delle primarie, i dirigenti del locale circolo non avevano mostrato entusiasmo per la sua investitura. Lui, dal canto suo, non ha mai nascosto insofferenza nei confronti della sezione, tant’è che dopo la vittoria al ballottaggio ha varato una giunta che poco ha soddisfatto il Pd.

Ora, la rinuncia dell’assessore Botta, che Ambroggio aveva espressamente voluto nell’esecutivo per completare l’opera di messa in sicurezza del torrente Mellea, lo pone in difficoltà sia sul fronte interno che nei confronti dell’opposizione. Si dice che l’ingegner Isabella Botta abbia rassegnato le dimissioni per poter partecipare al bando di mobilità che si aprirà a breve quando Silvano Parlanti, storico responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, lascerà l’incarico per la pensione.

Se le dimissioni dell’assessore sono corrette dal punto di vista del tempismo e legittima è la sua aspirazione professionale, ammesso che davvero intenda partecipare al bando, è sul piano politico che il sindaco viene a trovarsi in difficoltà.

Preso tra due fuochi, Ambroggio deve fare i conti sia con la sua maggioranza, Pd in primis, sia con la doppia opposizione del Movimento 5 Stelle di Antonello Portera e del centrodestra di Tommaso Gioffreda. Entrambi – con finalità ovviamente diverse – hanno i fucili puntati e intendono chiedergli conto dell’eventuale, repentino passaggio di un esponente della sua giunta da un incarico politico ad una funzione tecnica.

La vicenda – a ben vedere – ha degli aspetti surreali, dal momento che l’ingegner Botta non risulta abbia mai confermato pubblicamente la voce. Tuttavia, da un mese a questa parte, la questione sta monopolizzando il dibattito politico amministrativo locale. Ma per tornare agli attriti tra Ambroggio e il suo partito, si deve constatare che questi hanno radici più profonde e risalgono al momento in cui il suo predecessore, Claudio Cussa, venne a trovarsi sotto inchiesta per il caso delle firme false. Ambroggio, invocando la questione morale, fu tra i primi nel partito a chiederne la testa e ad attrezzarsi per la successione.

La situazione, già tesa, si è poi ulteriormente complicata quando alla segreteria del circolo locale del Pd è andato Marco Paonne, già assessore al Bilancio e uomo di stretta fiducia di Cussa. Vedremo come evolverà la situazione nelle prossime settimane. Certo è che Pd e centrosinistra non possono tirare la corda più di tanto perché arrivare ad una nuova crisi nell’arco di poco più di un anno significherebbe consegnare il municipio nelle mani degli avversari. Pentastellati e centrodestra attendono l’evolversi degli eventi pronti a dare l’affondo.

Solo allora si vedrà se un fragile centrosinistra sarà in grado di reggere all’onda d’urto oppure si sgretolerà.

Giampaolo Testa

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