C’era una volta il calcio in tv, quello fatto delle domeniche pomeriggio ad aspettare la sintesi di 90’ Minuto, con i collegamenti dagli stadi e le immagini salienti della giornata. Oggi non è più così: il mercato dei diritti tv ha rivoluzionato completamente la fruizione del calcio da parte dei tifosi, che volendo possono seguire dal primo all’ultimo minuto di qualsiasi partita, entrando – virtualmente – persino negli spogliatoi.
Quella dei diritti tv nel calcio è una storia ormai pluridecennale. L’importanza dei diritti tv, nel bilancio economico delle società, è cresciuta in maniera esponenziale, tanto da diventare uno degli introiti principali dei club dei principali campionati di calcio europei e mondiali.
Che cosa sono i diritti tv?
Quello dei “diritti televisivi in vendita” è un format giuridico che l’Italia ha abbracciato a partire dal 1980: prima, semplicemente, non esistevano. Sostanzialmente, le emittenti acquistano dalle varie leghe il diritto di trasmettere le immagini delle partite di calcio, previo un corrispettivo economico che viene poi spartito a seconda di criteri che variano da paese a paese.
Ogni competizione fa storia a sé: chi acquista i diritti tv della Serie A, ad esempio, non necessariamente è costretto ad acquisire anche quelli della Serie B, o della Champions League, anche se spesso in Italia i diritti tv hanno vissuto periodi di monopolio.
In Italia, come detto, i diritti tv hanno fatto capolino a partire dal 1980, grazie all’accordo tra la RAI e la Lega Calcio. La prima pay tv nella storia del nostro Paese è stata TELE+, che nel 1993 ha iniziato a trasmettere i primi posticipi delle partite domenicali. Nel corso degli anni sono arrivati altri attori di mercato come Stream, Mediaset Premium e soprattutto Sky.
Il colosso fondato da Rupert Murdoch è sbarcato in Italia nel 2003 e da allora ha dominato la scena dei cosiddetti diritti criptati (in contrapposizione ai diritti in chiaro), vincendo sistematicamente la concorrenza del già citato Mediaset Premium.
Attualmente, il valore dei diritti tv del campionato di Serie A, per il triennio 2018/2021, ammonta a circa 1,4 miliardi di euro. A beneficiarne maggiormente è la Juventus, a cui nel 2018 sono andati 85 milioni di euro. Briciole, se paragonati ai 146 del Barcellona e ai 140 del Real Madrid, o addirittura ai 171 del Liverpool.
I “nuovi” diritti televisivi
Oltre alla classica modalità di fruizione delle partite, attraverso il medium televisivo, da qualche anno anche il calcio in streaming è entrato a far parte del mercato dei diritti tv. In Italia, ad esempio, è possibile vedere il calcio in streaming, utilizzando uno smartphone, un tablet o una Smart TV, tramite provider come Dazn e NOW Tv, che potrebbe essere un’ottima idea regalo per chi viaggia.
L’offerta potrebbe però allargarsi a breve, se come sembra anche Amazon e Netflix dovessero interessarsi ai diritti tv in Italia. Le due piattaforme streaming negli ultimi tempi hanno strizzato spesso l’occhio allo sport. Soprattutto Amazon, che potrebbe partecipare all’asta dei diritti tv del prossimo triennio, quello che partirà al termine della stagione in corso e si concluderà nel 2024.













