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Agricoltura | 03 ottobre 2019, 11:16

Apicoltura: annata pessima. Il senatore Taricco "interroga" il ministro dell'Agricoltura

Insieme ad altri colleghi ha chiesto la possibilità di attivare lo stato di calamità per un settore fortemente penalizzato

Apicoltura: annata pessima. Il senatore Taricco "interroga" il ministro dell'Agricoltura

L’annata produttiva 2019 per il settore dell’apicoltura si sta presentando come la più critica e problematica di sempre.

Le pessime condizioni meteo climatiche, caratterizzate da periodi di persistente siccità con temperature sopra la media stagionale nei mesi primaverili, seguiti, a partire da metà Aprile da copiose precipitazioni, unite ad un significativo calo termico protrattosi per buona parte del mese di Maggio 2019, hanno determinato la scarsa o nulla resa delle fioriture primaverili e la perdita pressoché totale della produzione di miele di acacia (nel Nord dell’Italia) e del miele di agrumi - tipico delle zone a Sud dell’Italia.

Interviene il Senatore Taricco: “Le aziende apistiche, già purtroppo reduci da una serie di stagioni non positive sin dal lontano 2011, con un trend purtroppo confermato di anno in anno in maniera sempre più pesante, stanno riscontrando nel corso di questo anno – il 2019 - una somma pesantissima di danni per la mancata produzione di miele, danni per la mortalità di alveari per fame in aprile/maggio, danni da eccessiva sciamatura, per non parlare dei danni economici registrati per l’acquisto di sostanze zuccherine a causa della mancanza del “bottino naturale”, il nutrimento che le api trovano nell’ambiente, fatto di nettare – ricco di sostanze nutritive che poi si ritrovano nel miele stesso – polline, lieviti, enzimi e molte altre sostanze utili al nutrimento della covata e al corretto sviluppo del sistema immunitario della colonia.

La produzione di miele del primo semestre 2019, secondo il rapporto ISMEA ha registrato una fortissima penalizzazione della produzione su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto nelle regioni del settentrione – data la forte specializzazione di tale produzione in questa area con il Piemonte capofila (secondo anagrafe apistica, sono stati rilevati in Piemonte un totale di 5.769 apicoltori in regola con il censimento di cui 3.851 amatoriali che producono per autoconsumo (67% del totale) e 1.918 che producono per il commercio (33% del totale) e di questi ultimi ben 457, con più di 100 alveari, hanno sviluppato un importante attività economica attorno all’allevamento delle api detenendo il 61% del totale degli alveari -129.586 circa) - che in questa annata è stimabile ad oggi in perdite di almeno il 70% della produzione annuale.

La stima per il solo mancato ricavo ha creato un danno che ammonta per il solo Piemonte a oltre 16 milioni di euro e nell’insieme delle regioni a oltre 70 milioni di euro.

Per questi motivi ho voluto interrogare il Ministro Bellanova ed ho chiesto in Commissione Agricoltura di attivare un Affare assegnato (cioè la possibilità che la Commissione approfondisca per conto del Senato un teme su cui proponga decisioni e soluzioni da proporre all’Assemblea), per richiedere al Ministero la valutazione del riconoscimento di stato di calamità naturale e per valutare gli interventi necessari a sostenere questo settore dopo una annata drammatica come la presente. Salvare le api e l’apicoltura non vuol solo dire salvare delle attività economiche ma vuol dire contribuire allo sviluppo delle nostre produzioni agricole di qualità che per il 70% dipendono dall’impollinazione delle api ed al mantenimento della biodiversità”. Conclude così il Senatore Taricco

c.s.

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