Terminata la prima delle due assemblee di oggi prevista presso lo stabilimento Mahle di via Grangia Vecchia a Saluzzo. L’azienda lo scorso 23 ottobre aveva comunicato la volontà di chiudere i due stabilimenti di Saluzzo e La Loggia attivando l’indomani la procedura di licenziamento collettivo per 452 lavoratori, 209 nello stabilimento saluzzese.
La prima assemblea, a cui hanno partecipato circa 100 lavoratori, si è chiusa con l’approvazione totale (un solo astenuto) della bozza di accordo di giovedì 30 gennaio siglato sui tavoli del Mise che prevede il ritiro dei licenziamenti e l’apertura di un anno di cassa integrazione straordinaria in attesa di acquirente. Si attendono gli esiti della seconda assemblea terminata intorno alle ore 15 e di quella della fascia notturna (che si dovrebbe chiudere intorno alle 23). Intanto i volumi di lavoro sono garantiti fino al 31 marzo. Dal 1° aprile dovrebbe partire la cassa a “zero ore”.
Alla prima assemblea ha partecipato anche il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni.
"Se si avvierà un percorso saremo rigidi - commenta il segretario Fiom Cgil Pierandrea Cavallero al termine della seconda assemblea - perchè intendiamo garantire un futuro occupazionale. L'azienda deve essere partecipe in questo delicato percorso. Pretendiamo massima serietà e non accetteremo nessun tipo di sciacallaggio industriale. Soprattutto la Regione deve attivarsi in modo serio al fine di salvaguardare l'occupazione. Il Piemonte troppo colpito sul fronte occupazionale."
"Abbiamo spiegato ai lavoratori il percorso - continua Giuseppe Leuzzi rsu Fiom - nonostante il clima stanno reagendo con una dignità enorme. Auspichiamo di ottenere al termine della terza assemblea un accordo quadro che salvaguardi l'occupazione."














