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Attualità | 08 luglio 2020, 17:13

Ceva, primo passo per il Museo del Fungo: 60mila euro di finanziamento dalla Fondazione CRC

La struttura del convento dei Padri Cappuccini, chiusa dal 2012, ospiterà i locali; il sindaco Bezzone: "Il progetto era nel cuore dei volontari del Gruppo Micologico da decenni. Sono orgoglioso di quanto si stia concretizzando"

Foto generica

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60mila euro in tre annualità - 2020, 2021 e 2022 - : è questo il valore dei finanziamenti assegnati al comune di Ceva dalla Fondazione CRC per la realizzazione del Museo del Fungo, che troverà collocazione nel convento dei Padri Cappuccini (chiuso dal 2012).

- I LOCALI DELL'EX CONVENTO
I locali dell’ex convento (che saranno attrezzati per la visita anche da parte di persone diversamente abili) sono adiacenti alla chiesa, accessibili attraverso un’ampia scalinata e affacciati su un piazzale a parcheggio gratuito. Si tratta di un complesso su due piani, che si sviluppa attorno a un piccolo chiostro, circondato per tre lati da un porticato con ampie vetrate, sul quale si affacciano i numerosi ambienti. Entro le mura, anche un giardino. 

Comune e Gruppo Micologico ritengono che l’utilizzo museale del complesso possa ben rappresentare una valorizzazione prestigiosa della struttura (importante nella tradizione, devozione e attualità del territorio) dal punto di vista storico, artistico e religioso. D’altronde fra i primi studiosi di funghi, nel 1700 e 1800, c’erano proprio frati e monaci. Un esempio su tutti: era un religioso Giacomo Bresadola (1847-1929), a cui è intitolata l’associazione nazionale che riunisce i gruppi micologici italiani, con sede a Trento. La presenza dello spazio verde, poi, rappresenta un’ottima opportunità per approfondire e raccontare il mondo dei funghi e delle piante, attraverso la realizzazione di un giardino botanico e un orto didattico, in collaborazione con le scuole.

L’ex convento è concesso dai Frati Cappuccini in uso al Comune in comodato gratuito a far data dalla chiusura, nel 2012. Da allora una parte dei locali viene utilizzata dalla Protezione civile comunale. Condizione che non cambierà, salvo nel caso in cui per la stessa Protezione civile dovesse venire individuata, nell’ambito di un piano d’interesse comunale, una diversa collocazione. Rimangono a disposizione della Fraternità dei Cappuccini anche gli spazi attualmente in uso per l’eventuale ospitalità di un religioso.

- IL PROGETTO
Progettista sarà l'architetto Lorenzo Ferro Forte, con studio a Ceva. Il progetto e le finalità del Museo sono stati condivisi con padre Michele Mottura, Ministro provinciale dei Frati Cappuccini per il Piemonte, che nelle scorse settimane si è recato in visita a Ceva appositamente per incontrare il sindaco Vincenzo Bezzone, il vicesindaco Lorenzo Alliani, il presidente del Gruppo Micologico Giorgio Raviolo, il vicepresidente Aldo Viora e il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, Osvaldo Demaria.

Il Museo intende diventare:

- Centro studi per la micologia e la botanica.

- Contenitore espositivo e conservativo del ricco materiale scientifico e documentale del Gruppo Micologico, aperto anche a lasciti, donazioni o prestiti da parte di varie realtà e privati cittadini.

- Luogo di valenza turistica, non solo per studiosi e addetti ai lavori, ma anche insegnanti e studenti.

- Luogo di avvicinamento al mondo del bosco, sensibilizzazione al rispetto e alla conoscenza di piante e funghi, pensato per rispettare le caratteristiche del Gruppo Micologico dalla fondazione: rigore e attenzione scientifica.

- Spazio di sensibilizzazione alla natura dedicato ai bambini.

- Valorizzazione del complesso ex conventuale con pannelli storico-fotografico-informativi sul convento e le figure principali che lo hanno vissuto.

- In uno step successivo, ma già allo studio, luogo di presentazione e valorizzazione dedicata all’utilizzo del fungo nella gastronomia e alla sua degustazione.

- LE DICHIARAZIONI
Il sindaco Vincenzo Bezzone: “E’ stato presentato il progetto per allocare finalmente il prezioso patrimonio scientifico, didattico e culturale del Gruppo Micologico Cebano in una cornice consona alla sua importanza. E l’ex convento dei Frati Cappuccini ci convince fortemente, quale contenitore adeguato e di prestigio a questo scopo. Di qui la condivisione del progetto di trasformare gran parte dei locali in Museo del Fungo. Abbiamo già incontrato la proprietà del complesso, cioè il ministro provinciale dei Frati Cappuccini, e l’impressione è positiva. Come Comune interverremo con una quota di cofinanziamento”. E conclude: “Il progetto era nel cuore dei volontari del Gruppo Micologico da decenni. Sono orgoglioso di quanto si stia concretizzando, anche perché credo fermamente nell’importanza dei prodotti, delle tipicità e peculiarità di un territorio come il nostro, che ha ancora tanto da offrire”.

Il vicesindaco Lorenzo Alliani: “Il sogno si sta per realizzare e non esiste soddisfazione maggiore di quando un sogno diventa realtà. A Ceva con il Forte, il castello rosso, il centro storico ristrutturato e la perla del costituendo Museo del Fungo si potrà parlare di turismo organizzato e quindi di economia. La sinergia tra Comune di Ceva e Gruppo Micologico Cebano creerà uno spazio unico che si proporrà di educare all'amore verso la natura, ma offrendo una corretta informazione scientifica legata a un luogo sacro e molto caro a tutti gli abitanti di Ceva. Ringrazio per la indispensabile collaborazione i colleghi di Giunta, i consiglieri di maggioranza e l'Ufficio tecnico comunale. Ma un grazie particolare va a tutto il nostro Gruppo Micologico, che in circa 60 anni di passione ed impegno professionale ha permesso di far conoscere Ceva in Italia. Questo sarà il punto di partenza da dove iniziare un nuovo e proficuo percorso per la nostra Città”.

Il presidente del Gruppo Micologico Cebano, Giorgio Raviolo: “Siamo molto contenti per questo importante risultato, che rappresenta la prima tappa di un progetto ambizioso, atteso da decenni e nel quale crediamo molto. Raccogliamo anche l’eredità di chi, prima di noi, ha sognato e pensato a questo traguardo. Siamo orgogliosi di aver posato il tassello iniziale, anche per conto loro. Il Museo del Fungo costituirebbe infatti la naturale e doverosa evoluzione degli sforzi e dell’impegno di questi anni. Diventerebbe un centro studi, punto di riferimento importante per il nostro sodalizio, la Città e il territorio intero, dal punto di vista scientifico e culturale. L’iniziativa avrebbe pure un’importanza rilevante sotto l’aspetto turistico. Un fondamentale strumento didattico per ragazzi e studenti. Un compito che ci prefiggiamo sempre è quello di sensibilizzare alla conoscenza e al rispetto dell’ambiente, della natura, del bosco e dei funghi in particolare. E’ una sfida che il Gruppo Micologico Cebano è pronto ad affrontare con l’impegno e la dedizione che gli sono propri e riconosciuti. Grazie all’Amministrazione comunale, a chi ci aiuterà con il sostegno economico e a tutti i nostri soci. Noi ci siamo”.

Ogni specificità del territorio è un bene da coltivare, custodire, salvaguardare e promuovere – ha sottolineato il presidente del Gal Mongioie, Beppe Ballauri, appassionato cultore e sostenitore del territorio cebano-monregalese, ma non solo -. Saremo al fianco del Gruppo Micologico, nei modi in cui ci sarà possibile, in un progetto nel quale crediamo fortemente fin dal principio. Da quando, tanti anni fa, ne discutevo con il presidente Scola. Iniziative come questa vanno ad aggiungere tasselli importanti alle offerte del territorio e troveranno sempre in me un interlocutore attento ed entusiasta”.

Anche il governatore della Regione, Alberto Cirio, si è detto attento al progetto cebano: “Una storia lunga più di 50 anni, un amore infinito fra l'uomo e quella terra che - pur aspra e dura - sa regalare frutti che divengono passione. L'obiettivo dell'Amministrazione e del Gruppo Micologico è entusiasmante e arricchirà ulteriormente le tante attività che la cittadina dedica a Sua Maestà il Fungo. Un Museo che saprà custodire ciò che è stato fatto e diverrà solida base per il futuro, anche dal punto di vista dello studio scientifico su questi preziosi doni del sottobosco”.

redazione

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