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Economia | 10 luglio 2020, 16:11

Banche locali, Ghisolfi: "Cuneo non è più un fortino"

Il banchiere europeo e scrittore, all'edizione delle 19.30 del TG4 di Telecupole, interverrà sul tema della territorialità del credito

Beppe Ghisolfi

Beppe Ghisolfi

Il credito non verrà meno in assoluto, perché anche dopo la fase più terribile del covid la presenza di agenzie e sportelli nelle varie realtà geografiche sarà sempre comunque assicurata dal ruolo di Istituti maggiori; però la storica caratteristica di Cuneo e della Provincia “Granda”, come “fortino” delle Banche locali e in particolare delle Casse di Risparmio, va declinata al passato prossimo quando erano ben 5 le CR con Sede legale in questo specifico territorio del Piemonte.

 

Questo il tema che sarà oggetto dell’intervento del Professor Beppe Ghisolfi – rappresentante italiano nel Gruppo europeo e mondiale delle Casse di Risparmio – oggi nel corso del TG4 di TeleCupole condotto da Giulio Botto, alle 19,30.

Come rimarcato dal Banchiere e scrittore, in cima alle classifiche della narrativa finanziaria familiare con il Manuale di educazione finanziaria e con il saggio di navigazione nel mondo delle Fondazioni ex bancarie, ben 3 CR su 5, ossia Cuneo, Bra e Saluzzo, fanno oramai parte dei grandi Gruppi nazionali UBI (nel primo caso) e BPER (Banca Popolare dell’Emilia Romagna, nel secondo e nel terzo caso), mentre mantengono la propria autonomia le Casse di Fossano e di Savigliano.

Nessuno, naturalmente, intende mettere in discussione la prosecuzione dello svolgimento delle attività creditizie che i Gruppi maggiori attuano nei territori dove sono presenti, ma è un dato di fatto che l’autonoma esistenza di Istituti bancari locali possa meglio favorire una continuità di relazioni anche fiduciarie e dirette con la clientela aziendale e familiare di base.

La vicenda del covid, che ha inciso sulla operatività fisica degli sportelli e rilanciato procedure di tipo telematico di interrelazione Banca-Cliente, ha confermato infatti ancora una volta come un ritorno alla normalità precedente sia agevolato proprio dal radicamento territoriale degli Istituti medesimi. I territori che ne sono o che ne diventano privi, comunque si voglia analizzare la vicenda, subiscono un impoverimento dal punto di vista della diversificazione dell’offerta e della potenziale maggiore tempestività dei servizi e dei prodotti finanziari.

comunicato stampa

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