Casi di morte sul lavoro nel 2025: da gennaio a dicembre sono 1.093 in Italia e 65 in Piemonte. In provincia di Cuneo sono stati 12, piazzandosi Cuneo 30esima su 107 in Italia e seconda in Piemonte per incidenza degli infortuni mortali, preceduta solamente dal Verbano Cusio Ossola, quarta in Italia, con 5 vittime su 67.794 occupati.
E' quanto emerge dall'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering su base dati Inail. Sono stati considerati solo gli infortuni mortali accaduti in occasione di lavoro, con esclusione quindi di quelli in itinere. Per individuare le aree più a rischio lo studio si è servito della zonizzazione a colori dal rosso al bianco in base alla gravità.
Con un'incidenza media nazionale di numero infortuni mortali per ogni milione di occupati superiore a 1,25 morti Cuneo finisce in zona rossa con un indice di 45,7 Im su 262.600 occupati, risultando così tra le realtà meno virtuose in un Piemonte invece arancione, ma peggiorato rispetto al 2024.
Nono il Piemonte rispetto alle altre 20 regioni d'Italia con un'incidenza di 35,1 Im su 1.854.204 occupati e 65 casi di morte.
IN ITALIA
A livello nazionale nel dettaglio su 1.093 vittime sul lavoro 798 sono avvenute in occasione di lavoro e 295 in itinere.
I LAVORATORI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI
L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).
Nel 2025, guardando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (108,7), seguita dalla fascia di lavoratori compresa tra i 55 e i 64 anni (56,3) e quella tra i 45 e i 54 anni (31,6).
Numericamente, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (300 vittime su un totale di 798).
DONNE E INFORTUNI MORTALI: AUMENTANO LE VITTIME IN ITINERE
In totale sono 98 le donne decedute nel 2025 (12 in più rispetto al 2024). Di queste, 46 hanno perso la vita in occasione di lavoro (6 in meno del 2024) e 52 in itinere (18 in più del 2024), cioè nel percorso casa-lavoro.
LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE PIÙ CHE DOPPIO PER TUTTO IL 2025
Sono 251 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 1.093: 182 deceduti in occasione di lavoro e 69 in itinere. Dunque, circa una vittima su quattro è straniera. Il rischio di morte sul lavoro, poi, risulta essere più che doppio rispetto a quello dei lavoratori italiani. Infatti, gli stranieri registrano un indice di 72,4 morti ogni milione di occupati, contro il 28,8 degli italiani.
SETTORI PIÙ COLPITI NEL 2025: COSTRUZIONI E ATTIVITÀ MANIFATTURIERE
Alla fine di dicembre 2025 il settore più colpito è quello delle Costruzioni, con 148 decessi in occasione di lavoro; seguito da Attività Manifatturiere (117), Trasporti e Magazzinaggio (110) e Commercio (68).
PRIMO E ULTIMO GIORNO DELLA SETTIMANA LAVORATIVA PIÙ PERICOLOSI
Il lunedì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nel 2025 (21,8%). Seguito dal venerdì (20,6%).
DENUNCE DI INFORTUNIO IN AUMENTO
Le denunce di infortunio totali a fine dicembre 2025 aumentano del +1,4%. Dalle 589.571 registrate a fine dicembre 2024 si passa alle 597.710 del 2025.
Anche alla fine del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (70.485). Seguono: Costruzioni (38.387), Sanità (37.032), Trasporto e Magazzinaggio (34.271) e Commercio (33.748).
Da gennaio a dicembre 2025 le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 216.779 (167.685 delle quali in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 380.931 (delle quali 327.905 in occasione di lavoro).
Le denunce dei lavoratori stranieri sono 127.725 su 597.710 (circa 1 su 5), mentre in occasione di lavoro se ne registrano 105.810 su un totale di 495.590 (ancora circa 1 su 5).
“Il 2025 si chiude con numeri che ci ricordano quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le 1.093 vittime totali, di cui 798 in occasione di lavoro, confermano che ci sono settori, come l’edilizia, le attività manifatturiere e i trasporti e magazzinaggio, in cui le fragilità della sicurezza restano evidenti. Sebbene rispetto al 2024 si registri un aumento di 3 vittime, questa “stabilità” non può farci abbassare la guardia: ogni numero rappresenta una vita persa e sottolinea quanto sia fondamentale continuare a investire in prevenzione e cultura della sicurezza”. L’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, commenta così l’ultima indagine sull’emergenza elaborata dal proprio team di esperti.














