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Attualità | 11 settembre 2020, 13:40

Sgombero Movicentro e responsabilità dei volontari, Radicali dal questore di Cuneo: "Un chiarimento positivo, chiediamo solo toni meno aggressivi"

Così Filippo Blengino, segretario dei Radicali. Soddisfatto anche il questore Ricifari: "Ho chiarito le ragioni normative e tecniche dell’operato delle forze di polizia". La rete Minerali Clandestini interviene: "Indignati per le parole del questore. Che ci denunci pure"

Sgombero Movicentro e responsabilità dei volontari, Radicali dal questore di Cuneo: "Un chiarimento positivo, chiediamo solo toni meno aggressivi"

I Radicali stamattina 11 settembre hanno incontrato il questore per un confronto sulla situazione del Movicentro a Cuneo, dove negli ultimi due mesi le forze di polizia sono intervenute ben 12 volte, allontanando i sempre più numerosi senza tetto che scelgono quel sottopasso per trascorrere la notte.

Una situazione non nuova per la città ma che mai, come quest'anno, stante la situazione di pandemia in atto, è diventata spinosa. 

I radicali hanno organizzato, proprio per la giornata di oggi, un flash mob davanti al Municipio di Cuneo. Contro l'ordinanza anti bivacco firmata dal sindaco Federico Borgna a metà dello scorso mese di agosto. Al questore, invece, è stata chiesta ragione della dura presa di posizione contro i volontari, che spesso intervengono a favore dei senzatetto. Per loro c'è il rischio di una denuncia in quanto ritenuti responsabili di favorire la diffusione del contagio. 

"E' stato un conffronto positivo, con loro come con alcuni membri di associazioni che ho incontrato già nella serata di ieri. Ho chiarito le ragioni normative e tecniche dell’operato delle forze di polizia. Ieri e l’altro ieri ci sono stati altri controlli al Movicentro: non c'era nessuno, mentre abbiamo trovato otto persone accampate all’ex Dogana. Erano distanziate e li abbiamo lasciati lì, perché non c'era assembramento", ha detto Ricifari. Aggiungendo che gli interventi al Movicentro, in questo momento di pandemia, ci sarebbero a prescindere dall'ordinanza anti-bivacco. Per poi concludere: "Sono convinto che di questa situazione, dopo le elezioni, non se ne interesserà più nessuno". 

Blengino ha commentato: “L’incontro con il questore è stato positivo, anche se partito con un po’ di tensione. Il colloquio penso sia servito a chiarire le nostre preoccupazioni. Il problema principale è che la competenza è degli enti locali e della Regione e non tanto della polizia: vergognoso che non si riesca a risolvere il problema alla radice con serietà. L’incontro è stato utile per chiedere in maniera esplicita di agire in maniera più adeguata e di usare toni meno aggressivi in futuro. È una questione che riguarda prima di tutto degli esseri umani e questo non deve essere dimenticato. Sappiamo bene che l’emergenza sanitaria in corso richiede il rispetto delle norme igienico-sanitarie per contenere i contagi, ma spostare queste persone da un posto all’altro senza una pianificazione non ha senso: cerchiamo soprattutto un dialogo, senza alcuna finalità politica. Non siamo candidati in nessun posto".

Nel frattempo la rete Minerali clandestini, che raggruppa in città una cinquantina di associazioni impegnate sul fronte della solidarietà sociale, ha inviato un comunicato stampa con il quale chiede di incontrare il questore così da chiarire le reciproche responsabilità e competenze nell’affrontare e risolvere una situazione che non può essere considerata solo questione di ordine pubblico.

Scrivono: "Vorremmo esprimere tutta la nostra indignazione per questa presa di posizione autoritaria e malevola, che ipotizza di fatto l’esistenza di un reato di solidarietà, e ricordare che in altri Paesi a noi contigui, a pochi chilometri dalla nostra frontiera, ci sono state autorevoli corti di giustizia che hanno assolto coloro che erano stati inizialmente accusati di aver violato la legge portando soccorso a persone in difficoltà.

Come associazioni che già da tempo, e in molti altri modi, stiamo aiutando chi subisce le conseguenze di un sistema economico che spesso scarica sulle spalle delle persone più marginali il peso delle proprie contraddizioni, invitiamo il Capo della Polizia a denunciarci fin da subito alla Procura della Repubblica".

Barbara Simonelli-Arianna Pronesti

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