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Attualità | 12 luglio 2025, 06:06

Troppa insicurezza di notte: il Comitato Pendolari chiede la chiusura serale della stazione di Alba

RFI chiarisce: "Il fabbricato è già chiuso, ma la passerella resta aperta". Ipotesi di limitazioni con il Comune

Troppa insicurezza di notte: il Comitato Pendolari chiede la chiusura serale della stazione di Alba

Dopo l’audizione dell’11 giugno 2025 in commissione consiliare regionale, il Comitato Pendolari di Alba ha ricevuto da RFI e Trenitalia alcune risposte su temi cruciali per i viaggiatori: la sicurezza alla stazione, la gestione serale degli spazi e le problematiche relative ai treni diretti sulla linea SFM4.

Per quanto riguarda la chiusura della stazione ferroviaria di Alba nelle ore notturne, RFI ha chiarito che l’atrio e la sala d’attesa risultano già chiusi di notte, mentre gli spazi esterni restano accessibili per garantire il passaggio sulla passerella comunale tra piazza Trento Trieste e corso Banska Bystrika. L’eventuale chiusura completa degli spazi, sottolinea RFI, è una decisione che dovrà essere condivisa con il Comune di Alba.

“Prendiamo atto di questa precisazione”, commenta il Comitato, “ma abbiamo già avviato un confronto con l’amministrazione comunale per valutare la possibilità di chiudere almeno l’accesso esterno nelle ore notturne, indicativamente tra le 21.30 e le 5.30.”

Riguardo alla richiesta di installazione di telecamere sul lato binari, RFI ha confermato che la proposta è stata presa in esame da FS Security, incaricata di valutare gli impianti di videosorveglianza nelle stazioni. Una richiesta di finanziamento per la stazione di Alba, riferisce RFI, sarebbe stata valutata nel mese di giugno. “Accogliamo con favore questa apertura”, osservano i rappresentanti del Comitato, “e restiamo in attesa di sapere se la domanda sia stata effettivamente inoltrata e quali siano i tempi di installazione dell’impianto.”

Più complessa la questione dei treni diretti, in particolare quello in partenza da Alba alle 6.25 e quello da Torino Porta Nuova alle 18.00. Nonostante effettuino meno fermate, questi convogli risultano più lenti delle corse ordinarie, a causa di lunghe attese e precedenze concesse ad altri treni nei pochi binari di incrocio disponibili.

“È paradossale che un treno diretto impieghi più tempo di uno con fermate intermedie”, sottolinea il Comitato, che ha chiesto di garantire almeno in queste fasce orarie tempi di percorrenza inferiori ai 60 minuti, come già ipotizzato nel DUP 2025–2027 dell’Agenzia della Mobilità Piemontese.

RFI, dal canto suo, ha risposto che mantenendo inalterato il volume attuale di traffico ferroviario, la velocizzazione dei treni di rinforzo potrebbe avvenire solo a fronte della realizzazione di nuove sedi d’incrocio e stazioni con movimenti simultanei. Al momento, però, non risulta avviato alcuno studio né richiesta di finanziamento in questa direzione.

“Prendiamo atto della situazione”, conclude il Comitato, “ma riteniamo che la questione non possa essere archiviata. È fondamentale valutare seriamente l’opportunità di ridurre i tempi di percorrenza almeno per questi treni strategici”.

d.v.

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