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Attualità | 05 ottobre 2020, 13:03

"Situazione molto grave, si rischia di creare un mercato del lavoro di serie B": Confcooperative Cuneo si appella alla politica e chiede un tavolo di lavoro provinciale

Al centro della conferenza stampa tenutasi questa mattina (5 ottobre) sulla piattaforma Zoom, la tematica del mancato adeguamento delle tariffe sui servizi sociali e sanitari in provincia e regione: secondo un sondaggio interno, il 73% delle cooperative ha prezzi bloccati da almeno quattro anni

Alessandro Durando - Foto di repertorio: Daniele Caponnetto

Alessandro Durando - Foto di repertorio: Daniele Caponnetto

"La politica deve prestare attenzione alle nostre esigenze ma invece, dopo aver osannato l'attività delle cooperative sociali in periodo pandemico, ora è tornata fortemente disattenta": è con queste parole di Giampiero Porcheddu - presidente della cooperativa sociale COS di Alba - che si è conclusa la conferenza stampa realizzata nella mattinata di oggi (lunedì 5 ottobre) sulla piattaforma Zoom da Confcooperative Cuneo.

Presenti, oltre a Porcheddu, anche il presidente Alessandro Durando e Flavio Degioanni (presidente della cooperativa Proposta 80). Al centro, la tematica del mancato adeguamento delle tariffe sui servizi sociali e sanitari in provincia e regione.

Sì, perché un sondaggio interno ai rappresentati da Confcooperative - ovvero l'80% delle cooperative sociali di tutta la provincia Granda - evidenzia come in oltre il 73% dei casi i prezzi siano bloccati da un minimo di quattro anni, nonostante nel 2019 sia stato realizzato un nuovo CCNL che punta a riconoscere la professionalità degli operatori e ad aumentare il costo del lavoro del 6%: a non averlo siglato è oltre l'80% di tutte le cooperative sociali cuneesi (un comparto che coinvolge 100 realtà differenti, tocca 5.000 soci di cui 4.000 occupati e che può vantare 140 milioni di euro all'anno in fatturato).

"Esiste una seria discordanza tra come il terzo settore viene raccontato e l'attenzione che gli viene poi accordata nel concreto - ha detto Cavallero, puntando l'attenzione sul fatto che la maggior parte dei contraenti siano enti pubblici, fatto che rende la situazione ancora più grave - . Molte delle cooperative sociali del territorio rischiano di veder dimezzato o ridotto di un terzo il proprio bilancio economico e, in generale, si rischia seriamente di creare un mercato del "lavoro di serie B" per quanto riguarda il comparto".

Una situazione davvero drammatica, quella post-pandemica, dove per le cooperative sociali a un rallentamento (se non al blocco totale) delle attività per un certo lasso di tempo si sono aggiunti anche una serie di nuovi investimenti puntati proprio alla riapertura in totale sicurezza sanitaria; una realtà di senso contrario rispetto a quanto registrato dopo la crisi del 2008, quando le cooperative avevano ben reagito registrando un aumento degli occupati, del fatturato, del patrimonio e dimostrato di aver saputo reagire al rallentamento dell'economia.

L'intenzione di Confcooperative Cuneo nell'immediato futuro è quella di creare, quindi, un tavolo di lavoro provinciale assieme a Legacopp e AGCI, gli enti pubblici, l'ASL e i sindacati per realizzare un piano d'azione che aggredisca queste problematiche in modo rapido ed efficace.

simone giraudi

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