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Attualità | 15 ottobre 2020, 12:05

Cuneo: oltre 100 firme dei residenti per chiedere più chiarezza e coinvolgimento nel restyling dell'ex Policlinico

Il comitato di cittadini ha depositato questa mattina (15 ottobre) la petizione: pur d'accordo sull'intenzione di recuperare lo stabile tra corso Dante e via Bassignano, chiedono di chiarire i "reali benefici per la comunità locale" del progetto presentato dall'amministrazione

Cuneo: oltre 100 firme dei residenti per chiedere più chiarezza e coinvolgimento nel restyling dell'ex Policlinico

Sono 110 - per la maggior parte di residenti del quartiere "Cuneo Centro" - le firme raccolte dal comitato pro "Ex Policlinico" di Cuneo relativamente alla petizione depositata in municipio oggi (giovedì 15 ottobre) e incentrata sul denunciare lo scarso coinvolgimento da parte dell'amministrazione comunale in merito al progetto di ristrutturazione dello stabile.

L'intenzione dell'amministrazione per com'è stata presentata lo scorso giugno in commissione prevede la realizzazione di 28 alloggi per un'area residenziale di 2.640 metri quadrati.

Un progetto su cui i membri del comitato - e l'associazione "Di Piazza in Piazza" - hanno diversi dubbi, ma con il quale sono ben lungi dall'essere contrari: la struttura situata tra corso Dante 13 e via Bassignano 21 risulta in serio stato di abbandono sin dalla propria chiusura nel 1984.

"Se è vero che è assolutamente necessario ricucire, attraverso un progetto di recupero urbanistico, il tessuto architettonico circostante in quella zona di Cuneo soggetta (non per volontà della comunità cittadina!) ad abbandono, degrado e incuria per circa un quarantennio, non sembra invece chiaro quali saranno i reali benefici per la comunità locale, ossia se sia previsto verde pubblico, quali soldi verranno messi a disposizione dal Comune per ridare lustro alle zone limitrofe sottoposte a sommo degrado urbanistico e se verranno adeguatamente rispettate le esigenze di luci ed aria e le distanze tra gli edifici circostanti" si legge nel comunicato stampa redatto proprio dal comitato di cittadini.

"Altre perplessità riguardano il progetto architettonico presentato in rendering dal Comune, che nulla sembra abbia a che vedere con il tessuto urbanistico preesistente - continua - . In particolare, a fronte di un divieto assoluto nel quartiere Cuneo Centro di effettuare qualsivoglia opera che modifichi il tessuto architettonico (quale per esempio la sopraelevazione o la costruzione di terrazze a tasca vietate per i comuni mortali) moltissimo in questo nuovo edificio viene permesso, lasciando il sospetto di un’applicazione “a corrente alternata” dei vincoli architettonici e paesaggistici, in relazione a valutazioni discrezionali che restano incomprensibili alla collettività".

"Alle richieste dei cittadini presentate anche nel corso dell’approvazione della variante comunale, l’amministrazione, sinora, si è mostrata sorda e indifferente, dimostrando solo ed esclusivamente interesse alla realizzazione dell’opera qualunque essa sia, piuttosto che all’impatto architettonico e paesaggistico prodotto dalla realizzazione in concreto della stessa" concludono i membri del comitato.

Secondo gli scriventi, insomma, "il metodo “due pesi e due misure” sembra farla da padrone perché se da una parte l’amministrazione sostiene che non ci sia un tessuto architettonico uniforme in Corso Dante allora non si capisce perché, in considerazione di questa palese difformità preesistente, le stesse modifiche per edifici limitrofi debbano ritenersi invece illecite".

Ma i dubbi del comitato non si fermano qui, e riguardano anche il rispetto delle distanze tra gli edifici, "che nel caso di sopraelevazione determinerà criticità relative alle mura esterne e alle acque reflue dell’esistente"; le misure che vengono imposte dalla Commissione paesaggio rispetto al quartiere Cuneo Centro, qualificato come centro storico, sono molto limitanti e restrittive - obbligo di infissi in legno e divieto di PVC, imposizione di colorazioni obbligatorie degli edifici e delle imposte medesime, divieto assoluto di pannelli solari -, ma pare che la nuova opera non abbia, sempre secondo gli scriventi, alcun limite o vincolo, pur essendo adiacente ad altri edifici "penalizzati" nel recente passato.

Il comitato auspica quindi un cambiamento di rotta e un "ascolto fattivo ed empatico delle istanze che provengono dal basso, che comporti alcune modifiche in senso sostanziale dei progetti e dei programmi": "Non tutte le petizioni sono “contro” o volte a frapporre ostacoli, ma servono ad aiutare a interpretare il sentire della comunità e ad assumere scelte condivise che portino a “unire” e non a “dividere” i cittadini, puntando a tutelare l’interesse pubblico inteso quale “contemperamento di interessi comuni” nel rispetto della dignità di ciascun cittadino". 

simone giraudi

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