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Politica | 22 ottobre 2020, 15:39

Consorzio Monviso Solidale, Ambroggio: “Piola è il candidato del Pd, io voterò Mondino che è un indipendente”

Il sindaco di Savigliano difende la sua proposta per la candidatura del presidente del Consorzio durante l’ultimo Consiglio comunale, ma l'opposizione e alcuni membri della maggioranza esprimono perplessità

Consorzio Monviso Solidale, Ambroggio: “Piola è il candidato del Pd, io voterò Mondino che è un indipendente”

La questione della nomina del presidente del Consorzio Monviso Solidale è arrivata anche in Consiglio comunale a Savigliano, in seguito all’interrogazione presentata dal consigliere di opposizione Tommaso Gioffreda (Savigliano 2.0) il quale chiedeva al sindaco Giulio Ambroggio chiarimenti in merito alla votazione che si svolgerà tra qualche ora oggi, giovedì 22 ottobre. Al ballottaggio infatti ci sono i nomi di due saviglianesi: il presidente uscente Gianpiero Piola e il candidato proposto proprio da Ambroggio, Sergio Mondino(clicca qui).

“Anni fa - si è difeso durante la seduta il primo cittadino - i sindaci di Fossano, Saluzzo e Savigliano fecero un patto non scritto per evitare guerre di campanile per le nomine di Alpi Acque, Consorzio Monviso Solidale e Consorzio Rifiuti. Un sistema che ha retto finora. Forte di questo patto, ho proposto Sergio Mondino perchè lo conosciamo tutti, è un’ottima persona, impegnato nel volontariato, dove ha una grossa esperienza, è stato presidente del Consiglio comunale ed essendo presidente della Consulta Solidarietà si voleva cercare di creare un'ulteriore sinergia tra Consorzio e mondo del volontariato. C’è già una collaborazione ma l’idea di mettere il presidente della Consulta solidarietà era per andare a consolidare questo rapporto. Non ho nulla da eccepire sul presidente uscente, ma voterò per Mondino”. 

Per il sindaco "Piola è il candidato del Pd”, ma in Consiglio aggiunge: “Comunque vada l’elezione, come giustamente Gioffreda scrive, nessuno vuole mettere in discussione le persone dei due nominati. Avremmo in entrambi i casi due ottime persone che sapranno gestire bene questo ruolo”.  

La scelta “in solitaria” del sindaco, per quanto avallata dal “patto non scritto”, però ha sollevato perplessità anche da parte della stessa Maggioranza: “Come PD - ha spiegato Vilma Bressi -abbiamo cercato di verificare l’adeguatezza del presidente rappresentante del Comune. Non avevamo trovato difficoltà per il rinnovo della carica degli scorsi anni. Il sindaco non ne ha tenuto conto, ha indicato un altro nome, appellandosi a questo patto. Non ci sono mai stati critiche sulle persone indicate, ma l’esperienza del presidente attuale ha un peso. La continuità potrebbe essere una buona cosa. Piola gode inoltre della stima di tanti sindaci del nostro territorio. Ambroggio parlava di dialettica, ma non mi sembra ci sia stata. L’impasse in cui ci veniamo a trovare è spiacevole anche per le persone implicate. Crediamo che il nostro sindaco si debba adoperare per una soluzione non di scontro, ma condivisa”.

“Ho qualche perplessità anche sul fatto che si invochi un patto trentennale per una soluzione che mostra di essere abbastanza calda - ha poi aggiunto il consigliere Antonello Portera -. Se il sindaco ritiene di avventurasi su una strada in quasi solitaria avrebbe fatto bene a usare tutti i canali diplomatici perché quella strada venisse condivisa, in modo tale che ci fosse un risultato condiviso tra tutti”.

“La disanima fatta da Bressi è quello che volevo dire - ha continuano il consigliere Piergiorgio Rubiolo -. Il sindaco ha fatto un excursus di trent’anni. Condivido l’imbarazzo che stanno vivendo i due candidati alla presidenza del consorzio, uno dei quali lo è stato fino a poco tempo fa e che ha superato la prova. Perché Savigliano di nuovo deve mettersi di traverso rispetto alla volontà degli altri? Il ruolo del sindaco deve essere quello di accettare e di mediare, se la candidatura del nuovo non era così condivisa, forse era meglio non farla. Si sarebbero evitate polemiche e gli strascichi che questa cosa lascerà sulla città di Savigliano”. 

A questi si aggiunge poi l’affondo del consigliere Marco Racca: “Questo discorso certifica quanto anticipato durante l’estate sul sindaco, questo atteggiamento dell’uomo solo al comando. Mondino non farà che agevolare il rapporto tra Consulta e il Consorzio, ma a questo punto mi metto nei panni dei 53 piccoli comuni, provo a immaginare se fossi uno dei sindaci. Già il mio voto non sposta la decisione presa dal pubblicizzato patto dai tre sindaci delle grandi città, ma a seguito di queste parole si agevola certo il rapporto tra Consulta e Consorzio, tuttavia la Consulta è quella di Savigliano. Fossi uno di questi piccoli comuni, farei molta attenzione”.  

“Il sindaco è molto convincente - ha poi concluso Tommaso Gioffreda - ma si percepisce una volontà di danneggiare in questa nomina un ex collega di partito, sembra una vendetta politica. Mi auguro che queste posizioni siano mie deduzioni, mi auguro siano sbagliate. Sul fatto dell’accordo trentennale, nn c’è bisogno di ribadirlo, la lettera inviata ai comuni era un chiaro segnale di debolezza perché il sindaco ha cercato di far valere la sua posizione andando contro il partito che gli ha fatto vincere le elezioni. Sarebbe bello che facesse un passo indietro e domani si presentasse con le idee chiare e magari quelle della sua maggioranza”. 

Chiara Gallo

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