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Attualità | 11 gennaio 2021, 15:20

Accessi Covid in netto calo al Pronto Soccorso di Cuneo. Il dottor Lauria: "Novembre il mese più nero, con punte di 60 al giorno"

Il direttore del Reparto parla anche dell'influenza, al momento non pervenuta. "Ogni anno mette sotto stress il sistema sanitario. Quest'anno è un'incognita. Con il Covid sarebbe ingestibile"

Accessi Covid in netto calo al Pronto Soccorso di Cuneo. Il dottor Lauria: "Novembre il mese più nero, con punte di 60 al giorno"

I dati sui contagi, a livello nazionale, stanno nuovamente allarmando, al punto che si stanno profilando nuove restrizioni e l'abbassamento della soglia per passare da un colore all'altro.

Ma da dove arrivano questi dati? E, soprattutto, come evolvono i contagi, prima di arrivare a sovraccaricare il sistema sanitario? A spiegarlo è il dottor Giuseppe Lauria, direttore del Pronto Soccorso di Cuneo, uno dei reparti più stressati dall'emergenza sanitaria, anche perché, in quanto presidio di emergenza, non può chiudere le porte e concentrarsi solo sul Covid.

I numeri, al momento, evidenziano una situazione che nulla ha a che fare con quanto accaduto nel mese di novembre 2020 che, lo ricordiamo, ha superato, per impatto del virus e mortalità, quello di aprile.

"A novembre siamo arrivati a 60 accessi al giorno di persone con sospetto Covid. In totale, siamo poco sotto gli 800. A dicembre il dato si è più che dimezzato, scendendo a 350. In questo gennaio 2021, dal 1° gennaio i sospetti Covid arrivati in Pronto sono stati 79. Facendo una proiezione su 30 giorni, vediamo che siamo sotto i 250 accessi. Durante le Festività sono invece aumentati gli accessi non Covid", precisa Lauria.

Ma sono dati significativi o che devono tranquillizzare, in un panorama nazionale che invece parla di terza ondata imminente? "I dati che vengono comunicati quotidianamente, a mio avviso, non dicono il reale, perché dal contagio al ricovero passano mediamente tre settimane. Nell'ipotesi peggiore, la morte, ne passano mediamente cinque".

Si entra in contatto con il virus. I primi sintomi - influenza, tosse - compaiono tra i 2 e i 7 giorni. Quelli più gravi, se si sviluppano, compaiono entro due settimane. In definitiva, l’esito dell’infezione si definisce nei primi 10 - 15 giorni dal contagio.

Se la situazione precipita, in particolare se si sviluppa una polmonite, si finisce in ospedale. La percentuale di chi ha bisogno di assistenza si aggira attorno al 15%. Di questa percentuale, circa il 10% ha bisogno di un supporto "semintensivo", mentre in terapia intensiva ci va il 5% dei contagiati. Il dato è ovviamente medio, perché dipende molto dall'età dei contagiati. Sono tre le settimane medie di ricovero. 

Si vedrà, quindi, nel giro di qualche giorno, il reale impatto delle Festività natalizie sui contagi nella nostra provincia ma, soprattutto, sugli accessi al Pronto soccorso e quindi sui ricoveri. Al momento non ci sono segnali allarmanti.

C'è un altro fattore da valutare, quello dell'influenza stagionale che, al momento, è una grande incognita. E' stato più volte evidenziato come le misure adottate per il contenimento dei contagi da Coronavirus abbiano frenato notevolmente anche la circolazione di altri virus, in particolare quello influenzale, che di solito si propone con la massima virulenza proprio nel mese di gennaio. "L'influenza per ora non si è ancora affacciata. Ogni anno mette sotto stress il sistema sanitario. Influenza e Covid creerebbero uno stress doppio, difficilmente gestibile. E' una situazione in costante evoluzione, le prossime settimane saranno cruciali".

barbara simonelli

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